Salute: due milioni di italiani a letto con l’influenza. Ma il picco deve ancora arrivare. Sull’emergenza meningite il Ministero della Salute: “epidemia mediatica”

Salute: due milioni di italiani a letto con l’influenza. Ma il picco deve ancora arrivare. Sull’emergenza meningite il Ministero della Salute: “epidemia mediatica”

È particolarmente virulenta e ha messo a letto, ad oggi, due milioni di italiani: è l’influenza di quest’anno che, stando alle attese dei medici, colpirà oltre sette milioni di persone, due di più rispetto allo scorso anno. I virus responsabili, che hanno cominciato a colpire in netto anticipo rispetto alle stagioni passate, di circa tre settimane, scrivono i ricercatori, sono due, A Hong Kong (H3N2) e B Brisbane, entrambi molto pericolosi. I sintomi sono più o meno gli stessi di ogni anno, solamente più persistenti e duraturi. Oltre alla febbre alta sui 38 gradi, sono previsti anche dolori muscolari e articolari, mal di testa, inappetenza, raffreddore, mal di gola e tosse. Nei casi più gravi possono insorgere i sintomi di nausea, vomito e diarrea. Inutile utilizzare antibiotici, fanno sapere i medici, al massimo si può fare uso di antipiretici al paracetamolo ma, anche in questo caso, è sempre meglio riferirsi prima al medico curante.

Ad alimentare la crescita dei casi di influenza i contagi tra i bimbi sotto i cinque anni, tra i quali si sono registrati quasi 28 casi per mille assistiti, sebbene l’incidenza aumenti soprattutto tra gli anziani, dove si registra un elevato numero di malati, con conseguenze anche drammatiche: si contano già 31 casi considerati come gravi e 4 decessi. E’ un primo bilancio stilato dagli epidemiologi Caterina Rizzo e Antonino Bella dell’Istituto Superiore di Sanità, sulla base dei dati della rete di monitoraggio InfluNet.

L’influenza continuerà a darci fastidio fino alla fine di febbraio, quando avrà il suo picco. Come sempre, vi sono alcuni accorgimenti che è possibile prendere per evitare il contagio: evitare luoghi affollati e sbalzi di temperatura, lavarsi sempre le mani dopo essere rientrati a casa, areare bene i locali almeno una volta al giorno e consumare molta frutta, verdura e bevande calde. Per i bambini, gli adulti sopra i 65 anni e i soggetti affetti da malattie respiratorie o cardiovascolari i medici hanno consigliato, come ogni anno, di sottoporsi alla vaccinazione che, ricordano, può presentare effetti collaterali minimi e di breve durata, in ogni caso estremamente meno rischiosi della malattia. Il vaccino antinfluenzale è gratuito per i bambini, gli anziani, per coloro che fanno parte delle categorie a rischio e per chi svolge particolari attività sociali.

E non si placa neanche l’allarme meningite che provoca un’altra morte in Italia, quella di un 25enne della provincia di Torino. Gli esami hanno infatti confermato che ad uccidere il giovane, rientrato da poco da una vacanza in Francia, è stata proprio una forma di meningococco. E mentre la Campania avvia le vaccinazioni gratuite, in Puglia sono tre le persone che hanno contratto la malattia dal 3 gennaio. “A noi preoccupa di più l’insorgenza di fiammate epidemiche di morbillo”, rassicura il Ministero della Salute, mentre l’Istituto superiore della sanità parla di “epidemia mediatica”. “Non è il caso di allarmismi: la meningite in inverno non è un evento inatteso”, sottolinea Vittorio De Micheli, epidemiologo della direzione sanitaria della Regione Piemonte, che ha deciso di non modificare l’offerta vaccinale contro la meningite. I casi, sottolinea, “sono rari e in calo”, con una mortalità inferiore a due decessi all’anno e le situazioni di allarmismo “rischiano solo di creare problemi ai servizi vaccinali”. “I media – sostengono in un contributo pubblicato sul sito Epicentro – riportano anche solo i casi sospetti, segnalando lo stesso caso più volte per sottolinearne il decorso, dando la falsa sensazione che ci si trovi di fronte a un alto numero di casi prima non presente”. Ma i rischi di contrarre questa malattia “rimangono molto bassi – concludono – non vi è alcuna emergenza, e la vaccinazione può essere programmata dalla Asl a distanza di giorni o settimane”.

Migliorano, invece, le condizioni dell’uomo di 42 anni di Lodi e del paziente di 84 anni di Sulmona, ricoverati entrambi  a causa di una meningite da pneumococco.

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