Mafia Capitale, Odevaine conferma: “Da Buzzi ricevevo 5000 euro al mese”. Soldi anche per il Cara di Mineo. Solo a maggio l’altro processo che vede coinvolto Alemanno

Mafia Capitale, Odevaine conferma: “Da Buzzi ricevevo 5000 euro al mese”. Soldi anche per il Cara di Mineo. Solo a maggio l’altro processo che vede coinvolto Alemanno
“Ho percepito 5mila euro al mese, da aprile 2011 a novembre 2014, come remunerazione da Buzzi”. È l’ammissione fatta da Luca Odevaine ai giudici della decima sezione penale del tribunale di Roma. L’ex componente del tavolo di coordinamento sugli immigrati del Viminale, finito a processo nell’ambito dell’inchiesta Mafia capitale, ha reso oggi il suo lungo interrogatorio nell’aula bunker di Rebibbia, rispondendo alle domande del pm Luca Tescaroli. Odevaine, accusato di corruzione, ha spiegato di aver percepito il denaro da Buzzi inizialmente in cambio dell’ affitto di alcuni appartamenti in zona Celio. Liberati gli appartamenti, utilizzati da Buzzi come uffici per le cooperative, la dazione di denaro non si sarebbe comunque interrotta. Per anni, dunque,  almeno dal 2011 al 2014, il già vicecapo gabinetto vicario del sindaco Veltroni, incarico proseguito per altri tre mesi con l’arrivo del sindaco Alemanno, ha intascato fior di tangenti.
 
Quei soldi erano concordati per la mia attività di facilitatore tra Buzzi e la Pubblica Amministrazione
 
Odevaine ha ammesso quanto già dichiarato alla Procura nei mesi scorsi: “Venivo remunerato dal gruppo Buzzi per la mia attività di ‘facilitatore’. Semplificavo i suoi rapporti con la pubblica amministrazione. Svolgevo un funzione di raccordo tra le sue cooperative, il ministero degli Interni e i funzionari della Prefettura, un mondo con il quale le coop faticavano ad avere un dialogo costante. Io mettevo a disposizione l’esperienza acquisita nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, conoscevo molte persone ma non è vero che io orientassi i flussi degli immigrati, non avrei potuto farlo. Il Tavolo discuteva su temi generali e non decideva”.
 
Odevaine ha confermato anche le dazioni ricevuteper il Cara di Mineo. In questo caso ha già restituito 250mila euro e patteggiato 2 anni e 8 mesi
 
Ma la mattinata di Odevaine davanti ai giudici ha avuto anche una seconda parentesi giudiziaria, visto che è stato interpellato anche sui soldi ricevuti dai vertici della Cascina (qui l’alto funzionario ha già ammesso le sue responsabilità con il patteggiamento, 2 anni e 8 mesi di reclusione, per aver intascato, e restituito, dopo essere stato scoperto, 250mila euro). Questa vicenda si lega con il malaffare al Cara di Mineo, dove Odevaine è coinvolto.  “Anche in questo caso – ha spiegato in aula Odevaine – ricevevo soldi per il mio lavoro di raccordo col Ministero dell’Interno”. Tante le contestazioni e le domande dei pm Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini che hanno chiamato in causa anche il commercialista Stefano Bravo, anche lui sotto processo per corruzione, proprio perché sospettato di aver curato la predisposizione della documentazione fittizia che avrebbe dovuto giustificare l’ingresso delle somme illecite nella casse della Fondazione e delle società riferibili a Odevaine. Sul punto Odevaine ha risposto senza aggirare le domande dei Pm: “Era il mio commercialista personale e della famiglia, si occupava della contabilita’ della Fondazione. A lui ogni tanto chiedevo consiglio, gli dissi che avevo soldi in contanti ma lui certe cose preferiva non saperle. Io gli presentai i rappresentanti della Cascina e poichè con questa cooperativa avevo in piedi un affare che non aveva nulla a che vedere con la questione immigrati, gli chiesi se voleva occuparsene. Cominciavo ad avere numerose attività fuori dall’Italia e avevo bisogno di una persona che seguisse le mie cose in Italia”.
 
Rinvio del processo dell’altro filone d’inchiesta che vede coinvolto l’ex Sindaco Gianni Alemanno
 
Sempre in queste ore da registrare il rinvio del processo che vede imputato l’ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il processo che lo vede coinvolto inizierà a maggio. In questo filone l’ex primo cittadino è accusato di corruzione e finanziamento illecito. Il presidente della II sezione penale Francesco Rugarli, entro poche settimane lascerà il tribunale di Roma per rivestire un altro incarico e dunque spetterà ad un nuvolo collegio giudicante processare Alemanno. Questo porterà ad un allungamento dei tempi e la nuova udienza è stata fissata al 3 maggio nell’auspicio che vengano depositate tutte le intercettazioni di cui il tribunale ha chiesto la trascrizione.
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