Roma Capitale, Marra resta al fresco. Il Tribunale nega scarcerazione e domiciliari. Ma i passaggi giudiziari non sono conclusi

Roma Capitale, Marra resta al fresco. Il Tribunale nega scarcerazione e domiciliari. Ma i passaggi giudiziari non sono conclusi
Raffaele Marra, ex responsabile del personale in Campidoglio, resta in carcere. La decisione è stata persa questa mattina dal Tribunale del Riesame che ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Francesco Scacchi. Marra è stato arrestato il 16 dicembre scorso con l’accusa di corruzione in concorso con l’immobiliarista Sergio Scarpellini, immobiliarista, che, complice l’età, è stato mandato ai domiciliari pochi giorni dopo l’arresto. Per Marra il Riesame ha fatto una diversa valutazione, tenendo il punto senza accettare le richieste della Difesa: niente scarcerazione e niente domiciliari. Marra, va ricordato è accusato di corruzione e il Gip del Tribunale di Roma, Maria Paola Tomaselli, aveva giustificato la misura del carcere, per la pericolosità sociale dell’alto dirigente capitolino, carcere necessario per evitare eventuali reiterazioni del reato. La corruzione di Marra, sempre secondo l’accusa, sarebbe certificata da due assegni da 250 e 117 mila euro, firmati da Scarpellini e utili per l’acquisto di un appartamento ai Prati Fiscali, finito poi nella disponibilità della moglie del Marra. Va detto che all’epoca l’alto funzionari del Comune aveva l’incarico apicale di Direttore del Dipartimento Partecipazioni e Controllo del gruppo Roma Capitale.
 
La lunga parabola di Marra, che parte da Alemanno, passa per la Polverini e ritorna in Campidoglio con La Raggi
 
Ma la lunga parabola di Marra va inquadrata prima in Campidoglio (Alemanno), poi alla Regione Lazio (Polverini), ed ancora Campidoglio (Breve parentesi con Marino e poi la Raggi). Per lui sempre incarichi di rilievo ed in grado di influenzare, nella buona e nella cattiva sorte, gli uffici che ‘governava’. Poi c’è il capitolo Raggi, va detto che la Sindaca, all’indomani dell’arresto del suo ex uomo forte, lo definì “uno dei 23mila dipendenti del Campidoglio”, e prese le distanze. Ma in queste ore, in questa settimana cruciale, non solo dal punto di vista giudiziario, la Sindaca è costretta a prendere decisioni insieme alla sua maggioranza. Una di queste è relativa alla costituzione di parte civile. E’ certamente corretto, se arriverà, l’atto di costituzione di Roma Capitale come parte civile, ma va detto che la scelta è imbarazzante, visti i ruoli ricoperti dal Marra.
 
Per la sindaca c’è anche il sentiero spinoso delle nomine ‘fiduciarie’
 
Accanto a questo c’è l’altro passaggio giudiziario, quello che potrebbe riguardare direttamente la Sindaca. Nei prossimi giorni, infatti, la Raggi dovrebbe essere convocata a Piazzale Clodio (come indagata, ma nel suo stesso interesse ndr) per rispondere delle nomine di alcuni dei suoi più stretti collaboratori. Questa posizione, probabilmente, non porterà nulla di rilevante penalmente, ma è un passaggio che la Procura deve fare. Tutto potrebbe concludersi in Corte dei Conti. Si tratta, infatti, solo di questioni contrattuali legate ad aumenti per alcuni ingiustificati, per altri no, per i ‘beneficiati’ delle segrete stanze capitoline e tra questi il fratello di Marra promosso a numero uno del Turismo in Campidoglio. Poi, fanno sapere i bene informati, potrebbe esserci un ulteriore passaggio sulle fughe sui tetti e sul ‘carteggio informatico WhatsApp “quattro amici al bar” che vedrebbe protagonisti la Sindaca, che avrebbe ‘condiviso’, lo stesso Marra, l’ex vicesindaco Frongia e l’ex capo della segreteria politica Salvatore Romeo. Tante rogne per la Raggi e in queste ore si torna ad affrontare anche il Bilancio. Di questo, però, ne parleremo domani.
 
 
 
 
 
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