Camusso a tutto campo. Attacca Renzi, “naviga negli slogan”. Al governo: da 32 giorni attendiamo la data del referendum. “Il lavoro occasionale non è oggetto che si compra in negozio”. Usi ed abusi dei voucher

Camusso a tutto campo. Attacca Renzi, “naviga negli slogan”. Al governo: da 32 giorni attendiamo la data del referendum. “Il lavoro occasionale non è oggetto che si compra in negozio”. Usi ed abusi dei voucher

Susanna Camusso ha davvero perso la pazienza. Ora, giorno per giorno, segna il tempo che passa senza che il governo si degni di dare una risposta a quei milioni di cittadini, non solo ai dirigenti della Cgil, che hanno firmato i quesiti referendari e la proposta di legge di iniziativa popolare che porta il titolo “Carta dei diritti universali del Lavoro”. Domani, mercoledì, in Commissione Lavoro della Camera il presidente Cesare Damiano, Pd, tenterà di mettere in piedi una proposta sui voucher tale da unificare gli otto testi che sono stati presentati. Cosa alquanto difficile. Il quesito referendario ammesso dalla Consulta non parla di modifiche alla legge attuale ma pone il problema della abolizione. Che è altra cosa. La Cgil nella Carta dei diritti universali avanza una proposta precisa per quanto riguarda il lavoro occasionale nell’ambito delle diverse forme di contrattazione, con tanto di diritti per chi effettua quelli che vengono chiamati “lavoretti”. Insomma non un “ritorno alla legge Biagi”, come pensa Damiano, ma l’abolizione, una ripartenza da zero. Perché proprio quella legge, così come costruita, ha consentito gli “abusi” che hanno portato all’utilizzo di tante decine di milioni di voucher, una grande prateria aperta alla precarietà. La segretaria generale della Cgil, in occasione di un convegno organizzato dall’Inca, il Patronato che fa capo alla Confederazione di Corso d’Italia, di cui parliamo in altra parte del giornale, ai microfoni dei giornalisti ha marcato il tempo ed è sbottata: “Oggi siamo al 32esimo giorno di attesa che il governo fissi la data del referendum. Il tempo passa e – ha proseguito – mi sembra che non ci sia la giusta attenzione per dire ai cittadini le ragioni del referendum”.

Sui “buoni lavoro” anche l’Inps fa cassa. Ma non se ne conosce l’uso

Già che c’era ha ricordato che proprio il convegno dell’Inca non solo ci dice quanto grandi siano siano gli abusi che si stanno perpetrando a danno dei lavoratori con i voucher. Ma ne ha scoperti anche dei nuovi, uno in particolare riguarda i 50 centesimi a carico del lavoratore che vanno all’Inps. Nel 2016 essendo stati i voucher   133 milioni e 800 mila, l’Inps ha incassato 67 milioni di euro. Che ne ha fatto?  Camusso ha evitato di entrare nel merito della discussione fra le forze politiche a proposito dei voucher, che appare surreale. Ribadisce: “Noi abbiamo fatto una proposta e rispetto alle cose che sento in giro la differenza è che anche il lavoro occasionale deve essere un rapporto di lavoro e non un oggetto che si compra al negozio”. Già che c’era non poteva mancare un riferimento alla proposta lanciata dall’ex presidente del Consiglio di ritorno dal “corso di studi” accelerati in California riguardo al lavoro di cittadinanza, una variante del reddito di cittadinanza. Camusso non ha avuto peli sulla lingua: “Mi pare che siamo sempre nella categoria degli slogan: Renzi dovrebbe dirci cosa vuole fare. Se è un’ipotesi di garantire un reddito a chi non ce l’ha – ha affermato – non si capisce perché col Jobs act ha smontato gli ammortizzatori sociali”.

Rilancia le proposte della Cgil per un piano straordinario del lavoro

Ed ha rilanciato le proposte della Cgil per far fronte alla crisi economica che il paese sta ancora vivendo: “Invece di incentivi a pioggia senza risultati – ha proseguito – si potrebbero utilizzare quelle risorse per un piano straordinario del lavoro e dell’occupazione giovanile”. Poi è entrata nel merito di un’altra delle “trovate” di Renzi Matteo, forse un suggerimento del ministro Padoan alla ricerca di euro per saldare il debito  con la Unione europea. Torna la parola “rottamazione” tanto cara al nostro ex. L’aveva abbandonata dopo la batosta al referendum costituzionale, ora viene usata per il contenzioso tributario. In parole povere, si tratta delle liti, una enormità, fra i contribuenti, morosi o evasori totali, e chi deve riscuotere le tasse. Dice Camusso: “Bisognerebbe chiedersi  cosa determina questo contenzioso visto che, forse, è proprio la complessità del sistema. Per questo  da tempo la Cgil chiede una grande riforma fiscale.

La rottamazione del contenzioso. Un condono in chiave elettorale?

Riguardo l’ipotesi di rottamazione è bene intervenire perché non sia un grande contenzioso mascherato”. Tradotto: un condono a buon mercato da “vendere” sul mercato elettorale. Infine un commento richiesto dai giornalisti sull’aumento dell’inflazione subito benedetto dai commentatori renziani. La segretaria della Cgil calma gli entusiasmi così come hanno fatto anche analisti di Intesa San Paolo ed esponenti di primo piano della Commissione dell’Unione europea, anche se Draghi non mostra eccessive preoccupazioni visto che “si tratterà tuttavia solo di una fiammata”. La forte accelerazione “dei prezzi in tutta l’Eurozona – sottolineano a Intesa – è dovuta per lo più al rimbalzo della componente energia; nei prossimi mesi la dinamica annua sarà sostenuta da un effetto base favorevole sui prezzi core che verrà meno in estate”.

La risalita dell’inflazione  senza aumento dei salari danneggia le famiglie

E fra gli analisti Paolo Mameli, senior economist di Intesa dice che “non necessariamente la risalita in corso dell’inflazione è una buona notizia”. Per due motivi: “con redditi nominali stagnanti, viene ora meno il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie e i salari contrattuali in termini reali scenderanno ancora più in negativo nei primi mesi del 2017. In secondo luogo la risalita dell’inflazione limita le possibilità di ulteriore stimolo monetario”. Quello che dice anche Susanna Camusso sollecitata dai giornalisti: “Un’inflazione moderata – afferma – può essere un elemento di vantaggio se accompagnata da una politica salariale che permetta di usufruire di tutto questo”. Perché, altrimenti, come sottolineano le organizzazioni Federconsumatori e Adusbef per le famiglie sarà un danno molto grave, con la perdita di 442 euro nel corso dell’anno, di cui 173 dovuto all’aumento del paniere alimentare.

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