Incontro Cgil-Pd: la Carta dei diritti universali verrà esaminata subito in Commissione Lavoro alla Camera. La soddisfazione di Camusso

Incontro Cgil-Pd: la Carta dei diritti universali verrà esaminata subito in Commissione Lavoro alla Camera. La soddisfazione di Camusso

La proposta di legge sulla Carta dei diritti universali verrà esaminata in commissione Lavoro alla Camera nei prossimi giorni. È quanto annuncia oggi (2 febbraio) il gruppo parlamentare del Pd, dopo aver incontrato una delegazione della Cgil guidata dal segretario generale, Susanna Camusso. La Carta viene dunque incardinata in Parlamento. Lo conferma poi un tweet della Confederazione.

L’impegno a incardinare la proposta “è una notizia di cui siamo molto contenti”, ha detto Susanna Camusso alle agenzie di stampa. “Forse si può aprire una stagione in cui discutere del tema del diritto del lavoro – a suo avviso -. Siamo coscienti che incardinare non significa automaticamente approvare, ma sarebbe un salto di qualità rispetto a una lunga stagione in cui si procedeva alla compressione dei diritti”.

Il segretario ha aggiunto: “Abbiamo anche detto al Pd come sollecitazione, senza avere una risposta, che ci terremmo che il governo fissi la data dei referendum su voucher e appalti e chi si votino anche in caso di chiusura anticipata della legislatura”.

Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, ha ribadito l’annuncio aggiungendo: “Il Pd favorirà la discussione: è un tema di grande interesse e rilevanza, un lavoro complesso e completo”.

Il clima è cambiato. Lo si percepisce nettamente negli incontri ufficiali con le delegazioni dei gruppi parlamentari, in particolare con il Pd. E il cambiamento riguarda il “lavoro”. Oggi (2 febbraio) dall’incontro con i gruppi del Pd di Camera e Senato una prima notizia concreta, l’impegno a incardinare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta dei diritti fondamentali del lavoro.

Un’apertura nei fatti, ma anche nei modi, impensabile qualche mese fa. E anche nei giorni scorsi, dall’incontro con la commissione Lavoro fino al confronto organizzato dai deputati Pd con il ministro Poletti e con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, la discussione su voucher, disoccupazione, grandi vertenze ha consentito un importante e potenzialmente proficuo confronto.

Merito di questo cambiamento va al risultato referendario del 4 dicembre, con il quale gli italiani hanno manifestato tutto il loro scontento rispetto alle politiche del governo Renzi, e va alla Cgil, che anche nella tempesta ha tenuto dritta la barra e ha portato avanti le proprie proposte per ridare voce e forza ai lavoratori: la Carta dei diritti fondamentali del lavoro e i referendum. Oggi di fronte ai dati secchi sulla disoccupazione giovanile che cresce, sull’aumento/permanenza degli over 50 al lavoro, su quelli del ricorso massiccio ai voucher non per regolarizzare lavori occasionali, ma per aggirare i contratti di lavoro, non si può più far finta di nulla.

C’è, a dire il vero, chi ancora si ostina a dire che con i voucher si è risolto il problema del lavoro in nero, ma dati, studi e analisi di ogni sorta dicono che non è così. Anzi. Sui voucher la Cgil è stata chiara, o si introducono correttivi sostanziali che li riportino a essere uno strumento esclusivamente dedicato ai lavori occasionali, o si va al referendum, li si abolisce e si studia un nuovo strumento che non sia applicabile per aggirare i normali contratti di lavoro.

Un passo avanti sulla Carta dei diritti del lavoro è stato fatto. Adesso il governo dovrebbe compiere un passo in più e dare agli italiani la possibilità di esprimersi sui due quesiti referendari. È un tema di democrazia, è una tema di rispetto dei diritti dei cittadini.

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