Milioni di inglesi non vogliono Trump e chiedono di annullare la visita di stato. Se ne occuperà il Parlamento. Gli italiani a maggio sapranno fare lo stesso?

Milioni di inglesi non vogliono Trump e chiedono di annullare la visita di stato. Se ne occuperà il Parlamento. Gli italiani a maggio sapranno fare lo stesso?

Il Parlamento britannico dibatterà la richiesta di cancellare la visita di stato di Donald Trump, in virtù del milione e seicentomila firme già raccolte in una petizione popolare, a sostegno della totale cancellazione o della revisione dell’invito. Il dibattito avrà luogo nell’Aula di Westminster il prossimo 20 febbraio, e il Parlamento dovrà esaminare anche una petizione opposta, a sostegno della visita del presidente americano, che però ha raccolto solo 114mila firme.

La Commissione per le petizioni ha dato parere positivo al dibattito parlamentare dopo le proteste in tutta la Gran Bretagna a proposito del divieto imposto da Trump all’ingresso di cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana e della sospensione del programma per i rifugiati. La petizione sostiene che “A Donald Trump dovrebbe essere concesso di entrare nel Regno Unito nella sua funzione di capo del governo Usa, ma non dovrebbe essere invitato formalmente in una visita di stato poiché ciò comporterebbe un grave imbarazzo per la regina. La nota e ben documentata misoginia e la volgarità che egli usa lo squalificano al punto da non essere ricevuto dalla regina, né dal principe di Galles. Pertanto, durante il mandato presidenziale, Donald Trump non dovrebbe essere invitato nel Regno Unito in occasione di visite ufficiale di stato”. La petizione rivale invece, quella a sostegno della visita, scrive: “Donald Trump dovrebbe essere invitato per una visita ufficiale poiché egli è il leader di un mondo libero e il Regno Unito è un paese che sostiene la libertà di parola e non ritiene che chi non la pensa come noi debba essere imbavagliato”.

In una precedente occasione, il Parlamento britannico aveva già dibattuto sulla proposta di vietare l’ingresso di Trump nel Regno Unito dopo che l’allora candidato repubblicano si era detto a favore “di una chiusura totale ai musulmani”, Durante quella sessione, Trump venne variamente definito dai parlamentari come razzista demagogo, buffone e un idiota ignorante, anche se un’ampia maggioranza non ritenne che queste fossero ragioni sufficienti per impedirgli l’ingresso nel Regno Unito. Lo stesso Corbyn, leader dei laburisti, aveva consigliato di posticipare il dibattito sull’invito a Trump, fino a quando non fosse stato ritirata l’ordinanza esecutiva del divieto ai musulmani. Theresa May, la premier Tory, a Washington ha però preferito andare avanti, sostenendo che l’invito a Trump veniva direttamente dalla regina. Insomma, un gran pasticcio, che ha messo in imbarazzo il governo, il Parlamento e perfino gli stessi Windsor. Il ministro degli Esteri, Boris Johnson, ex sindaco di Londra, si è spinto a giudicare come sbagliata e offensiva l’ordinanza di Trump, ma ha consigliato di evitare ogni forma demonizzazione del presidente americano paragonandolo a Hitler.

In realtà, quel che sta accadendo a Londra e in Inghilterra riguarda molto da vicino anche l’Italia, perché Trump è atteso a Taormina dal 26 al 28 maggio in occasione del G7. Gli inglesi che hanno firmato la petizione anti Trump sono per ora un milione e 600mila, e si supererà la soglia dei due milioni. Che faremo noi italiani?

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.