Tissone (Silp Cgil). Sospeso il contributo straordinario al Comparto Sicurezza e Soccorso pubblico? Il governo mantenga gli impegni presi da Renzi. Si apra il tavolo per il rinnovo del contratto nazionale

Tissone (Silp Cgil). Sospeso il  contributo straordinario al Comparto Sicurezza e Soccorso pubblico? Il governo mantenga gli impegni presi da Renzi. Si apra il tavolo per il rinnovo del contratto nazionale

È vero che le notizie circolano e quindi sono disponibili. Basta cercarle, dicono negli ambienti amministrativi cui fanno capo servizi pubblici. Un modo come un altro da parte del governo per scaricare sugli uffici problemi che riguardano importanti questioni. In queste ore è “circolata” la notizia della sospensione dell’erogazione del contributo straordinario di 80 euro al comparto Sicurezza e Soccorso pubblico. La Cgil, insieme ai sindacati di categoria, Funzione Pubblica e Sindacato di polizia, ha lanciato l’allarme. Abbiamo chiesto a Daniele Tissone segretario generale del Silp Cgil cosa sta succedendo.

D. Ci sono o non ci sono questi fondi promessi da Renzi, introdotti nel 2104?

R. Quello che posso dire è che abbiamo avuto conferma della sospensione del contributo straordinario attraverso una comunicazione di NoiPa del 16 gennaio scorso con la quale si informava che, dal gennaio 2017, tale emolumento non veniva più erogato in attesa di determinazioni ai sensi dell’articolo 1 comma 365 della legge di Bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232). In poche parole la norma in questione prevede che le risorse del fondo della P.A. vengono spacchettate con uno specifico decreto varato dal consiglio dei ministri. Ad oggi, non è stato ancora portato ad una riunione del CdM e si ritiene che non vi giungerà a brevissimo (forse a febbraio) ma, al momento, non ne sappiamo di più.

D. Se non andiamo errati, a suo tempo, il bonus era stato  elargito unilateralmente senza interpellare le organizzazioni sindacali che magari avrebbero avuto da dire qualcosa. Insomma in linea con  le notizie che  circolano.

R. E’ verissimo, a suo tempo le nostre organizzazioni sindacali criticarono sia il merito che le modalità di erogazione del “bonus” mettendone in rilievo il carattere di elargizione non contrattata e la condizione anomala di voce retributiva di fatto priva di alcun effetto sul trattamento previdenziale e di quiescenza. Ciononostante  lo ritenemmo utile alla condizione economica delle donne e degli uomini in divisa chiedendone, comunque, la stabilizzazione nella retribuzione fondamentale. Richiesta che ci sembrava essere sostenuta dal Governo che ne aveva fatto oggetto di un possibile intervento normativo: rammentiamo, infatti, che in una prima stesura della Legge di Bilancio 2017 si faceva esplicita menzione della “stabilizzazione” degli 80 euro e della loro trasformazione in trattamento retributivo stabile e strutturale. Ci furono delle promesse e degli impegni da parte del governo in questo senso. Perciò, ad oggi, dove sono quelle risorse che riguardavano anche il riordino delle carriere e il contratto?

D. Promesse e impegni del governo Renzi non mantenute. Ma ora c’è il governo Gentiloni, la situazione è cambiata. Quali iniziative avete intrapreso?

R. Direi che il punto sia proprio questo, perché il governo non ha ancora fatto chiarezza sulle risorse – peraltro già abbondantemente annunciate -, mantenendo così fede a quanto dichiarato. Motivo per cui abbiamo scritto al presidente del consiglio chiedendogli di riattivare il bonus di 80 euro e, in particolare, di convocare con urgenza le  organizzazioni rappresentative di Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per l’apertura formale del confronto prima della emanazione del previsto DPCM nonché per l’apertura del tavolo di rinnovo del Contratto nazionale. In pratica stiamo chiedendo di sederci al tavolo nel quale verranno assegnati tutti gli istituti che intervengono sulla retribuzione per dare trasparenza ed equità e per rispondere in maniera stabile e strutturale ai bisogni anche retributivi delle lavoratrici e dei lavoratori del Comparto. Ci preoccupano gli effetti negativi che il succedersi di disposizioni unilaterali sulla materia hanno finora prodotto, come nel caso della sospensione, e siamo determinati nel voler definire in sede di confronto, le soluzioni più adeguate per il personale del Comparto come peraltro previsto dalla normativa vigente.

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