Roma. Scuole al gelo. Il Comune: “62 impianti su 1.124 di nostra competenza hanno avuto problemi”. Senza tetto, appello della Cri ai romani. Allerta del Car di Roma: “In commercio il 40% in meno di ortofrutta”

Roma. Scuole al gelo. Il Comune: “62 impianti su 1.124 di nostra competenza hanno avuto problemi”. Senza tetto, appello della Cri ai romani. Allerta del Car di Roma: “In commercio il 40% in meno di ortofrutta”

E’ praticamente scivolata sul ghiaccio l’operazione ‘scuole calde’ messa in campo a Roma in queste ore. Malgrado l’accensione anticipata dei riscaldamenti di 24 ore e la circolare dei Presidi che invitavano le famiglie a coprire gli allievi con maglioni e cappotti, la ripresa delle scuole è stata decisamente gelata, con la conseguente chiusura di numerosi istituti di ogni ordine e grado. Colpa dell’ondata di freddo polare e della prolungata chiusura di oltre due settimane degli edifici scolastici, ma anche di problemi strutturali degli istituti con impianti di riscaldamento e tubature vecchie che in alcuni casi si sono gelate e rotte. Alcune scuole hanno chiuso e in altri casi i genitori hanno riportato i figli a casa. Chiuso ad esempio il complesso che ospita il liceo Malpighi e l’istituto Ceccherelli. Aule fredde alla Cesare Battisti, di Principe di Piemonte, alla scuola Falcone e Borsellino e in alcune scuole materne e nidi come quello di Villa Ada o il Montessori. “Il problema si trascina da più di dieci anni- fa sapere il Presidente dell’Associazione dei Presidi, Mario Rusconi – noi abbiamo sempre sottolineato che non si può risparmiare su questo settore”. Il Comune di Roma, questa volta ha poche responsabilità se si tiene conto del bollettino che ha diffuso nel tardo pomeriggio di lunedì e che siamo in grado di girare ai nostri lettori. Su una gran parte degli Istituti, soprattutto quelli superiori, il Comune di Roma, non ha alcuna responsabilità organizzativa, e neppure tecnica, visto che le competenze sono in capo alle ex Province, oggi Città Metropolitane, e dunque, almeno in questo caso poco c’è da imputare, malgrado la rissa polemica che si è scatenata contro l’Amministrazione di Roma Capitale, alla Sindaca Raggi ed agli Uffici del Campidoglio responsabili delle scuole.

 
Il Campidoglio si chiama fuori: “Su 1.124 impianti di nostra competenza, solo 62 hanno avuto problemi”
 
Ma vediamo la nota diffusa diffusa dall’Amministrazione di Roma Capitale (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana), come detto, nel tardo pomeriggio di ieri: “Su un totale di 1.124 impianti termici nelle scuole di competenza di Roma Capitale, sono stati segnalati 62 malfunzionamenti o mancati avvii. Su circa una ventina di questi malfunzionamenti si è già prontamente intervenuti nella giornata di, domenica 8 gennaio 2017. I restanti si sono verificati nella mattinata odierna e sono in fase di risoluzione. Tra questi – prosegue la nota – in particolare: 3 malfunzionamenti sono stati dovuti a spegnimento dopo riaccensione (Via Niobe 50, Via Fosso dell’Osa e Via Belon 150); 3 dovuti a mancanza di gas (Via Rivisondoli e Via Casal Bianco ora risolti e Piazza Minucciano in fase di risoluzione); 1 dovuto a mancanza di energia elettrica (Via Ostiense 263 ora risolto); 2 con perdite idriche da riparare (Via Fossacesia e Via di Gesù e Maria). Diversi impianti malfunzionanti, sin dalle prime accensioni, avevano manifestato criticità dovute alla vetustà.
Si ricorda che normalmente gli impianti termici degli edifici scolastici vengono accesi alle ore 7.00 del mattino nelle giornate in cui è prevista l’attività didattica. In previsione della chiusura per le festività natalizie, in data 23 dicembre 2016 è stato dato ordine alle imprese manutentrici di procedere alla preaccensione degli impianti termici delle scuole, a partire dalle ore 5.00 del giorno 9 gennaio 2017, rispetto al normale orario di avvio delle ore 7.00. Giovedì 5 gennaio 2017, in considerazione del previsto abbassamento delle temperature, è stato disposto di anticipare l’accensione alle ore 3.00 del 9 gennaio 2017. Nella mattina di sabato 7 gennaio 2017, a seguito di precisa indicazione della Sindaca di Roma Virginia Raggi, al fine di preriscaldare i locali, impedire le rotture delle tubazioni di riscaldamento ed evitare un eccessivo livello di malfunzionamenti all’avvio, è stato ordinato alle imprese manutentrici di procedere all’accensione a regime ridotto a partire dalle ore 18.00 del medesimo giorno, sempre mantenendo la preaccensione totale alle 3.00 del 9 gennaio 2017″.
 
