Prima giornata di ritorno: la Juve cade a Firenze, le altre tutte vittoriose, si avvicinano rimettendo in gioco un bel campionato

Prima giornata di ritorno: la Juve cade a Firenze, le altre tutte vittoriose, si avvicinano rimettendo in gioco un bel campionato

Il tema della ventesima. Una super Fiorentina batte una brutta Juve, riaccendendo di colpo i riflettori sul torneo,  grazie anche ai contemporanei successi delle immediate inseguitrici le quali, ora, con le distanze più ravvicinate, possono augurarsi di tutto. Per ora c’è una certezza: il campionato ha svoltato bene e, dopo la conclusione del girone d’andata, promette un appassionante ritorno per la conquista di tutte le piazze che contano, compresa la prima.

Vecchia Signora e Signoria.  In quella che ormai storicamente per la Juventus è una delle due trasferte più insidiose di sempre (l’altra è Napoli), la Vecchia Signora, in una gelida serata invernale, è scivolata  malamente sul terreno del Franchi di Firenze dove l’antica rivale viola, riscoprendo la sua nobile signoria, l’ha neutralizzata sotto tutti i punti di vista, facendo sorgere questo dubbio: troppo in palla una impeccabile Fiorentina oppure troppo distratta una irriconoscibile Juve? L’aggressività, il ritmo, la determinazione dei gigliati, nel primo tempo, hanno reso impotente il modulo bianconero e,  anche nella ripresa,  dopo il raddoppio e il quasi immediato gol di Higuain, il successo dei padroni di casa non è mai apparso in bilico, neppure quando Allegri, utilizzando tutte le sostituzioni, ha giocato con cinque attaccanti cinque. Oltre ai tre punti lasciati alle più immediate inseguitrici, a preoccupare adesso, in casa bianconera, è la conferma dell’ulteriore crollo della difesa (4 gol in pochi giorni), ossia del reparto fiore all’occhiello juventino ma anche della limitata e carente prestazione dei centrocampisti nonché della pessima giornata di Dybala appesantita nel finale con il pallone del possibile pareggio mandato alle stelle. Quattro sconfitte fuori casa, tutte subite dopo gli impegni infrasettimanali di Champions e l’ultima di Coppa Italia, devono far meditare sulla effettiva tenuta psicofisica dei campioni bianconeri, destinati per storia e tradizione, purtroppo a vincere sempre ma, quando le serie si interrompono, è forse il caso di pensare ai rimedi. Fiorentina destinata ad inserirsi al vertice, se continua così, alla grande.

Intanto la Roma.  Continua a vincere, è la terza volta consecutiva e la seconda fuori casa, ritornando nella capitale col bottino pieno dopo due trasferte con il minimo scarto. I giallorossi, anche a Udine, hanno sprecato parecchio, Dzeko pure un calcio di rigore, ma non hanno mai sofferto più di tanto. Ora, grazie anche al recupero di Crotone che la Juve deve ancora giocare, la Roma è a un solo punto dalla vetta… e, pur ipotizzando un distacco potenziale di quattro lunghezze, gli uomini di Spalletti non possono più mollare la presa, anche perché la Juventus sembra essere scesa fra i comuni mortali.

Il  Napoli vince nella ripresa. A priori, sembrava facile col Pescara ultimo, ma solo nella ripresa e in due soli minuti, il Napoli è riuscito a sbloccare la situazione, acciuffando tre preziosi punti che valgono il doppio nella stretta posizione di classifica fra la Roma davanti e la Lazio dietro, entrambe vincenti. Questo, per gli uomini di Sarri, è il tredicesimo risultato utile consecutivo, nella strenua difesa della terza posizione.

Lazio sempre più su. Valgono doppio i punti conquistati dalla Lazio nella sofferta ma meritata vittoria sull’Atalanta, quasi uno spareggio per rimanere nelle seconde linee della zona europea e gli uomini di Inzaghi hanno risposto bene, riuscendo prima a pareggiare e poi ad assicurarsi la vittoria che consente loro di continuare a sognare e domenica si va a Torino ad affrontare la capolista.

Avanza l’Inter.  A spron battuto, quinta vittoria di fila, l’Inter di Pioli, ha rimontato e surclassato il Chievo nei venti minuti finali, dopo un lungo assedio nel quale s’era distino il portiere ospite, il vecchio Sorrentino, con notevoli interventi salva porta. Al di là della positiva catena di risultati, l’undici milanese appare rigenerato sotto tutti gli aspetti e Pioli sembra aver trovato i rimedi giusti dopo la disastrosa partenza iniziale e, ora che anche la società cinese appare voler stare più vicina alla squadra, vedi acquisto di Gagliardini, tutto lascia sperare un rientro fra le grandi.

Torino-Milan.  E’ stata una gran bella partita, spettacolare e avvincente che, dopo la prima mezz’ora, col Milan sotto di due gol (Belotti e Benassi),  sembrava si chiudesse  con la concessione di un rigore al Toro ma Ljajic, però, se lo faceva parare da Donnarumma; nella ripresa i rossoneri accorciavano grazie ad una rete non rete (di Bertolacci) convalidata sull’orologio dell’arbitro grazie alla tecnologia del  Var a conferma che la palla era entrata; poco dopo il Milan pareggiava su rigore con Bacca e alla fine, oltre al corposo 2-2,  si registravano anche 7 ammoniti e un espulso, Romagnoli. Ma, soprattutto, le statistiche allungavano a ben 16 anni l’imbattibilità rossonera sul campo del Torino. Quindi, un tempo per uno e cinque minuti per squadra, per il duplice vantaggio da una parte, e per recuperare altrettanto dall’altra; così, al termine, meglio che niente, seppure con reciproche recriminazioni, solo un punto per uno, che non serve a nessuno per stare al passo delle altre concorrenti tutte vittoriose.

Dal centro classifica in giù.  Qui vincono solo il Cagliari che, con uno squillante poker ricaccia ancora più giù un Genoa in disarmo (quarta sconfitta consecutiva) e il Bologna, vittorioso a Crotone; l’Empoli, impattando a Genova contro la Sampdoria guadagna un punto che gli consente di aumentare a otto lunghezze il distacco dalla terzultima che è il Palermo, abbattuto da un Sassuolo in ripresa, mentre, ancora una volta sono rimaste fermi al palo con il lanternino di ultimi Crotone e Pescara.

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