Pd: forse primarie il 9 aprile. Domani lo decide la Direzione nazionale. Il ministro Orlando candidato segretario. Sinistra: Scotto e D’Attorre presentano il cantiere. Fratoianni: dialogheremo con tutti

Pd: forse primarie il 9 aprile. Domani lo decide la Direzione nazionale. Il ministro Orlando candidato segretario. Sinistra: Scotto e D’Attorre presentano il cantiere. Fratoianni: dialogheremo con tutti

L’incontro tra i rappresentanti dei candidati alle primarie del Pd per sciogliere il nodo della data delle primarie aveva partorito una prima indiscrezione relativa a domenica 9 aprile, quella dedicata alle Palme dalla tradizione cattolica, come il giorno giusto. Poi, però, sempre le stesse fonti interne, hanno fatto dietro front, sostenendo che “una decisione non è stata ancora presa e l’incontro tra i rappresentanti dei candidati serve proprio per provare a trovare un’intesa”. La commissione, comunque, si riunirà nuovamente venerdì mattina alle 9 per chiudere il cerchio sulla data. Intanto, è già stata convocata la Direzione nazionale del Partito Democratico per venerdì 24 febbraio, alle ore 16, a Roma, presso la sede di via S. Andrea delle Fratte 16. All’ordine del giorno l’approvazione del regolamento congressuale. Ciò vuol dire che si è prossimi a trovare l’intesa sulla data delle primarie, o il 9 o il 23 di aprile. In fondo, cambia pochissimo sul piano del dibattito politico.

Il ministro Andrea Orlando avanza ufficialmente la sua candidatura a segretario

“Non c’è stata nessuna costruzione o sceneggiatura. Prima di decidere ho riflettuto fino all’ultimo momento e mi sono chiesto se potevo essere utile al partito e mi sono risposto di sì”, ha dichiarato il ministro della Giustizia e neo candidato alla guida del Pd, Andrea Orlando, spiegando in una assemblea al circolo ‘Marconi’ di Roma come è nata la sua decisione di scendere in campo. “Spesso mi è tornato in mente ciò che accadeva dieci anni fa, quando spiegavano ai circoli e alle sezioni che occorreva abbandonare le vecchie appartenenze per costruire qualcosa di nuovo”. Così è nato il Pd, la casa comune di diverse appartenenze e provenienze politiche. Qualcosa poi è cambiato. “Questa casa, per come l’avevamo costruita, ha cominciato a scricchiolare e non è da oggi che ha cominciato a scricchiolare”, ha sottolineato. L’obiettivo, il compito che si prefigge “è riconquistare pezzi di società che non necessariamente erano lontani da noi e che ora ci guardano addirittura con ostilità. Oggi riscontriamo – ha continuato – rabbia, delusione, malcontento, che hanno alimentato le forze della nuova destra. Fin dalle prime battute di questa campagna congressuale voglio chiarire che non sentirete da me parole che potrebbe pronunciare un nazionalista, un populista o un sovranista, anche se, purtroppo, quelle parole sono entrate dentro di noi”. “Ma se noi usiamo gli stessi slogan, gli stessi argomenti e le stesse parole alla fine la gente voterà per loro. E io non voglio rassegnarmi allo spirito del tempo ma riconquistare il nostro popolo con le idee della sinistra”, ha concluso.

Michele Emiliano: “Renzi ha paura di perdere. La sua pagina politica va chiusa”

Il presidente della Puglia spiega che “Renzi ha paura di perdere perché gli italiani capiranno che c’è un solo modo per battere l’uomo politico più sostenuto dai poteri forti e dalla comunicazione. Lo potranno fare votando alle primarie tutti gli italiani, non solo gli iscritti. Io mi auguro che possano votare me. Questo è l’unico modo certo per archiviare la pagina politica di Renzi. Ma per fare questo ci vogliono tempi normali, contendibili. In ogni caso io non mollo. Renzi non deve pensare di spaventare nessuno”.

