I sindacati accusano vertici Rai e Commissione di Vigilanza: manca un progetto complessivo per servizio pubblico radiotelevisivo e editoria. Chiedono rispetto per le parti sociali e annunciano iniziative pubbliche

I sindacati accusano vertici  Rai e Commissione di Vigilanza: manca un progetto complessivo per  servizio pubblico radiotelevisivo e editoria. Chiedono rispetto per le parti sociali e annunciano iniziative pubbliche

L’accusa è di quelle che lasciano il segno. Tutti i sindacati che rappresentano i lavoratori della Rai scendono in campo annunciando “iniziative pubbliche dirette a sottolineare i rischi di quanto sta avvenendo. Le istituzioni e i vertici aziendali dovranno tener conto di quanto si sta denunciando in ordine alla mancanza assoluta di un progetto per il servizio pubblico radiotelevisivo, per il sistema radiotelevisivo e quello dell’editoria nel suo complesso. Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind Confsal pretendono rispetto per il lavoro di chi la Rai, nonostante tutto, l’ha tenuta in piedi in questi anni bui. Lavoratori che non vedono rinnovato il Contratto nazionale da tre anni, e che vedono invece forme di svalutazione delle professionalità creative e produttive interne alla Rai”.

Non c’è chiarezza sui conti 2016 e sul rinnovo  della concessione

Gli “accusati” sono presto individuati, istituzioni, la Commissione di vigilanza e i vertici dell’azienda. “A febbraio inoltrato –  affermano – non si ha ancora chiarezza sui conti del 2016 né sul testo di rinnovo della concessione di servizio pubblico radiotelevisivo”. Due presupposti sui quali i sindacati avevano chiesto unitariamente un confronto sia con la Commissione parlamentare di vigilanza e indirizzo per i servizi radiotelevisivi sia col ministero dello Sviluppo economico che, proprio in queste settimane, dovrebbe trasmettere il testo di concessione e convenzione alla Commissione parlamentare per poi procedere alla sua promulgazione.

Scelte editoriali discutibili, debolezza dell’informazione, pressioni della politica

Le parti sociali sono pressoché ignorate, tenute all’oscuro di ciò che bolle in pentola. “Nulla si dice su scelte editoriali discutibili, debolezza evidente dell’informazione davanti alla pressione continua della politica, comportamenti di direttori e dirigenti ai quali non viene chiesto conto dei loro fallimenti e ‘debolezze’, pervasività di conduttori, impresari e accoliti che continuano indisturbati a trarre vantaggi economici milionari dalla Rai”. Né parole sono spese “sull’insieme di questi atti e comportamenti che stanno mettendo ulteriormente in discussione la credibilità e la tenuta industriale dell’azienda, già minate da anni di provvedimenti sconsiderati e scelte gestionali che l’hanno indebolita nella sua autonomia, capacità editoriale e produttiva”. A questo si aggiunge che “Rai Way, società del gruppo Rai, è collocata in Borsa dal 2014 e per questo rischia di subire gli effetti di dichiarazioni negative dei propri vertici”.

Sottovalutazione del valore del servizio pubblico

Le organizzazioni sindacali parlano di “sottovalutazione del valore del servizio pubblico, delle parti sociali e del lavoro” e richiamano  il fatto che  il direttore generale recentemente, non ha ribattuto alle affermazioni del critico Aldo Grasso, che nell’ambito di un convegno ha sostenuto che “la Rai non è all’altezza di fare un sacco di cose. E non per un problema editoriale, ma per un problema industriale. C’è la retorica sulle grandi professionalità interne alla Rai che vengono poco sfruttate […..] Ma quando vedi un programma Rai girato bene, montato bene, con i giusti tempi, una bella scenografia, ottime luci, un racconto che scorre: ecco, quello di solito è un programma realizzato all’esterno  […..] Quando sento parlare delle sedi regionali [….] mi chiedo se le risorse vanno per mantenere questo apparato nato in anni passati, che non ha più senso”.

Il comunicato dei sindacati conclude con l’annuncio delle segreterie nazionali che in accordo con gli organismi unitari a livello aziendale metteranno a punto un programma di iniziative pubbliche.

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