Roma. Non ci sarà, per ora, l’autosospensione della sindaca Raggi. Cantone: “Non abbiamo altri atti da esaminare. Tanti i problemi che risalgono a tempi precedenti”

Roma. Non ci sarà, per ora, l’autosospensione della sindaca Raggi. Cantone: “Non abbiamo altri atti da esaminare. Tanti i problemi che risalgono a tempi precedenti”
Sembrerebbe tramontare l’ipotesi di una autosospensione della sindaca Raggi dal suo incarico. Prima del faccia a faccia di lunedì pomeriggio con i magistrati l’attività istituzionale della sindaca va avanti. Nessuna fuga in avanti con un ribaltone istituzionale che avrebbe dovuto portare altri sulla poltrona più alta della politica capitolina. Nella giornata di mercoledì molti quotidiani avevano ipotizzato uno sganciamento a termine della sindaca fino alla chiarificazione della sua posizione, poi il clima è cambiato e, probabilmente nel suo Movimento, anche gli ortodossi si sono dovuti piegare alle indicazioni arrivate da Grillo e Casaleggio ed hanno letteralmente blindato la sindaca. Stop alle polemiche, nessuna dichiarazione e per ora fiducia immutata nell’attuale vertice amministrativo in attesa delle decisioni che arriveranno da Piazzale Clodio. Ed è proprio questo il punto che potrebbe far ripensare l’attuale posizione al vertice M5S ed agli ortodossi del movimento. Se, infatti, come potrebbe accadere, la Procura deciderà di andare verso il giudizio immediato, per la Raggi il destino potrebbe essere segnato e gli scenari si complicherebbero, visto che tre potrebbero essere le soluzioni: autosospensione e guida del Campidoglio affidata ad un esponente interno al Movimento; la Raggi resta al suo posto ma Grillo gli sfila il simbolo; ed in ultimo la più drammatica e che potrebbe significare la resa, ovvero le dimissioni della stessa, il Commissariamento dell’Amministrazione ed il ritorno al voto.
 
La sindaca parla con Grillo, con i suoi assessori e la sua maggioranza. Esclusi, per ora, ribaltoni ed autosospensioni
 
Intanto, a quanto si è appreso, nella giornata di mercoledì il sindaco ha incontrato in una consueta riunione pre-giunta in Campidoglio assessori e capi di staff per definire il cronoprogramma delle prossime attività. Non si è parlato dell’invito a comparire in Procura relativamente alla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, a capo del dipartimento Turismo ricevuto dal sindaco. Tuttavia, sempre a quanto si apprende, gli assessori hanno sostenuto il sindaco ribadendo di essere pronti ad andare avanti e riferito che lo stesso invito a comparire era atteso come atto dovuto. Una riunione di maggioranza, separata e a cui non ha partecipato il sindaco Raggi si è tenuta invece nella tarda mattinata per discutere principalmente di bilancio e sempre a quanto si apprende Raggi ha oggi sentito il leader del M5S, Beppe Grillo, come avviene d’abitudine quasi ogni giorno. Ma quella di mercoledì è stata anche la giornata di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione che, con la sua attività di vigilanza e controllo ha di fatto portato, complici le illegalità di Marra, alla convocazione della sindaca a Piazzale Clodio ed alla sua iscrizione sul registro degli indagati. Cantone non è voluto entrare nel merito dell’inchiesta, ma alcune cose le ha dette.
Cantone: “Sulla Raggi credo che io non debba dire nulla. Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto…”
 
“Sulla Raggi credo che io non debba dire nulla. Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto, in modo doveroso. La nostra valutazione riguardava un profilo amministrativo. Gli aspetti penali spettano alla magistratura e io non sono abituato a commentare le attività. Credo che gli atti dovessero essere trasmessi alle autorità perché erano emersi dei profili che sono compito dell’autorità valutare”. A chi gli chiedeva di ricordare quanto espresso dal parere dell’Anac sulla vicenda riguardante la nomina di Renato Marra alla guida del dipartimento Turismo del Campidoglio, Cantone ha risposto: “Il parere dell’Anac evidenziava a nostro modo di vedere l’esistenza di un conflitto d’interesse tra il ruolo del dirigente del servizio e la presenza dei soggetti scrutinati del fratello. E che questo conflitto di interessi non ritenevamo potesse essere superato dall’indicazione che il sindaco faceva sul fatto che avesse avuto un ruolo di primo piano. E questo a prescindere dal fatto se il ruolo c’era stato o no che non spetta all’Anac verificarlo”.
 
“Nessun rischio su altre nomine allo studio dell’Anac. Non abbiamo altri atti che riguardano Raggi”
 
Il sindaco Raggi rischia su altre nomine allo studio di Anac? “Assolutamente no. Non abbiamo altri atti che riguardano la Raggi. Tutto quello che abbiamo fatto è tutto precedente ed è noto già alla stampa”. Poi sull’inchiesta che vede coinvolta la sindaca: “Non spetta a me valutare questo aspetto. La gravità la valuta la magistratura, noi abbiamo evidenziato che c’era un conflitto d’interessi. Credo che sia anche giusto evidenziare che l’atto dell’Anac ha prodotto immediatamente anche una reazione amministrativa con la revoca del provvedimento. Credo sia un dato da evidenziare in maniera positiva, non tutti i nostri atti ricevono questa accoglienza dalle amministrazioni”. A chi gli chiede se resta però il falso, Cantone replica: “Noi non ci interessiamo, non abbiamo mandato all’autorità giudiziaria qualificando il dato in termini di illecito penale. Ci sembrava doveroso informare di questa vicenda l’autorità giudiziaria e lo abbiamo fatto: le qualificazioni giuridiche spettano alle autorità giudiziarie. Le mie convinzioni da magistrato inquirente le tengo per me”.
 
Cantone poi rilancia: “In Campidoglio ci sono problemi strutturali che risalgono a tempi precedenti”
 
“Voglio anche segnalare un dato. All’esito di questa vicenda la Raggi ha anche riattivato il protocollo con l’autorità, dato che noi riteniamo particolarmente positivo, indicando chi sono i referenti per riavviare il tavolo di confronto che era già stato avviato col comune e che noi riteniamo stesse dando positivi frutti. Ha indicato i referenti, noi abbiamo indicato i nostri. Da qui a un po’ riprenderemo a lavorare perché noi riteniamo che ci siano problemi strutturali che risalgono a tempi precedenti, su cui bisogna intervenire, sia per quanto riguarda le procedure in materia degli appalti e lì il nostro ruolo può svolgere una funzione anche propulsiva in senso positivo e non solo di generico controllo”.
 
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