Daniele Tissone, Silp Cgil: dopo i recenti attentati, occorre investire maggiori risorse contro il terrorismo

Daniele Tissone, Silp Cgil: dopo i recenti attentati, occorre investire maggiori risorse contro il terrorismo

In Occidente, come nel nostro Paese, esistono numerose tipologie di attentatori: “homegrown”, “lone actors”, “foreign fighters” fino a “semplici emulatori” che possono radicalizzarsi attraverso il Web come nelle carceri dei diversi Stati. Quello della “atipica galassia dei potenziali attentatori” è un problema che poniamo da tempo come sindacato e del quale, oggi, anche autorevoli esponenti del governo sembrano essere consapevoli, vedasi le dichiarazioni del Ministro Orlando relativamente ai recenti fatti campani.

L’episodio del Louvre di Parigi è emblematico, ma non dimentichiamo neppure la bomba esplosa a Firenze che ha gravemente ferito un artificiere della polizia. Nel nostro paese, dove pure le misure antiterrorismo fino ad oggi hanno funzionato abbastanza bene, dobbiamo combattere su più fronti e per questo, se non vogliamo piangere ulteriori morti, occorre urgentemente investire in nuove risorse per gli apparati della sicurezza che, quest’anno, rischiano di essere fortemente penalizzati anche per le misure di contenimento della spesa pubblica che ci impone l’Europa.

Servono investimenti per le indagini “under cover”, quelle sotto copertura, fondamentali per prevenire attentati, nonché sotto il profilo info-investigativo. Va inoltre implementata la collaborazione con le altre forze di polizia europee che necessita uno scambio di informazioni adeguato, cosa che spesso non avviene, dalle banche dati del DNA, all’immatricolazione dei veicoli fino ad un efficace monitoraggio del Web. A ciò si aggiunge una “imprevedibilità del fenomeno” tuttora da analizzare e prevenire come dimostrato dalle modalità operative messe in atto a Nizza e in Germania. C’è poi il problema tutto italiano dell’elevata età media del personale in divisa e della carenza di organici dovuta ai tagli alle assunzioni dell’ultimo decennio. Da quest’anno assisteremo, infatti, ad un ulteriore calo in organico nelle due forze di Polizia a competenza generale nonostante le promesse di un ripianamento del “turn-over” che, ad oggi, è ben al di sotto del 100%. Se non invertiamo subito la tendenza, se non investiamo anche e soprattutto attraverso una formazione professionale specifica del personale per essere pronti alle nuove sfide del terrorismo, presto o tardi saremo costretti a fare anche noi i conti con la realtà.

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