Lettera aperta Cgil e Slc Cgil Lazio sulla vertenza Almaviva: il Governo chiarisca il proprio ruolo.

Lettera aperta Cgil e Slc Cgil Lazio sulla vertenza Almaviva: il Governo chiarisca il proprio ruolo.

“La vertenza Almaviva si è conclusa con il licenziamento dei 1666 lavoratori della sede di Roma (il più grande licenziamento collettivo degli ultimi quarant’anni) e un vergognoso accordo per gli oltre 800 dipendenti del sito di Napoli. Un accordo che, per salvaguardare l’occupazione, prevede la perdita del Tfr (istituito nel nostro paese nel 1927) e la rinuncia agli scatti di anzianità, con una decurtazione del salario di oltre il 12%”. Lo scrivono il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, e il segretario generale della Slc Cgil di Roma e del Lazio, Riccardo Saccone, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, al ministro del Lavoro, al ministro e al vice ministro dello Sviluppo Economico, ai presidenti delle commissioni Lavoro e ai presidenti dei gruppi parlamentari di
Camera e Senato.

“In questa partita – continuano – il Governo ha giocato un ruolo importante ma per quel che ci riguarda non sempre intelligibile. Una breve cronistoria dei fatti può forse aiutare a comprendere i motivi di queste nostre perplessità: il 30 maggio 2016, presso il ministero dello Sviluppo Economico e in presenza del ministero del Lavoro, viene sottoscritto un verbale di accordo che chiude una procedura di licenziamento per circa 3000 addetti distribuiti sui siti di Palermo, Napoli e Roma. L’accordo prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali per 36 mesi; il 3 agosto, Simest, società controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, acquisisce una partecipazione azionaria di AlmavivA Do Brasil, società che opera nel settore dei call center, per un importo di 50 milioni di real (circa 15 milioni di euro), pari al 5% del capitale sociale; nel mese di settembre, Almaviva, disconoscendo l’accordo di maggio, riapre le procedure di licenziamento annunciando la chiusura dei siti di Roma e Napoli; il 22 dicembre viene firmato in sede ministeriale un accordo che prevede il licenziamento immediato dei lavoratori occupati presso il sito di Roma e a far data dal 1 aprile 2017 di quelli di Napoli, salvo il raggiungimento di un accordo che riduca il costo del lavoro; il 16 febbraio 2017, a Napoli, viene sottoscritto un accordo che, come sopra ricordato, toglie ai lavoratori il Tfr e gli scatti di anzianità”.

“In considerazione di tutto ciò – precisano – crediamo che il Governo debba fornire chiarimenti a nostro giudizio non più rinviabili: esiste una relazione tra la chiusura dell’accordo del maggio 2016, privo di riferimenti industriali e che riduceva temporalmente il ricorso agli ammortizzatori sociali, e la decisione di una società riconducibile all’area di influenza del Governo stesso di acquisire quote di partecipazione di una controllata di Almaviva? Perché si è scelto di
acquisire quote di azioni di un call center brasiliano? Come mai, a differenza di tutti gli altri investimenti realizzati da Simest, l’investimento su AlmavivA do Brasil non è stato pubblicizzato sul sito, avendone avuto notizia solo grazie ai media brasiliani? Visto l’esiguo capitale sociale di AlmavivA do Brasil come è stata fatta la valutazione sul prezzo di 15 milioni di euro per il 5% del pacchetto azionario? È normale che il Governo, tramite azienda controllata, decida di acquisire partecipazioni azionarie di aziende che in Italia hanno licenziato 1666 persone e portato il salario di altri 800 sotto la soglia fissata dalla legge? Le commesse pubbliche che operavano nei siti di Roma e Napoli hanno autorizzato l’azienda Almaviva a spostare le attività in altri siti: il Governo ne era a conoscenza e ha autorizzato il trasferimento? Nella gestione della vertenza ci sono stati conflitti di interesse che hanno messo il Governo nella condizione di non poter svolgere nel migliore dei modi il proprio ruolo?”

“Il modo scandaloso in cui si è conclusa la vertenza e il dramma che stanno vivendo i lavoratori esigono chiarezza e trasparenza – concludono i sindacalisti -. Chiediamo pertanto al Governo di rispondere ai nostri quesiti in tempi brevi”.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.