Rigopiano. Aggiornamento del 24 gennaio. 16 le vittime accertate e 13 i dispersi. Continua la lotta disperata contro il tempo, le macerie e la neve

Rigopiano. Aggiornamento del 24 gennaio. 16 le vittime accertate e 13 i dispersi. Continua la lotta disperata contro il tempo, le macerie e la neve

Continua ad essere una corsa contro il tempo ma è da sabato che dalle macerie dell’hotel Rigopiano sono recuperati solo cadaveri. La triste conta porta a 16 il numero di vittime ufficialmente accertate, e contestualmente si riduce il numero di persone disperse, ora sono 13. I vigili del fuoco hanno recuperato all’interno dell’hotel Rigopiano un corpo senza vita, non ancora identificato e di sesso femminile. Dalla tarda serata di ieri ad ora c’è stata una sorta di accelerazione nei recuperi di vittime da parte dei vigili del fuoco e del personale del soccorso alpino: erano 8 ieri prima di mezzanotte, sono diventate 15 le salme riportate in superficie e – il tempo degli adempimenti medico-legali – che saranno restituite ai loro cari. Sono ore terribili, a distanza di ormai sei giorni dalla slavina che ha cancellato il resort Rigopiano. Ancor più terribili, se possibile, perché la natura, le difficoltà a cui sono costretti i vigili del fuoco portano ad un crudele conteggio, ad una crudele lotteria sul chi è – uomo o donna? – l’ultimo recuperato in ordine di tempo. Per assurdo, più un disperso resta tale e più aumenta l’angoscia dei congiunti, ma al tempo stesso – ecco la crudeltà in più in questa tragedia – proprio questo finisce con l’alimentare ancora una flebilissima speranza per i familiari. Una crudeltà simile solo alle ricerche dei dispersi dopo il terremoto del 24 agosto nell’Appennino centrale. E ad ogni recupero di cadavere s’innesta un’altra attesa: quella del riconoscimento ufficiale della salma, e anche questo finisce con l’alimentare quell’assurda lotteria a cui ormai sembrano condannati i congiunti di quanti erano nell’hotel e di cui ancora non si conosce il destino.

I soccorritori e la drammatica corsa contro il tempo e le avversità. Si scava senza soluzione di continuità

Tra i soccorritori c’è ormai solo la consegna di andare avanti, di scavare senza soluzione di continuità, di ricorrere a tutti i mezzi possibili a disposizione, dai più sofisticati che captano in profondità segnali – a volte anche segnali di vita – alle classiche pale e ai picconi impiegati a mano con cui farsi largo tra neve, ghiaccio e rocce. Lavorano in oltre 150, suddivisi in squadre di 20-30, tra vigili del fuoco, soccorso alpino, militari, polizia, personale della Croce rossa. Le speranze sono riposte nel corpo centrale dell’albergo, dove è possibile che possano essersi concentrate la maggior parte degli ospiti in attesa che arrivasse lo spazzaneve o comunque in attesa di andare via, mercoledì 18 nel primo pomeriggio. Poi è arrivata la slavina.

I funerali di Alessandro Giancaterino

E nella mattina di martedì 24 gennaio, in un clima di profonda commozione, si sono svolti nella chiesa di San Nicola Vescovo di Farindola i funerali di Alessandro Giancaterino, il 43enne capo cameriere vittima della valanga. La camera ardente è stata allestita nella sala consiliare comunale. Alessandro era il fratello dell’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino. Intanto i carabinieri del Comando provinciale di Pescara stanno raccogliendo le testimonianze dei superstiti, ai fini dell’inchiesta avviata dalla Procura. Oggi sono stati sentiti per cinque ore Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, fidanzati. Deposizioni raccolte dal comandante del Nucleo investigativo dell’Arma a Pescara, maggiore Massimiliano Di Pietro, e dal tenente colonnello dei carabinieri forestali Annamaria Angelozzi.

Protezione civile: riprendono le operazioni di sorvolo della zona

Dalla Protezione civile fanno intanto sapere che il miglioramento delle condizioni meteorologiche ha consentito di pianificare diversamente le operazioni di volo, organizzando tre missioni diverse: una su Rigopiano, una su Lama dei Peligni, e un ulteriore sopralluogo sulla diga di Campotosto, dove erano già state fatte opportune valutazioni tecniche. E prosegue l’attività svolta con i droni, particolarmente intensa e utile per capire e valutare determinate situazioni nell’area. Compresa la stabilità delle masse nevose nella zona sovrastante l’hotel Rigopiano, tenendola d’occhio anche a tutela di quanti impegnati nelle operazioni di ricerca e recupero.

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