Consulta: ammissibili quesiti su voucher e appalti. Camusso: “campagna referendaria: 2 sì per liberare il lavoro. Su art 18 ricorso alla Corte Europea”

Consulta: ammissibili quesiti su voucher e appalti. Camusso: “campagna referendaria: 2 sì per liberare il lavoro. Su art 18 ricorso alla Corte Europea”

La Consulta dichiara “ammissibile la richiesta di referendum denominato abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti”. Ancora “ammissibile la richiesta di referendum denominato abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”. La Consulta invece dichiara “inammissibile la richiesta di referendum denominato abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi”.  Il via libera arrivato dalla Consulta apre la strada a due referendum e il più importante è certamente quello sui voucher, i buoni lavoro che il Jobs Act ha ampliato e modificato. Il quesito chiede di abrogare queste norme. Il governo ha già reso noto di voler intervenire su questa materia. Se lo farà con una nuova norma, il referendum cadrà. Ma prima la nuova norma dovrà passare al vaglio dell’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione, che verificherà se sia aderente all’istanza quesito referendario.

I quesiti sono a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare della Cgil “Carta dei Diritti Universali del Lavoro”. Il 1 luglio 2016 erano state depositate in Corte di Cassazione oltre 1,1 milioni di firme per ognuno dei tre quesiti referendari. Il 9 aprile 2016 è iniziata la raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare e dei quesiti. Il 23 marzo i referendum sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 69.

La consultazione referendaria, secondo quanto prevede la legge, dovrà svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. Salvo, però, elezioni anticipate: in questo caso, la legge (articolo 34 della legge 352 del 1970, che regola l’iter referendario) prevede che i referendum abrogativi che hanno avuto il via libera dalla Cassazione e dalla Corte Costituzionale vengano ‘congelati’ fino all’anno successivo. “Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte Costituzionale, il presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri – prevede l’articolo 34 della legge sui referendum – indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Nel caso di anticipato scioglimento delle Camere o di una di esse, il referendum già indetto si intende automaticamente sospeso all’atto della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto del presidente della Repubblica di indizione dei comizi elettorali per la elezione delle nuove Camere o di una di esse. I termini del procedimento per il referendum – prevede ancora la legge – riprendono a decorrere a datare dal 365esimo giorno successivo alla data delle elezioni”.

Susanna Camusso, segretario generale Cgil, in conferenza stampa: “siamo in campagna elettorale. Chiederemo tutti i giorni al governo quando si voterà”

“Da oggi siamo in campagna elettorale e da oggi chiederemo al governo tutti i giorni quando si voterà”, ha detto il segretario generale della Cgil durante la conferenza stampa convocata nella sede di Corso Italia a Roma. “Abbiamo notato in questi giorni che c’è stato un dibattito intenso nel paese sui quesiti. A nostra memoria non ricordiamo un’attenzione analoga”, ha detto Camusso che ha criticato la decisione del governo di intervenire con l’Avvocatura: “Non era dovuto”, ha detto la segretaria generale della Cgil.  “Noi siamo convinti che la libertà delle lavoratrici e dei lavoratori passa attraverso la loro sicurezza”. Sul quesito relativo all’articolo 18 Camusso non nasconde la possibilità di ricorrere alla Corte europea. “Valuteremo le motivazioni della corte”, ha spiegato rivelando che a breve partiranno una serie di incontri in Parlamento con alcune forze politiche – M5s, Sinistra Italiana e Centro democratico – per cercare di promuovere e sostenere alcune proposte di legge sui temi del lavoro. “Il giudizio della Corte costituzionale non ferma la nostra battaglia sull’insieme dei diritti dei lavoratori. Parte da oggi la campagna elettorale per i due quesiti accolti dalla Consulta. Pensiamo sarà una campagna elettorale impegnativa”. “Crediamo che ridare diritti al lavoro – ha spiegato Camusso – sia il modo di cambiare il paese e di avere tutt’altra Italia”.

