Speciale Referendum Cgil. Con due Sì Libera il lavoro. Genovesi (Fillea): “vittoria politica del sindacato”

Speciale Referendum Cgil. Con due Sì Libera il lavoro. Genovesi (Fillea): “vittoria politica del sindacato”

“Abbiamo segnato un punto molto importante nell’agenda politica. Si tratta di vedere come reagirà il legislatore, cioè governo e Parlamento, mentre la macchina Cgil scalda i motori, a fronte del fatto che bisogna tornare a parlare di tutele del lavoro”. Così Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil, commenta il via libera ai quesiti referendari su voucher e appalti ai microfoni di Radioarticolo1.

Per quanto riguarda gli appalti, “la Fillea sulla responsabilità in solido – spiega Genovesi – ha costruito un rinnovo contrattuale passato molto complesso. Rinunciammo a una parte di aumenti salariali, pur di difendere il principio della responsabilità in solido, che nel nostro settore è difeso dal contratto. Riacquistare la certezza della responsabilità in solido parla all’intero mondo del lavoro, non solo agli edili, ma anche al settore del legno e a settori dell’industria più classica che tra terziarizzazioni e appalti hanno di fatto frammentato la catena produttiva”.

Sui voucher, prosegue il segretario Fillea, “siamo di fronte all’evidente fallimento di una norma che man mano ha ampliato il suo aspetto. Quando fu approvata la legge 30 (nel 2003, ndr), fotografammo quella sperimentazione ben consapevoli di una differenza fondamentale tra l’utilizzo dei voucher per i piccoli lavori domestici, per i ragazzini che fanno volantinaggio, e invece un’estensione a settori e classi di età che avrebbe sostituito il lavoro dipendente classico: è accaduto questo”.

Prosegue Genovesi: “Però se nel governo, se nel Parlamento, si è avviata una discussione su come modificare i voucher, staremo a vedere la sostanza degli interventi e se ci soddisferanno, ma è già una vittoria politica del sindacato averli costretti a dire che lo strumento non funziona”.

Infine una battuta sul quesito bocciato dalla Consulta, quello sui licenziamenti illegittimi. “Il tema dell’articolo 18 – commenta Genovesi – ha sempre avuto una funzione deterrente, ma la discussione va deideologizzata. Noi dobbiamo riconquistare l’articolo 18 laddove abbiamo gli spazi contrattuali per farlo, ma il tema rimane anche per il legislatore: occorre rimettere mano alle norme e dare potestà al giudice di decidere se siamo di fronte a un fatto oggettivo, un vero licenziamento per motivi economici o perché l’azienda è fallita, o se è un’altra cosa; e se è un’altra cosa, il giudice deve avere la facoltà di rimandare al lavoro quel dipendente ingiustamente licenziato, è una questione di civiltà”.

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