Oltre mezzo milione di donne e uomini a Washington in marcia contro Trump. Michael Moore: “siamo qui per porre fine al massacro Trump”

Oltre mezzo milione di donne e uomini a Washington in marcia contro Trump. Michael Moore: “siamo qui per porre fine al massacro Trump”

Dall’iniziale stima di 200.000 persone scese in strada a Washington per partecipare alla manifestazione delle donne, cui partecipano anche tanti uomini, contro il presidente Donald Trump, si è arrivati ad almeno mezzo milione. Ad fornire la cifra è il vicesindaco della capitale, Kevin Donahue, secondo il quale altre persone continuano ad arrivare. Independence Avenue, una delle due principali arterie della città che corrono accanto al National Mall, il lungo viale verde che attraversa il cuore della Washington monumentale e dei musei, è cosi’ affollata che è impossibile immettersi nel serpentone di manifestanti lungo un chilometro e mezzo. I dimostranti sono così tanti che decine di migliaia stanno vagando sullo stesso Mall, impossibilitati a raggiungere il centro della manifestazione. Le donne hanno un cappello rosa in testa e hanno battezzato la manifestazione la marcia delle “Pussyhats”, nomignolo che deriva da una gaffe video dello stesso Trump in campagna elettorale. Ma la protesta non si svolge solo a Washington. Altre manifestazioni sono state organizzate a Boston, New York, Denver e Chicago. Qui, nella città adottiva di Barack Obama, il Chicago Tribune riferisce di 150.000 manifestanti che non riescono materialmente a marciare per le strade e si sono riunite nel centro della città per un happening.

Gli interventi della sindaca di Washington e del regista Michael Moore: “la maggioranza degli americani è qui”

“Ciao marcia delle donne suWashington…!”. L’oceanica protesta diretta contro il neo presidente statunitense Donald Trump si è aperta con queste parole rivolte alle centinaia di migliaia di persone che partecipano alla manifestazione dal sindaco della capitale statunitense Muriel Bowser che indossava un “pussyhat”, il cappello di lana rosa con la orecchie da gatto e fatti a mano, diventati simbolo della protesta contro il sessismo che oscura la reputazione del nuovo inquilino della Casa bianca. Subito dopo ha preso la parola dal palco il regista americano Michael Moore, feroce oppositore di Trump: “Ciao, è incredibile… Non riesco nemmeno a vedere la fine di tutta questa folla. Ci deve essere almeno un milione di persone qui…”. Moore ha poi mostrato una copia del Washington Post su cui campeggiava il titolo “Trump prende il potere”. “Non credo proprio…!” ha lanciato. “Il potere è qui, la maggioranza degli americani è qui. Il presidente intende mettere fine al massacro americano. Mister Trump, noi siamo qui per mettere fine al massacro Trump”. Moore a quel punto ha strappato il giornale. Decine di migliaia di donne avevano cominciato fin dalle prime ore del mattino a occupare l’area davanti al National Mall diWashington per manifestare contro Trump. Hillary Clinton ha deciso di non partecipare alla marcia ma ha postato un tweet esprimendo il suo appoggio alla iniziativa. “Grazie per sostenere, per parlare e per marciare per i nostri valori. È più che mai importante. Credo davvero che insieme siamo sempre più forti”, ha scritto l’ex candidata democratica, sconfitta alle elezioni dell’8 novembre scorso.

Scarlett Johanson: “ansiosi di scoprire come le prossime iniziative di Trump condizioneranno le nostre vie”

L’attrice Scarlett Johanson è tra i volti più noti che hanno partecipato alla marcia delle donne, con tanti uomini, a Washington contro Donald Trump. La protagonista di “Lost in translation” e “La ragazza con l’orecchino di perla” ha detto che è disposta a sostenere il presidente Trump “ma prima di tutto chiedo a lui di sostenere me. Di sostenere mia sorella, mia madre, i miei migliori amici le donne e gli uomini che sono qui oggi ansiosi di scoprire come le sue prossime iniziative condizioneranno le loro vite”.

Alla marcia anche l’ex segretario di Stato John Kerry

Scomparso dai radar ancora prima dell’insediamento di Donald Trump, lasciando il dipartimento di Stato ad uno dei suoi vice, oggi l’ex segretario di Stato John Kerry si è unito alla marcia delle donne, ma con tanti uomini, contro il presidente che si sta svolgendo a Washington invasa da almeno 500.000 persone. Con un giubbotto di pelle martrine e al guinzaglio il suo labrador, Kerry ha salutato quanti lo hanno accolto festanti, chiamandolo per nome.

La gaffe del trumpiano doc, Michael Flynn jr: “cosa vogliono le donne? Manicure e pedicure gratis?”

Prende in giro la marcia delle donne il figlio del nuovo consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, Michael Flynn Jr non nuovo alle gaffe sui social media. “Le donne hanno già pari diritti, e anche pari stipendi in questo paese. Cosa vogliono di più? Manicure e Pedicure gratis?”, ha scritto su twitter il giovane Flynn costretto nei mesi scorsi a lasciare il team per la transizione dopo l’ondata di critiche per i suoi tweet sul cosiddetto ‘pizzagate’, le false notizie secondo cui il consigliere di Hillary Cliton, John Podesta, era a capo di una gang di pedofili in una pizzeria di Washington.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.