Usa. Amnesty, democratici e vescovi contro la decisione di Trump di alzare un muro al confine col Messico

Usa. Amnesty, democratici e vescovi contro la decisione di Trump di alzare un muro al confine col Messico

Da quando il 20 gennaio si è insediato alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump è passato ai fatti su numerose promesse annunciate in campagna elettorale. Per farlo si è avvalso dello strumento dell’ordine esecutivo, che finora ha usato per i seguenti provvedimenti: il mandato alle agenzie governative di congelare l’Obamacare, il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo commerciale Tpp, il congelamento delle assunzioni federali tranne che per le forze armate, la ripresa dei controversi progetti degli oleodotti Keystone XL e Dakota Access, la costruzione del muro al confine con il Messico. E contro quest’ultimo ordine esecutivo, che costerà ai contribuenti americani, 1 miliardo e mezzo di dollari, per impedire a messicani e sudamericani di trovare percorsi agibili per entrar negli Stati Uniti, e farsi sfruttare da datori di lavoro privi di scrupoli, si sono mobilitata in tanti, dalla parte democratica dell’America, ad Amnesty International, ai vescovi cattolici.

I manifestanti di New York contro Trump e a favore dei migranti: “Resistere”, “io sto con gli immigrati”

Il popolo anti Donald Trump torna in piazza per protestare contro la stretta sull’immigrazione del presidente americano, in particolare contro la firma dell’ordine esecutivo per la costruzione del muro al confine con il Messico. Migliaia di persone si sono date appuntamento mercoledì sera a Washington Square Park, nel cuore di Manhattan, tenendo alti cartelli con scritto “resistere”, “nessun muro, questa è la nostra New York”, e “io sto con gli immigrati”. I manifestanti hanno poi iniziato a marciare verso Union Square. Giovedì mattina, invece, un’altra protesta si è svolta a Philadelphia, dove più di 5.000 persone hanno partecipato ad una manifestazione contro l’abolizione dell’Obamacare.

Amnesty International lotterà con tutte le sue forze per evitare campi profughi al confine col Messico

Amnesty International lotterà “con tutte le sue forze” contro il muro che il presidente americano Donald Trump vuole costruire al confine con il Messico, che avrà la conseguenza di creare campi profughi al confine. “Non permetteremo che il presidente Donald Trump crei campi profughi nei pressi della frontiera tra Usa e Messico come quelli che abbiamo visto in Grecia, Australia e altri Paesi”, ha assicurato il direttore esecutivo negli Usa Margaret Huang. Il muro “invierà un messaggio terribile: coloro che vengono da altri Paesi, e specialmente dall’America Latina, devono sentirsi temuti e respinti” e “non dobbiamo permettere che la retorica anti-migranti di Trump continui ad alimentare una politica che colpisce la vita di milioni di persone che chiedono protezione”, ha aggiunto.

I vescovi americani contro Trump: “costruire ponti, non muri”

E’ passata meno di una settimana dall’insediamento e già la Chiesa americana insorge contro gli annunci del presidente Donald Trump. Al centro delle proteste c’è la politica verso gli immigrati, tema tra quelli che più stanno a cuore – nonostante spesso il suo conservatorismo – alla gerarchia cattolica a stelle e strisce. E non poteva non suscitare dure reazioni da parte dei presuli Usa la decisione di Trump di tener fede a uno dei suoi proclami elettorali: quello della costruzione del muro anti-immigrati, per migliaia di chilometri, al confine col Messico, completando il muro già innalzato durante la presidenza Clinton nel 1994. A prendere la parola, a nome di tutta la Conferenza episcopale americana, il presidente della Commissione per i migranti, monsignor Joe Vasquez, vescovo di Austin, che al grido che bisogna costruire ponti, non muri, critica duramente la decisione di Trump e assicura che la Chiesa statunitense farà di tutto per essere vicina agli immigrati e alle loro famiglie. La costruzione del muro al confine Usa-Messico “metterà la vita degli immigranti in pericolo”, dobbiamo “costruire ponti tra le persone”, non alzare barriere, dice Vasquez in una dichiarazione rilanciata anche dalla Radio Vaticana. Il presule sottolinea che questo muro, inoltre, farà sì che gli immigrati, “soprattutto i più vulnerabili, donne e bambini” saranno ancora di più sfruttati da “trafficanti e contrabbandieri”. Inoltre, la costruzione di questa barriera “destabilizzerà molte comunità che vivono pacificamente lungo il confine”. Il responsabile dei vescovi Usa per i migranti denuncia anche la nuova politica di detenzione e deportazione degli immigrati annunciata da Trump. Tali politiche, avverte, “divideranno le famiglie e alimenteranno il panico e la paura nelle comunità”. E aggiunge che non si garantisce la “sicurezza degli americani” con una escalation di detenzione degli immigrati. Queste misure, prosegue mons. Vasquez, “renderanno ancora più difficile alle persone più vulnerabili di avere accesso alla protezione nel nostro Paese”.

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