Papa Francesco sfida il capitalismo che crea “gli scarti” e ospedali per curare i bambini feriti dalle sue bombe. A Roma, manifesti intimidatori e anonimi contro di lui, una vergogna

Papa Francesco sfida il capitalismo che crea “gli scarti” e ospedali per curare i bambini feriti dalle sue bombe. A Roma, manifesti intimidatori e anonimi contro di lui, una vergogna

No al capitalismo che scarta i più deboli, all’evasione delle tasse e al gioco d’azzardo. Papa Francesco lancia il suo appello per un’etica del capitalismo dall’udienza con i partecipanti all’Incontro ‘Economia di Comunione’, promosso dal Movimento dei Focolari. Il denaro è importante, sostiene Bergoglio, soprattutto quando non c’è e da esso dipende il cibo, la scuola, il futuro dei figli. Ma quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo rischia di diventare una “struttura idolatrica, una forma di culto”: La ‘dea fortuna’ è la “nuova divinità” di una certa finanza e di tutto quel “sistema dell’azzardo” che sta “distruggendo milioni di famiglie del mondo”.

Un sistema che crea scarti da nascondere è talmente paradossale che raggiungerà il suo culmine il giorno in cui “le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine”. Per fare un esempio: “Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano”. Abbiamo inventato modi per curare, sfamare, istruire i poveri, fa notare il Papa e “alcuni dei semi della Bibbia sono fioriti in istituzioni più efficaci di quelle antiche”. “La ragione delle tasse sta anche in questa solidarietà, che viene negata dall’evasione ed elusione fiscale, che, prima di essere atti illegali sono atti che negano la legge basilare della vita: il reciproco soccorso”.

L’ultradesta si muove contro papa Francesco. La vergogna dei manifesti anonimi e intimidatori

“A Francè, ha commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l’Ordine di Malta e i francescani dell’Immacolata, ingnorato cardinali… Ma ndo sta la tua misericordia”. Questa mattina Roma si è svegliata così: con affissioni abusive sui muri di diverse zone in cui apertamente qualcuno contesta l’operato del pontefice. Decine sono i manifesti anonimi in cui la frase in romanesco accompagna una fotografia del Papa con un’espressione rabbuiata. Sugli autori la polizia di Roma ha aperto un’indagine e sta passando al vaglio le immagini delle telecamere di sicurezza nei pressi delle affissioni. Intanto i manifesti, in parte strappati dai passanti, sono stati coperti dai vigili urbani con gli avvisi di ‘affissione abusiva’.

Se anche le accuse non portano la firma, la frangia conservatrice tra le mura leonine si sta facendo sempre più rumorosa. Prima con la lettera dei tredici cardinali che contestavano il metodo utilizzato nel Sinodo, a loro giudizio “configurato per facilitare dei risultati predeterminati su importanti questioni controverse”, e lo ‘Instrumentum laboris’, ritenuto inadeguato come “testo guida e fondamento di un documento finale”. Poi con quella dei quattro cardinali sui dubbi nell’interpretazione (i ‘dubia’) di Amoris Laetitia, l’esortazione post-sinodale, alla quale non è stata data risposta. Sull’intricata questione che coinvolge i Cavalieri di Malta (il cui cardinale patrono è il Raymond Leo Burke, uno dei firmatari della lettera dei dubia) proprio oggi è arrivata la nomina del delegato pontificio che seguirà l’elezione del nuovo gran Maestro, dopo le dimissioni di frate Matthew Festing che papa Francesco ha chiesto nei giorni scorsi. L’ordine si era rifiutato di collaborare con una commissione d’inchiesta inviata dal Vaticano per far luce sull’allontanamento del Gran Cancelliere, Albrecht Boeselager, legato a una missione non autorizzata in Myanmar in cui si distribuivano dei preservativi, quando Boeselager era responsabile delle missioni all’estero. Il delegato del papa è monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato. Lavorerà in stretta collaborazione con frate Ludwig Hoffmann von Rumerstein, luogotenente interinale, “per il maggior bene dell’Ordine e la riconciliazione tra tutte le sue componenti, religiose e laicali”, scrive il papa. Becciu aiuterà l’ordine ad aggiornare la sua Costituzione.

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