Il mondo che Danièle Nouy creò. La Vigilanza BCE e le banche italiane

Il mondo che Danièle Nouy creò. La Vigilanza BCE e le banche italiane
Dopo la fortunata  intervista di Federico Fubini a Ignazio Angeloni, numero tre di fatto dell’organismo di Vigilanza delle banche di sistema dell’area dell’euro, il colpo grosso è riuscito a Tonia Mastrobuoni del quotidiano La Repubblica che è riuscita nel difficile intento di far uscire allo scoperto con risposte non reticenti, anche quando le domande vertevano su singoli istituti italiani o tedeschi, il numero uno dello stesso organismo, la francese Daniele Nouy, giunta alla guida della Vigilanza BCE nel giugno del 2014, quando questo Consiglio che ha espropriato le prerogative delle banche centrali nazionali sulle banche più rilevanti per totale dell’attivo in ciascuno dei mercati creditizi nazionali dei diciannove paesi dell’area dell’euro, per l’Italia sono quindici e ho dedicato una puntata del Diario della crisi finanziaria alla loro elencazione e una serie di quattro puntate dedicate a descrivere i mutamenti del sistema italiano derivanti dalla martellante opera di Nouy e compagni, ad iniziare dal numero che a breve sarà ridotto a tredici.
Ma chi è Daniele Nouy e perché parla male di noi? Cresciuta in Banca di Francia, è poi diventata il capo dell’organismo che vigila sulle banche francesi in autonomia dalla banca centrale di quel paese con piglio molto autoritario e decisionista e il suo mandato come capo della Vigilanza Bce è quinquennale e scadrà alla fine del 2018 e dovrebbe essere soggetto, e credo proprio lo sarà, ad un rinnovo di pari durata. Chi ha trattato con lei da solo in una stanza, la descrive come un vero osso duro con cui a poco servono le armi dialettiche e la capacità di persuasione se non coniugati ad una fredda evidenza di numeri e di prospettive ben basate descritte in un piano industriale che non sia il solito libro dei sogni.
Venendo a quello che ci riguarda più da vicino, il problema è presto detto: su 1000 miliardi circa di Non Performing Loans (crediti deteriorati) delle banche dell’eurozona, 360 miliardi fanno capo alle banche italiane e oltre cento miliardi alle sole cinque grandi banche del nostro sistema, oltre 40 miliardi al solo Monte dei Paschi di Siena (43 miliardi per la precisione su poco più di 100 miliardi di impieghi “vivi”), ma rilevanti dotazioni riguardano Unicredit, Banca Intesa-San Paolo, Banco BPM (la fusione di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano e UBI Banca (che sta acquisendo tre good bank delle quattro create nel novembre 2015), così come non sono esenti da questo problema parecchie delle altre banche sorvegliate direttamente e molto da vicino dal Consiglio di Sorveglianza istituito presso la BCE.
Subito dopo l’intervista a Repubblica, è stata inviata una missiva a tutte le banche vigilate che chiedere un piano credibile di rientro dagli NPL’s da inviare a Francoforte entro la fine di febbraio e dolori si presentano per Carige ed altre, mentre Unicredit ha provveduto a carico del bilancio 2016 che evidenzia perdite per 11,8 miliardi di euro su dodici miliardi di perdita complessiva derivanti proprio dalla cessione di crediti deteriorati per decine di miliardi di euro e vi è un cenno di soddisfazione per le operazioni programmate e in parte già effettuate da parte di Monte dei Paschi e di Unicredit, mentre frizioni ci sono ancora con Carige, così come soddisfazione è espressa dalla Nouy per l’operato del Fondo Atlante che, oltre al salvataggio delle due disastrate banche venete, si è prodigato per l’acquisizione di una parte rilevante delle sofferenze lorde facenti capo al Monte dei Paschi di Siena.
Ma un’altra apertura da parte della Nouy è venuta sulla necessità di un fondo di garanzia per tutti i paesi dell’eurozona, così come dall’EBA è venuta una proposta di istituire, per lo stesso perimetro geografico una bad bank in grado di farsi carico degli NPL’s delle banche dei diciannove paesi, insomma si inizia a capire che senza strumenti sovranazionali da questa crisi delle banche, non solo di quelle italiane, non se ne esce!
Su altri argomenti caldi toccati dalla responsabile della Vigilanza tornerò nei prossimi giorni
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