Ilva. Siglato l’accordo sulla Cassa integrazione straordinaria per 3300 lavoratori. La Fiom lo giudica positivo, ma esprime rammarico sulla tempistica

Ilva. Siglato l’accordo sulla Cassa integrazione straordinaria per 3300 lavoratori. La Fiom lo giudica positivo, ma esprime rammarico sulla tempistica

Firmato al Ministero dello Sviuluppo economico l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria per i lavoratori dell’Ilva. Nella fase di picco, in cassa andranno un massimo di 3.300 addetti, di cui 3.240 a Taranto e 60 a Marghera. L’Ilva aveva chiesto in precedenza un massimo di 4.984 addetti in cassa sui circa oltre 10 mila lavoratori del gruppo. La media degli addetti interessati dall’ammortizzatore sarà di 2.500, di cui 2.465 a Taranto e 35 a Marghera e l’accordo sarà valido fino alla fine del periodo di amministrazione straordinaria. Nello stabilimento di Taranto 800 addetti saranno in cassa a zero ore, ma agli stessi sarà garantito a rotazione almeno il 20% delle ore lavorate. Per questi dipendenti saranno inoltre organizzate attività di formazione e riqualificazione. L’azienda e i sindacati verificheranno l’accordo con incontri di cadenza bimestrale.

La posizione della Fiom Cgil: nonostante alcuni limiti, “l’accordo è positivo”. Martedì riunione dei delegati 

“Durante l’incontro la Fiom ha ribadito quali erano i tre nodi da affrontare per arrivare ad un accordo condivisibile: i numeri, la rotazione e la temporalizzazione”. Così il segretario nazionale della Fiom Cgil, Rosario Rappa, dopo l’accordo al Mise con l’Ilva per la cassa integrazione straordinaria per 3300 unità di Taranto e Marghera. “Per tutto il 2017 – aggiunge Rappa – tutti i lavoratori coinvolti avranno una integrazione che porterà il reddito fino al 70%. Infine, è prevista una verifica bimestrale dell’accordo in sede ministeriale con la presenza dei commissari straordinari. Per quanto riguarda la temporalità dell’accordo (6 mesi) la Fiom ha preso atto dell’indisponibilità a sottoscriverlo da parte di Fim e Uilm”. In igni caso, commenta Rappa, “la Fiom nazionale giudica positivo l’accordo sottoscritto e domani riunirà tutti i delegati dello stabilimento di Taranto per illustrare i contenuti dell’accordo, acquisirne la validazione e sciogliere la riserva”.

Soddisfatti il governo, la Fim Cisl e la Uilm

“Un risultato importante e per nulla scontato. In continuità con l’attenzione messa in campo dal governo Renzi, abbiamo mantenuto gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori”, ha dichiarato la vice ministra Teresa Bellanova, che ha presieduto l’incontro al Ministero a cui hanno partecipato sindacati, direzione Ilva e Regione Puglia. La vice ministra ha ricordato inoltre che “nelle prossime settimane giungerà a conclusione il percorso di formulazione dell’offerta da parte delle cordate di investitori”. Le due cordate concorrenti per l’acquisizione di Ilva sono Arcelor Mittal con Marcegaglia da un lato e dall’altro Arvedi con Cassa Depositi e Prestiti, Delfin di Leonardo Del Vecchio e l’indiana Jindal. Le offerte arriveranno in busta chiusa all’amministrazione straordinaria il 3 marzo e saranno valutate nei 30 giorni successivi. “Allo stato, i piani industriali non sono noti, come non è noto il prezzo di offerta”, ha precisato Bellanova, che ha riconvocato le parti per la metà di marzo per una informativa sulle offerte. Secondo la Fim Cisl l’accordo sull’Ilva “tutela i lavoratori e garantisce un percorso concordato nei prossimi mesi”. Nel corso dell’incontro il governo ha confermato lo stanziamento nel 2017 di 24 milioni di euro per garantire la copertura del 70% della retribuzione dei lavoratori interessati. Non ci sono invece disponibilità della regione Puglia, come invece era successo per i lavoratori dell’Ilva di Genova, per l’integrazione del 10% della retribuzione. La Uilm si è detta “soddisfatta” per l’accordo e ha chiesto di accelerare “per il rilancio dell’azienda e verificare le prospettive del più grande gruppo siderurgico italiano”.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.