Scotto e D’Attorre in conferenza stampa presentano la formazione politica, “il cantiere”, con Bersani, D’Alema e Pisapia

“Oggi, come è noto da tempo perché lo abbiamo annunciato in maniera molto forte anche al congresso di Rimini di Sinistra italiana, diamo come indicazione ai tanti che sono sul territorio di costruire un cantiere per la democrazia e il progresso, un cantiere per una sinistra nuova che metta al centro il lavoro e i diritti. Era l’obiettivo per cui è nata Sinistra italiana, ma oggi dentro Sinistra italiana queste condizioni non ci sono più, perché ha scelto la strada di una forza che si chiude mentre di fronte alle novità assolute che si muovono nel mondo del centrosinistra occorre fare un investimento di novità”, così Arturo Scotto ufficializza l’uscita dal partito di 17 deputati e deputate su 30 componenti del gruppo di SI alla Camera e, assieme ad Alfredo D’Attorre, ne ribadisce motivi e obiettivi in una conferenza stampa. “Assieme ai fuoriusciti dal Pd vogliamo costruire un percorso costituente, assieme a Roberto Speranza e Giuliano Pisapia, e assieme a tutte quelle forze che vogliono unire i progressisti italiani e ridare speranza ai tanti elettori che non hanno più una casa né un luogo in cui militare e per cui votare”. A lasciare il gruppo alla Camera di Sinistra italiana, oltre Scotto e D’Attorre, Bordo, Melilla, Sannicandro, Duranti, Piras, Ferrara, Martelli, Quaranta, Ricciatti, Galli, Nicchi e “altri che sono con noi in questa nuova avventura e daremo vita a un processo costituente”. Per D’Attorre “questo ero lo sbocco naturale di Sinistra italiana, non la costruzione dell’ennesimo partitino radicale, non è quella la necessità dell’Italia di oggi. L’appello rivolto a tutti i compagni è di considerare questa opportunità, questa è la strada comune per un processo unitario”. Poi, quanto al gruppo parlamentare, “ci sarà un appuntamento ad hoc nei prossimi giorni per la presentazione del nuovo gruppo e sarà presentata anche la cornice politica più generale in cui si inserisce”.

La replica di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: “dialogheremo con tutti sulle cose concrete e sugli atti”

Sinistra italiana dialogherà anche con il nuovo gruppo a cui daranno vita gli scissionisti del Pd, ma solo sul merito dei provvedimenti e delle singole politiche da mettere in campo, chiarisce con nettezza il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, parlando con i giornalisti a Montecitorio. “Faccio gli auguri al nuovo gruppo e a chi ha lasciato il Pd, una scelta coraggiosa. Con loro vogliamo confrontarci sul merito, come ho fatto anche questa mattina con Enrico Rossi sulla patrimoniale, su cui ci troveremo insieme così come su ogni altra misura o politica veramente alternativa e concreta. Tutto il resto è cronaca minore, mentre a noi interessa discutere e confrontarci sulle cose concrete e non di posizionamenti e scenari”. Inoltre, “io oggi ero qui fuori alla manifestazione organizzata da oltre 65 organizzazioni della scuola, da docenti e studenti contro le deleghe della buona scuola, con famiglie di alunni disabili che lamentano il disastro del sostegno. Io mi voglio occupare di questo e di questo voglio discutere con chi è disponibile a farlo. Lo faccio dall’opposizione ma lo faccio come ho sempre fatto disponibile a confrontarmi sulle questioni concrete. Tutto il resto, come ho detto è cronaca minore”. Quanto alla discesa in campo di Andrea Orlando, Fratoianni spiega: “guardo con rispetto a tutta la discussione interna al Pd, ma vorrei sottrarmi dal parlare di un qualcosa che è indefinito. Ribadisco, il confronto voglio farlo sulle cose concrete”.

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