Bologna. Scontri a Lettere. I collettivi dicono di aver evitato “una nuova Diaz”. La solidarietà della sinistra agli studenti e le nuove provocazioni del prorettore. Pannarale, SI: Il rettore si dimetta. Dov’è la ministra Fedeli?

Bologna. Scontri a Lettere. I collettivi dicono di aver evitato “una nuova Diaz”. La solidarietà della sinistra agli studenti e le nuove provocazioni del prorettore. Pannarale, SI: Il rettore si dimetta. Dov’è la ministra Fedeli?

Un corteo “per denunciare le cariche della polizia” e la richiesta delle dimissioni del Rettore e del Questore di Bologna: non arretrano gli studenti e gli attivisti dei collettivi protagonisti, ieri pomeriggio, della guerriglia con le forze dell’ordine intervenute per sgomberare la biblioteca di discipline umanistiche occupata dagli stessi manifestanti nell’ambito della protesta contro la decisione dell’Alma Mater di installare ‘tornelli’ all’entrata dello spazio universitario.  “36 Libero, Coccia e Ubertini fuori da Bologna”: è lo striscione in testa al corteo degli attivisti dei centri sociali e degli studenti che protestano contro l’intervento delle forze dell’ordine all’interno della biblioteca di discipline umanistiche sgomberata, ieri pomeriggio, dagli occupanti. Alcune centinaia di persone hanno aderito alla chiamata del Collettivo autonomo universitario di Bologna, promotore della mobilitazione contro i tornelli installati dall’Alma Mater all’ingresso della sala studio. Diversi i cori che chiedono le dimissioni del questore e del rettore dell’università di Bologna. “Arma, mater studiorum” è uno dei cartelli esposti dai manifestanti che, partiti in corteo intorno alle 16,30 si stanno dirigendo verso il centro città. Bloccata dal corteo via San Vitale. L’ingresso di palazzo d’Acursio, sede del Comune di Bologna, è attualmente presidiato da un cordone di forze dell’ordine.

La versione degli studenti del collettivo in conferenza stampa

“Quello della celere – ha detto Angelo, studente di Scienze politiche durante una conferenza stampa in Piazza Verdi – è stato un intervento improvviso. Gli agenti sono scesi di corsa dai blindati e solo la nostra prontezza ha fatto in modo che si evitasse una ‘piccola Diaz’ in salsa bolognese”. La sala di via Zamboni 36 “è stata distrutta dalla celere – ha lamentato Mario, iscritto a giurisprudenza – questo non è accettabile. Non si può tenere la biblioteca chiusa soprattutto durante un periodo di esami. Non c’era nessun motivo per chiamare la polizia: dentro alla biblioteca si stava studiando e non c’era nessun pericolo per la struttura”. Ad accogliere i giornalisti in piazza Verdi diversi studenti hanno mostrato libri ‘simbolo’ della biblioteca chiusa al pubblico perché danneggiata dagli scontri di ieri pomeriggio.

“Sono due settimane che facciamo assemblee e chiediamo incontri, la risposta è stata mandare la polizia a manganellare gli studenti”, hanno aggiunto gli attivisti in conferenza stampa. “Finiamola con la storia del Rettore mite e aperto al dialogo, dialogo è aprire un tavolo di contrattazione, se ai tavoli ci dicono o è così o ve ne andate non è dialogo”. Il collettivo ha aggiunto di avere chiesto di poter entrare in via Zamboni 36 per risistemare la biblioteca dopo la violenza della polizia: “Quello è un nostro spazio, e se l’università riaprira’ con i tornelli, ricominceremo da capo, non accetteremo una università chiusa e barricata in se stessa”. Dopo la conferenza stampa, il Cua ha dato appuntamento al corteo in programma con partenza alle ore 16 in Piazza Verdi.

Le nuove provocazioni del prorettore Degli Esposti: i collettivi “sono interessati a volere i manganelli o il video su Facebook”

“Adesso la biblioteca è devastata. Non so quando potrà essere riaperta. Stiamo facendo la conta dei danni”, ha detto il prorettore vicario dell’Università di Bologna, Mirko Degli Esposti, commentando gli scontri tra polizia (chiamata dallo stesso ateneo) e manifestanti sgomberati, ieri pomeriggio, dalla biblioteca occupata di discipline umanistiche in via Zamboni 36. Il pomeriggio di ‘guerriglia’, ricordiamo, è nato dalla protesta degli attivisti dei centri sociali contro la decisione dell’Alma Mater di installare i tornelli all’ingresso dello spazio universitario. “Ci sono tante biblioteche che funzionano così – ha spiegato Degli Esposti – e questi problemi non ci sono mai stati. Siamo convinti che quello che stiamo facendo sia giusto”. Riferendosi agli attivisti del Collettivo autonomo universitario (Cua), promotore della mobilitazione ‘anti-tornelli’, il prorettore ha osservato: “non vogliono dialogare né hanno tanto interesse alle tematiche al servizio degli studenti. Sono molto più interessati, purtroppo, a volere i manganelli o il video su Facebook”.