Camusso. “I voucher non sono un fenomeno marginale”. Al presidente Inps Boeri: “riveli i nomi dei grandi utilizzatori”

Sul tema dei voucher Camusso ha ricordato che sono uno strumento che riguarda “milioni di lavoratori nel nostro paese. Non stiamo parlando di fenomeni marginali”. Come, parlando del secondo quesito accolto dalla Consulta, quello sugli appalti, ha ricordato che nei dibattiti spesso non compariva: “Parliamo di milioni di persone che lavorano nel mondo degli appalti e subappalti. Un mondo che più facilmente è inquinabile”. Susanna Camusso non risparmia una replica a Tito Boeri, presidente dell’Inps, che in un’intervista a Repubblica aveva criticato l’utilizzo di 75.000 voucher da parte della Cgil, e aveva definito l’organizzazione sindacale “ipocrita”. Camusso ha affermato: “Noto che il presidente dell’Inps Tito Boeri dice che noi abbiamo investito nell’ultimo anno 750mila euro in voucher e la Cisl ne ha utilizzati per 1,5 milioni euro. Per quanto ci riguarda equivalgono a 3,5 persone l’anno, così smettiamo di fare molta fantasia”. Inoltre, “ci stupisce – prosegue – che abbiamo chiesto all’Inps di darci i dati dei principali utilizzatori di voucher e ci è stato detto che non è possibile. Allora vorremmo sapere come fa l’Inps ad avere i dati su determinate organizzazioni ed essere impossibilitata a darli per i grandi utilizzatori”. Infine, al governo, e a Poletti in particolare, che ha annunciato piccoli ritocchi per riformare i voucher, Susanna Camusso ha risposto: “Abbiamo sentito il presidente del consiglio parlare di correttivi. I voucher sono uno strumento malato, bisogna avere il coraggio di azzerare una cosa che promette solo malattia”.

Camusso. “Solidarietà ai giornalisti dell’Unità” sottoposti a licenziamento collettivo

E proprio in occasione della presentazione della campagna referendaria, Susanna Camusso ha voluto rivolgere ai giornalisti dell’Unità la solidarietà dell’organizzazione di Corso d’Italia. “Tutta la nostra solidarietà ai giornalisti dell’Unità”, ha detto Camusso, dopo aver ricevuto la notizia sui licenziamenti “saremo al loro fianco”. Il comitato di redazione del quotidiano fondato da Antonio Gramsci aveva comunicato infatti che “la situazione all’Unità precipita”, spiegando che “in modo assolutamente unilaterale l’amministratore delegato, Guido Stefanelli (attraverso una delegata dell’azienda Pessina), oggi ha annunciato di voler dare il via a licenziamenti collettivi senza ammortizzatori sociali, anziché proseguire nella trattativa con il sindacato per la trasformazione di articolo 1 in articoli 2”. “Licenziamenti ai quali – prosegue il cdr – il direttore Sergio Staino ha detto volersi opporre fermamente”.

De Petris, capogruppo Sinistra Italiana al Senato: “Inconcepibile. Sentenza politica”

“Con tutto il dovuto rispetto per le sentenze della Corte Costituzionale, non condividiamo la decisione di dichiarare inammissibile il più importante e significativo tra i referendum sul lavoro, quello sull’art. 18. Dal momento che in circostanze analoghe erano stati dichiarati ammissibili altri referendum, è difficile evitare il dubbio che abbiano prevalso considerazioni di natura politica più che costituzionale”, afferma la capogruppo di Sinistra italiana al Senato Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto. “Ora – prosegue De Petris – è dovere del governo fissare subito la data dei due referendum approvati dalla Corte e non cercare di aggirarli con espedienti e trucchi. Ricordiamo che il quesito referendario propone l’abolizione dei voucher e non una loro semplice revisione: rimaneggiare i voucher per evitare il referendum significherebbe espropriare il popolo del suo diritto costituzionale a esprimersi col referendum”. “Il governo deve e può fissare subito la data dei referendum anche con il rischio che si svolgano in primavera le elezioni politiche anticipate. E’ già stata presentata infatti la nostra proposta di legge per consentire di celebrare i referendum anche a comizi elettorali già indetti. Basta approvarla rapidamente per lasciare agli elettori il diritto di esprimersi nei due referendum sul lavoro anche in caso di elezioni politiche”, conclude la capogruppo di Sinistra italiana.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.