Tissone (Silp Cgil). Nuovo ministro dell’Interno, nuovo capo della Polizia: tutti insieme dobbiamo essere attori del cambiamento

Tissone (Silp Cgil). Nuovo ministro dell’Interno, nuovo capo della Polizia: tutti insieme dobbiamo essere  attori del cambiamento

La classe politica e la Politica, con la P maiuscola, devono oggi più che mai venire incontro alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa. Il 2017 si apre con un nuovo Governo e con un nuovo Ministro che abbiamo subito incontrato e al quale abbiamo detto con chiarezza – dopo 8 anni di contratto bloccato e con un riordino tutto da migliorare e attuare, senza contare i problemi legati ai mezzi, alle strutture, alle tecnologie e agli organici e non dimenticando la delicatezza della questione concorsi – che non c’è un minuto da perdere. Conosciamo bene Marco Minniti, la sua storia politica e personale, la sua conoscenza del nostro mondo e delle nostre problematiche. Per questo abbiamo apprezzato la proposta del nuovo titolare del Viminale di pianificare una serie di incontri su temi importanti, di inaugurare in buona sostanza una sorta di tavolo di confronto permanente con le organizzazioni sindacali per aprire una via di dialogo costante e costruttiva che non sempre in passato è stata possibile.

Una strada che deve avere una stella polare: quella del benessere del poliziotto. Benessere psicofisico, benessere sul luogo di lavoro. Condizioni necessarie per poter lavorare con tranquillità ed efficacia. A 36 anni dalla Legge 121/81, possiamo ben dire che molti scopi e obiettivi previsti in quella grande riforma sono stati, purtroppo, dimenticati. Noi crediamo che quell’impianto di sicurezza democratica e civile sia da implementare e non da depauperare. Per questo ci siamo opposti allo scioglimento del Corpo forestale dello Stato e al processo di militarizzazione della sicurezza, trovando una sponda importante nel nuovo Capo della Polizia, Franco Gabrielli. Servono nuove politiche della sicurezza e per la sicurezza, ma non dobbiamo buttare via il bambino con l’acqua sporca. Occorre, dunque, un approccio competente che deve vedere insieme la politica, ma anche l’Autorità di pubblica sicurezza. Dopo la stagione della politica politicante è finito il tempo dei tecnici al potere, è ora di una nuova, terza via. Perché le parti migliori di questo Paese – sindacati compresi, pur nella consapevolezza dei propri limiti – devono poter lavorare insieme per essere davvero attori del cambiamento. Senza cedere alla demagogia e alle false promesse di chi, in nome della novità, propone ricette vecchie, utili solo al proprio ‘particulare’.

* Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil

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