 
Appello della Cri ai romani: “Dateci una mano nell’assistenza. Servono coperte, giacconi invernali, cappelli e guanti”
 
E se i ragazzi tornano a casa per evitare di prendersi un raffreddore, chi invece poco può fare senza sostegni sono le decine di senza tetto che popolano le strade e le piazze della Capitale e dopo gli appelli fatti dalle Associazioni del volontariato, come quello della Comunità di Sant’Egidio, arriva nella giornata di lunedì anche quello della Croce Rossa. Debora Diodati, Presidente della Croce Rossa di Roma ha lanciato sulla sua pagina Facebook un appello ai cittadini romani e della provincia per dare una mano nell’assistere le persone senza dimora della Capitale. “La #CroceRossa di Roma – scrive Diodati – fa appello a tutti i cittadini romani e della provincia a darci una mano a proseguire nella nostra attività di assistenza ai #senzadimora portando: coperte, sacchi a pelo, giacconi invernali, sciarpe, cappelli, guanti. Per tutta la settimana siamo pronti a ricevere le donazioni nelle nostre sedi CRI”. L’appello si unisce a rafforzare l’attività dei volontari di Cri Roma che stanno battendo il territorio ogni sera con le unità di strada e anche un camper sanitario per dare assistenza a chi in questi giorni di intenso freddo, dormendo per strada, sta vivendo serie difficoltà. Un servizio quello delle unità di strada di Croce Rossa di Roma che i volontari fanno tutto l’anno e che in questo periodo viene potenziato. Per chi vuole informazioni dettagliate tutte le info suwww.criroma.org”.
 
Allarme anche dal Centro Agroalimentare romano: “Disponibilità ridotte di ortofrutta pari al 40%”
 
Purtroppo l’emergenza climatica scatena anche problemi di approvvigionamento alimentare, soprattutto di frutta e verdura ed immediati scattano anche i rincari. A darne notizia è il Centro Agroalimentare di Roma che fa sapere come “il maltempo ha colpito pesantemente anche l’organizzazione distributiva dei grossisti ortofrutticoli attivi nel Car. E dopo gli scambi dell’odierna giornata, il consuntivo del management ha potuto riscontrare una disponibilità dei volumi ridotta del 40% rispetto ai quantitativi consueti e rincari nei prezzi all’ingrosso di certe referenze schizzati a picchi massimi del 50/60% in più, rispetto ai listini di inizio anno. Valutazione record di 16 euro a cassetta per i fiori di zucca – ovviamente fuori stagione… – e totale indisponibilità delle produzioni attese da Puglia, Abruzzo, Molise, oltre alla penuria di molte produzioni stagionali”. Così una nota del Car.
“Nel più grande e dinamico agromercato all’ingrosso del Paese, qualcosa come 1 milione di tonnellate di ortofrutta commercializzate all’anno, – prosegue la nota – le attività commerciali e quelle distributive hanno risentito notevolmente dell’ondata di gelo che ha colpito con una violenza particolare le zone laziali a spiccata vocazione agricola. Dai cellulari accesi dei grossisti in contatto con i fornitori dei Castelli Romani, della Sabina, della Pianura Pontina, della Tuscia, dei Litorali nord è venuta fuori una rappresentazione tutt’altro che banale della situazione agricola, commerciale, logistica, distributiva nel Lazio. La filiera si è congelata e rattrappita. Niente broccoletti da Anguillara. A Fondi, quasi tutto bruciato. Tra Ladispoli e Cerveteri, ridotti ai minimi termini i volumi di finocchi, carciofi e cavoli. Decimata la presenza nel Car dei produttori con attività di vendita diretta per mancanza dei prodotti. Anche nei mercati rionali romani molti banchi di autoproduttori oggi non sono stati aperti. Bruciati, nemmeno raccolti, assenti dai box dei grossisti, o presenti in quantità esigue, gli ortaggi coltivati ‘a pieno campo’, quindi esposti al maltempo, sono molto rincarati. Tra gli aumenti più pesanti dei 26 prodotti confrontati oggi con i listini di gennaio 2016 (stessa settimana) spiccano il +350% delle bietole, il +233% dei cipollotti, il +225% degli spinaci, il +170% della lattuga, il 157% delle zucche, il 150% dei cavoli. L’attività delle serre scaldate a tutta manetta dagli idrocarburi – quelle non sfondate da gelo o neve – ha alzato i rincari”.
“Per oggi e per domani – sospira il topmanager del Car Fabio Massimo Pallottini – le scorte dei grossisti fronteggeranno bene o male le esigenze distributive e gli ordini di rifornimento dai dettaglianti. Inevitabili gli aumenti con questi chiari di luna. E se il gelo seguiterà, non escluderei problemi di rifornimento ortofrutticolo negli esercizi della distribuzione commerciale al dettaglio. Speculazioni? Ancora non ci risultano”.
 
 
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