Nicola Fratoianni su Huffington Post. “Ero a Madrid, al congresso di Podemos. Riflettiamo sul messaggio di Iglesias e cambiamo sinistre ed Europa”

Nicola Fratoianni su Huffington Post. “Ero a Madrid, al congresso di Podemos. Riflettiamo sul messaggio di Iglesias e cambiamo sinistre ed Europa”

La sinistra deve riflettere sul messaggio lanciato dal secondo congresso di Podemos, secondo Nicola Fratoianni di Sinistra italiana. “Sono a Madrid, al congresso di Podemos – scrive sul suo blog ospitato da Huffington Post  – perché parla a noi e di noi. Ancora una volta, in poco tempo, Podemos lancia un messaggio chiaro rivolto alla sinistra di tutta Europa, soprattutto con la vittoria di Iglesias. Mi pare sia giunto il momento anche per noi, per l’Italia, di rispondere a questa chiamata”. “Podemos – aggiunge – può indicarci una traccia di discussione, di analisi e di azione comune. Dal congresso di Podemos, come da tanti altri luoghi del mondo, noi abbiamo da imparare. Cosa? A scacciare il politicismo: sul posizionamento, sulle opzioni elettoralistiche, sulle manovre di ogni giorno, sulle parole d’ordine che durano lo spazio di una dichiarazione al tg”. Per Fratoianni “una sinistra che si occupi solo di rincorrere strategie elettorali è sconfitta in partenza, è separata dalla sua gente, è inutile per quelli che vuole rappresentare. La sinistra è forza collettiva, empatia politica, relazione e mobilitazione sociale, oppure non è”.

“La dimensione entro cui la Sinistra deve muoversi è l’Europa”

“La dimensione entro cui la Sinistra deve muoversi”, scrive ancora Fratoianni, “è per forza quella europea. Mentre Merkel propone (e poi abbandona) l’Europa a due velocità e mentre i meccanismi di accumulazione del capitale si ristrutturano sempre di più in senso sovranazionale, abbiamo il dovere di fare un discorso più alto, più ampio e contemporaneamente più profondo. Podemos può indicarci una strada, una traccia di discussione, di analisi e di azione comune. A partire dalla lettura di quanto accaduto. La sconfitta politica, dicevo. Quali le ragioni? Innanzitutto la Sinistra ha abbandonato per anni le sue ragioni fondative, il suo compito storico, ovvero la tutela dei ceti sociali più deboli, per rivolgere lo sguardo ai vincenti della globalizzazione, convinti dall’ideologia unica del mercato che le risorse si redistribuiscono dall’alto verso il basso. Se c’è qualcuno che accumula, in alto, qualcosa dovrà arrivare anche in basso. Niente di più falso e sbagliato”.

“Dire basta alle politiche neoliberiste, e scrivere una nuova storia per la sinistra”

“Dobbiamo dire basta”, prosegue Nicola Fratoianni. “Mettere un punto e andare a capo. Scrivere una nuova storia per la sinistra, cambiare tutto, anche noi stessi. La situazione è esplosiva e con l’aggravamento della crisi sociale ed economica in corso da ormai dieci anni che non accenna a fermarsi. Come si costruisce una società diversa? Con quali strumenti e quali obiettivi? Con quali alleanze sociali e civili? Sono queste questioni che rimangono aperte e cui il dibattito in Spagna e in Europa sta cercando di fornire risposte adeguate, radicali, generative di nuovi schemi e nuovi linguaggi.

“Forme di mutualismo, di intervento concreto, di solidarietà attiva”

Il partito che diventa, quindi, uno degli elementi di rottura degli ingranaggi che da anni stritolano lavoratori, disoccupati, studenti che non hanno sufficienti risorse, persone senza un tetto, o senza possibilità di accesso al sistema delle cure. E da lì, dalla pratica concreta dell’alternativa, far crescere la dimensione della rappresentanza politica. Secondo Iglesias, quindi, non se ne esce con una sostituzione di classe dirigente, ma modificando in profondità gli assetti e gli equilibri del sistema complessivo. Dal congresso di Podemos, come da tanti altri luoghi del mondo, noi abbiamo da imparare. Cosa? A scacciare il politicismo: sul posizionamento, sulle opzioni elettoralistiche, sulle manovre di ogni giorno, sulle parole d’ordine che durano lo spazio di una dichiarazione al tg. Anche il popolo italiano, come ogni popolo europeo, si aspetta altro da noi: non deludiamoli. Prima di tutto vengono loro, e quando questo diventa chiaro tutto il resto, le piccole storie di ognuno di noi, perde di peso e importanza a favore di una storia più grande.

Noi siamo quelli che non si arrendono alle ingiustizie e alla paura: tutto il resto viene dopo, e verrà da sé”.

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