Usa. FBI, NSA e CIA convinte della interferenza russa nelle elezioni. Trump dileggia le Agenzie americane. Biden, vicepresidente uscente, gli dà dell’idiota

Usa. FBI, NSA e CIA convinte della interferenza russa nelle elezioni. Trump dileggia le Agenzie americane. Biden, vicepresidente uscente, gli dà dell’idiota

Il vicepresidente uscente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha replicato molto duramente al presidente-eletto Donald Trump su un tema da sempre scottante negli Usa, la gestione dei servizi di intelligence, e il rapporto tra Casa Bianca e le due agenzie d’informazione FBI e Cia. Il caso è stato aperto dall’annuncio di un Rapporto ancora riservato delle due Agenzie, secondo il quale è provato l’inquinamento delle elezioni presidenziali da parte di hacker russi. Il vicepresidente Biden ha affermato che è “del tutto idiota”, riferendosi appunto a Trump, dubitare della lealtà dei servizi di intelligence. Il conflitto tra Donald Trump e i servizi non ha precedenti negli Stati Uniti, ed è emerso in modo ancora più esplosivo nel corso di un’audizione al Congresso, giovedì, quando il capo dell’intelligence americana ha pubblicamente difeso i suoi analisti, i quali “sono più convinti che mai delle loro conclusioni sulla interferenza russa nel processo elettorale”.

Biden a Trump: “non aver fiducia nei servizi e non ascoltarli è idiota”

Biden ha affermato che sarebbe del tutto legittimo interrogare i servizi per cercare maggiori dettagli, e perfino non essere d’accordo, ma “è pericoloso criticare pubblicamente le agenzie affermando di saperne di più”. Secondo Biden, intervistato dal canale televisivo pubblico PBS, per un presidente “non aver fiducia nella miriade di agenzie di intelligence, dalla difesa alla Cia, e non ascoltarle, è del tutto idiota. L’idea che ne sappia più dei servizi di intelligence è come dire, conosco la Fisica meglio del mio professore. Non ho letto il libro, ma ne so di più”.

Il Rapporto riservato sarà presentato a Trump venerdì. Ma Obama l’ha già letto

James Clapper, il direttore uscente della National Intelligence, e i capi di Cia, Nsa (National Security Agency) e FBI si preparano ad incontrare venerdì Donald Trump per riferire ciò che hanno scoperto sulle interferenze russe nelle elezioni. Sarà sicuramente un incontro carico di tensione. Il presidente-eletto ha pubblicamente deriso le agenzie sul tema, e questa settimana ha negato, seguendo Julian Assange, che la sua fonte sulle email del partito Democratico durante le elezioni fosse il governo russo, o “il partito di governo”. In seguito, Trump ha rilanciato i suoi dubbi in una serie di tweet in cui afferma che le indagini dell’FBI sarebbero “viziate”. In realtà il rapporto sul quale i capi delle agenzie incontreranno Trump era già stato consegnato a Barack Obama all’inizio della settimana. I dirigenti dei servizi avevano confermato al Washington Post e alla rete televisiva NBC che il documento segretato, pare di 50 pagine, contiene le comunicazioni intercettate in cui i dirigenti dei servizi russi celebrano la vittoria di Trump. Una versione non segretata del Rapporto sarà pubblicata all’inizio della settimana prossima, a cura di FBI, NSA e CIA. Dovrebbe contenere alcune delle prove che dimostrerebbero l’hackeraggio russo della Commissione nazionale del Partito Democratico, per aiutare Trump a vincere le elezioni. La CIA avrebbe anche identificato i dirigenti russi che hanno fornito a WikiLeaks le mail del partito Democratico, usando terze persone, in modo da convincere Assange a dire che il governo russo non erano implicate in questa vicenda che sembra scritta da John Le Carrè.

Clapper e l’ammiraglio Rogers, direttore della NSA, hanno confermato alla Commissione sui servizi del Senato il rischio che le parole dure di Trump contro gli analisti dei servizi possano suonare come un discredito pubblico del loro lavoro, che invece è stato molto accurato e rigoroso. E questo lavoro ha mostrato che “la Russia ha chiaramente assunto una cyber posizione assai aggressiva” e ha definito l’attacco alle elezioni del 2016 come “multiforme”. In realtà, concludono i due capi di FBI e NSA, “l’hackeraggio è stato solo una parte dell’attacco, che ha assunto anche le forme della propaganda classica, della disinformazione e delle notizie false”. Il team provvisorio di Trump ha poi cercato di mettere in difficoltà i servizi, per i risultati delle indagini sulla Russia, affermando che essi fallirono sull’Iraq prima dell’invasione del 2003. Clapper si è difeso affermando che da allora il modo di lavorare e le analisi sono molto migliorati.

Ancora Biden a Trump: “Cresci Donald, cresci. Tempo di diventare adulto”

Ed è a questo punto della vicenda che il vicepresidente Biden ha detto a Trump: “Cresci, Donald, cresci. È tempo di diventare adulto. Sei il presidente. Hai un sacco di cose da fare. Dovrai proporre delle leggi. E noi le discuteremo. Facciamo decidere la gente. Lasciamo che sia il Congresso a votarle. E vedremo cosa succederà”. Insomma, quella che sembrava una spy story scritta da Le Carrè si è rivelata in realtà una enorme questione politica, che attiene alla sicurezza degli Stati Uniti, alla sua penetrabilità e alla permeabilità delle sue strutture informatiche, e, se le scoperte di FBI, NSA e Cia fossero confermate, alla fragilità dello stesso processo democratico.

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