Prezzi: Istat attesta a febbraio una crescita del +1,5%. Federconsumatori calcola ricadute di 444 euro annui a famiglia, di cui 173,60 solo nel settore alimentare

Prezzi: Istat attesta a febbraio una crescita del +1,5%. Federconsumatori calcola ricadute di 444 euro annui a famiglia, di cui 173,60 solo nel settore alimentare

L’Istat conferma le previsioni sull’aumento dei prezzi al consumo, registrando a febbraio una crescita del +1,5%, il tasso più elevato da marzo 2013. Aumenta soprattutto il tasso relativo al carrello della spesa, vale a dire i prodotti con maggiore frequenza di acquisto da parte delle famiglie, che si attesta al +3,1%. Federconsumatori e Adusbef hanno calcolato che, con l’inflazione a questi livelli, le ricadute per una famiglia tipo, in termini annui, saranno di +444 Euro, di cui +173,60 Euro solo per il settore alimentare.

Una forte crescita dettata dagli aumenti nel settore dell’ortofrutta, nonché in quello dei carburanti (che incidono in maniera determinante sui prezzi dal momento che i beni di consumo sono trasportati per l’86% su gomma), delle autostrade e dei costi di energia elettrica e gas, denunciano le associazioni, da tempo allarmate per tali aumenti. Un andamento che non fa altro che aggravare le condizioni altalenanti dei un sistema economico, a cui mancano ancora i presupposti stabili su cui fondare la ripresa. Per questo, sostengono Federconsumatori e Adusbef – “è fondamentale, in questo momento, agire con determinazione per allontanare lo spettro della stagflazione”.

La produzione è infatti ancora troppo timida e incerta, mentre l’inflazione è tornata a balzare in avanti. Per questo le associazioni mettono in guardia il governo affinché intervenga da un lato per il rilancio dell’occupazione, dall’altro per il contenimento dei prezzi, con un occhio particolare ai costi energetici, facendo notare come un tasso di inflazione elevato penalizzi soprattutto i redditi più bassi, comprimendo la domanda. Si appellano al governo perché agisca con urgenza, stanziando le risorse opportune per rimettere in moto la crescita.

La ripresa occupazionale consentirebbe una redistribuzione dei redditi indispensabile a dare nuovo ossigeno alle famiglie ed a far ripartire la domanda interna che langue da anni – continuano le Associazioni, le cui analisi rivelano che: se la disoccupazione tornasse al 6%, il potere di acquisto delle famiglie aumenterebbe di 40 miliardi di Euro l’anno. “Si tratta di una priorità dettata non solo da esigenze economiche, ma da una necessità in termini etici e sociali. Dare lavoro ai giovani significa costruire un futuro per il Paese. Significa aprirsi ad una prospettiva ampia e lungimirante, proiettata verso la fuoriuscita dalla lunga crisi che ancora opprime le famiglie.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

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