Annalisa Pannarale, Sinistra Italiana: “il rettore dovrebbe dimettersi. Dov’è la ministra Fedeli?”

“E’ gravissima l’irruzione violenta della polizia nell’università di Bologna. Mentre gli studenti manifestano da giorni per difendere l’apertura della Biblioteca di discipline umanistiche, risorsa preziosa per l’università e per la città tutta, il Rettore, l’unico abilitato a consentire interventi di questo tipo, autorizza l’ingresso e le cariche della polizia contro gli studenti. Un rettore che dovrebbe farsi ogni giorno garante della tutela della università quale spazio inviolabile di libertà e di confronto, luogo di accesso ai saperi e di socialità, e che al contrario avalla azioni di controllo e di repressione violenta contro gli studenti, dovrebbe prendere atto del tradimento del suo mandato e dimettersi per incapacità e incompatibilità con i precetti costituzionali”, afferma la deputata di Sinistra Italiana Annalisa Pannarale, capogruppo SI in commissione Cultura di Montecitorio. “Cos’ha da dire la ministra Fedeli? La difesa della funzione inclusiva e pubblica dell’università e del protagonismo degli studenti sono ancora pilastri fondamentali o la logica individualistica del merito e dell’eccellenza ha definitivamente asservito i saperi al solo profitto e al suo braccio operativo dell’ordine e della repressione? Gli studenti non si toccano: a loro va la massima solidarietà e il pieno sostegno nelle lotte in nome della conoscenza libera e gratuita”, conclude.

Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Italiana: “le cariche sono un fatto grave. Depositerò interpellanza”

“Le cariche di polizia dentro una biblioteca universitaria sono un fatto grave e inaccettabile, persino inimmaginabile. Eppure è successo oggi a Bologna”. Così il parlamentare di Sinistra Italiana, Giovanni Paglia, a proposito degli scontri tra collettivi  universitari e forze dell’ordin. “Credo che il Miur e il Ministero dell’Interno debbano dare delle spiegazioni – prosegue Paglia -.A breve depositerò un’interrogazione parlamentare”.

Francesco Campanella: “gli studenti hanno cercato strade pacifiche contro i tornelli ma non sono stati ascoltati”

“Ci sono cose che vanno evitate come la peste. Una di queste sono le cariche della polizia contro gli studenti” dichiara il senatore Francesco Campanella (Sinistra Italiana – Altra Europa con Tsipras), che nota come “gli studenti abbiano cercato strade pacifiche per far sentire la propria opposizione all’introduzione dei tornelli alla biblioteca di Studi Umanistici, all’ormai tristemente famoso civico 36 di via Zamboni. Ma non sono stati ascoltati”. “L’escalation di repressione e violenza ha prodotto un danno enorme anche all’immagine delle forze dell’ordine”, prosegue il senatore. E annuncia: “Presenteremo una interrogazione al MIUR e al Ministro dell’Interno. Perché se è vero – come sostiene il rettore – che l’università non è un centro sociale, è anche vero che arrivare a far sgomberare una biblioteca dalla polizia in assetto antisommossa è una scena inguardabile che rivela un approccio intollerabile in chi gestisce la più antica università del mondo occidentale, non certo una università qualsiasi”.

Paolo Ferrero, Rifondazione comunista: “episodio cileno e intollerabile”

“Le immagini e le testimonianze di quanto accaduto ieri nella biblioteca universitaria a Bologna, con i celerini che sgomberano gli studenti, sono vergognose, un episodio cileno. Intollerabile che la risposta alle rivendicazioni degli studenti e alla richiesta di dialogo degli studenti sia il manganello. Le università, a partire dal medioevo e a partire proprio da quella di Bologna sono luoghi di libertà, non spazi blindati da tornelli”, afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea. “Evidentemente la privatizzazione del sapere – aggiunge – procede di pari passo con la ‘chiusura’ degli spazi, in un processo di distruzione dell’università pubblica. Chiediamo le dimissioni del rettore, che ha permesso questo scempio e del ministro degli Interni. La nostra solidarietà agli studenti che difendono il sapere come bene comune”.

I funzionari di polizia: “gli scontri sono un campanello d’allarme di un malessere che non può essere risolto solo con l’intervento delle forze dell’ordine”

“Gli scontri avvenuti ieri all’Università di Bologna devono rappresentare un campanello d’allarme da non sottovalutare, che mostra un malessere che non può essere risolto solo con l’intervento delle forze di polizia”, afferma il segretario dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia (Anfp), Enzo Letizia sottolineando che “tutto questo non può avvenire nell’indifferenza collettiva, scaricando, ancora una volta, il peso del ripristino della legalità solo sulle forze dell’ordine”. “Credo – aggiunge Letizia – che gli studenti dell’Università di Bologna, una delle università più importanti del nostro Paese e la più antica d’Europa, debbano manifestare in modo chiaro e non equivoco la loro presa di distanza da tutte quelle forme di violenza che ogni cittadino democratico ha il dovere di condannare”

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