Effetto Trump: populisti di tutto il mondo unitevi!

Effetto Trump: populisti di tutto il mondo unitevi!
Se qualcuno vuole avere un’idea del contagio delle posizioni avventuriste nel mondo, bastava ieri sentire l’apertura della campagna elettorale di Marine Le Pen, quella figlia del fondatore del Fronte Nazionale che è riuscita da un lato a scippargli il movimento in modo alquanto spregiudicato e, dall’altro a coniare slogan che possono fare presa sugli esclusi dal sistema, quali uscita dall’Unione europea, dall’euro e dalla NATO, ognuno delle quali era scandito da standing ovation lunghissime e che fanno capire che saranno i cardini del suo programma e che hanno una forza evocativa fortissima in quanti vedono i loro guai e la loro esclusione provenire da qualcosa di esterno, meglio ancora se di sovranazionale, ma non abbiate dubbi che il programma della nuova Marianne di Francia, che ama circondarsi di esperti, avrà ricette particolareggiate e radicali anche su scuola, fisco, sanità e che anche su questi argomenti tirerà fuori, come altrettanti conigli dal cappello, slogan molto accattivanti frutto di un sofisticato marketing elettorale che parte sempre dal presupposto di dire all’elettore quello che questi vuole sentirsi dire.
Cosa manca alla Le Pen, così come mancava al padre che era universalmente etichettato come fascista? Manca un’entratura nel mondo della finanza e dell’imprenditoria quali, abbiamo scoperto a cose ahimè fatte, aveva Donald Trump (anche se una foto con i suoi sostenitori nel mondo dell’economia e della finanza pubblicata da un’importante rivista economica avrebbe dovuto metterci in allarme), anche se i suoi più stretti collaboratori stanno lavorando alacremente a colmare questo gap che trova una barriera nel fatto che la classe imprenditoriale francese, pubblica ma anche privata, si forma allo stesso politecnico nazionale e vede come il fumo negli occhi gli slogan del Fronte Nazionale.
Di fronte agli esempi statunitensi, francesi, ma anche austriaci e olandesi, fa quasi simpatia lo scimmiottamento del giovane Salvini che parla di cose che sembra non comprendere appieno e che preleva a pieni bassi dagli arsenali altrui non riuscendo bene ad adattarli alla complessa società italiana, non riuscendogli a livello nazionale quello che a stento riesce a mantenere nel suo classico bacino elettorale che è la Padania, anche se riesce abbastanza bene ad approfittare degli errori altrui nel campo della sinistra e dei primi scricchiolii di quello che finora era stato il monolitico consenso del mondo grillino
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