Migranti. Un centinaio dal Cpa di Cona giunti in Emilia. Saviano chiede perdono a Sandrine. La Cgil lancia l’allarme xenofobia. Fratoianni e Paglia visitano il disumano Centro di accoglienza in Veneto

Migranti. Un centinaio dal Cpa di Cona giunti in Emilia. Saviano chiede perdono a Sandrine. La Cgil lancia l’allarme xenofobia. Fratoianni e Paglia visitano il disumano Centro di accoglienza in Veneto

Sono arrivati all’Hub regionale di smistamento di via Mattei a Bologna i primi migranti partiti dal centro di accoglienza di Cona, Venezia, dove due giorni fa c’è stata una rivolta. Il pullman è stato fatto entrare nel cancello della struttura, ex Cie, presidiata fin dalla mattinata da Polizia e Carabinieri. Il trasferimento di un centinaio di persone è stato disposto dal ministero dell’Interno. L’arrivo del bus è stato accolto da un presidio organizzato da un gruppo di area anarchica e antagonista, circa una decina di persone. Hanno esposto uno striscione con scritto: “non siete soli, solidali con chi si rivolta”. Sono stati tenuti a distanza dall’ingresso dalle forze dell’ordine, senza particolari tensioni.

Roberto Saviano su Facebook: “Addio Sandrine, e perdonaci per non averti trattata con rispetto e dignità”

“Addio Sandrine, che eri partita dalla Costa d’Avorio per raggiungere l’Europa e realizzare i tuoi sogni. Che avevi lasciato tuo figlio di 8 anni, nella speranza di poterlo portare presto con te in Italia, quel Paese che da lontano ti sembrava il paradiso”, scrive Roberto Saviano, su Facebook, riferendosi a Sandrine Bakayoko, la profuga ivoriana morta nel Centro di accoglienza di Cona. “Sapevi fare la parrucchiera ed era da qui che volevi iniziare per cambiare la tua vita: sognavi di trovare lavoro e di poter un giorno aprire un negozio tuo a Milano. Non ti avevano scoraggiata le migliaia di chilometri nel deserto africano, non ti aveva scoraggiata il viaggio su un barcone attraverso il Mediterraneo, non ti avevano scoraggiata nemmeno le difficoltà della vita in un centro di prima accoglienza sovraffollato, congestionato. Anzi – aggiunge Saviano – cercavi di alleggerire le giornate e gli animi tagliando i capelli e facendo acconciature alle donne del campo. Non ti lamentavi mai, nemmeno quando hai cominciato a stare male, nemmeno quando dopo i controlli in ospedale ti rimandavano al campo. Ieri mattina ti sei alzata presto per fare il bucato. Poi ti sei accasciata e sei rimasta stesa a terra nel bagno del centro accoglienza. Quando ore dopo ti hanno trovata lì dentro senza vita, le tue guance erano rigate dalle lacrime: forse avevi chiamato aiuto, ma nessuno ti ha sentita”. Saviano conclude: “So bene che ormai non serve a nulla, ma dobbiamo chiederti perdono, Sandrine. Perdono perché sei morta in un Paese che avrebbe dovuto proteggerti, perdono perché sei morta in un Paese che avrebbe dovuto trattarti con dignità, perdono perché non siamo stati all’altezza della fiducia che avevi riposto nel nostro Paese”.

Le preoccupazioni della Cgil. Massafra, segretario nazionale: “decisamente contrari a nuovi Cie”

“Esprimiamo forte preoccupazione per le affermazioni che giungono da tanta parte del mondo politico e istituzionale anche in riferimento alle possibili soluzioni che si stanno ipotizzando per affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti. Non è alimentando il clima di paura che si combatte il terrorismo”. scrive in una nota il segretario nazionale della Cgil, Giuseppe Massafra. “Ribadiamo la nostra contrarietà – prosegue il dirigente sindacale – all’apertura di nuovi centri di identificazione e di espulsioni in tutte le regioni d’Italia e chiediamo al ministro dell’Interno e al capo della Polizia di accogliere le parole del presidente della Repubblica, pronunciate in occasione del discorso di fine anno ‘l’equazione immigrato-terrorismo è ingiusta e inaccettabile’. Le politiche di accoglienza e di inclusione, rispettose dei diritti di ogni essere umano – aggiunge il segretario della Cgil – rappresentano la via maestra per favorire una maggiore coesione nel Paese e costituiscono il vero antidoto ad ogni forma di terrorismo. Chiediamo, pertanto, al governo di farsi garante del rispetto dei diritti umani delle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà, che per raggiungere l’Italia, hanno rischiato la vita o addirittura hanno trovato la morte. Propendiamo verso una politica d’inclusione che annulli progressivamente quelle disuguaglianze dentro cui spesso germoglia il seme dell’odio. Ribadiamo, inoltre, l’urgenza e la necessità di realizzare vie legali di ingresso e di perseguire con maggiore rigore i trafficanti di esseri umani. Da tempo la Cgil, insieme ad altre organizzazioni sindacali e sociali del terzo settore – conclude Massafra- ha avanzato proposte e si è confrontata con l’esperienza positiva dei programmi SPRAR a livello territoriale. Per questa ragione ritiene fondamentale l’implementazione e il rafforzamento di questo modello di accoglienza”.

Nicola Fratoianni e Giovanni Paglia, Sinistra Italiana, in visita al Cpa di Cona: “smantellare il Centro. Scenario disastroso”

“Smantellare il Cpa di Cona: è una tendopoli invivibile”. Nicola Fratoianni e Giovanni Paglia, deputati di Sinistra Italiana, lanciano l’allarme sulle condizioni in cui versa il centro di prima accoglienza in cui due giorni fa è morta la 25enne ivoriana Sandrine Bakayoko. I deputati hanno visitato il Cpa di Cona nella mattina di mercoledì. “Le condizioni di vita sono totalmente inadeguate. Mille quattrocento persone stipate all’interno di tende, come una Calais italiana. Non hanno riscaldamento, né acqua calda. Sono ovviamente tutti ammalati”, spiega Paglia. Il presidio sanitario è ridotto ai minimi termini: “Consiste in un medico presente nella struttura solo qualche ora al giorno. I migranti – aggiunge Paglia – riferiscono che il medico si limita a dare un’aspirina a tutti, quale che sia la malattia. Poi ovviamente, quando invece del malanno di stagione si presenta una malattia più seria, il povero malcapitato muore. Ed è quello che è successo prevedibilmente a Sandrine”. Sul Cpa di Cona, Sinistra Italiana ha acceso i riflettori da tempo, con tre interrogazioni al governo. “Prima della morte di Sandrine la situazione era già di alta tensione. Anche prima che arrivasse l’inverno Cona era un brutto posto in cui stare. Con le basse temperature e il gelo – osserva Paglia – è diventato un posto invivibile”. Nicola Fratoianni parla di “scenario disastroso” testimoniato da alcune foto che ha postato su Twitter: “E’ impraticabile, un luogo lontano da qualsiasi senso di umanità e vivibilità. Il che – attacca – dimostra il totale fallimento delle politiche emergenziali. Quello dell’immigrazione – allarga il discorso Fratoianni – è un fenomeno con cui dovremo fare i conti e allora dico al ministro dell’Interno Minniti che riaprire i Cie è l’esatto opposto di quello che serve”. La ricetta di Sinistra italiana è piuttosto quella della “accoglienza diffusa con politiche di integrazione e mediazione. Il governo ha gli strumenti, non coercitivi, per distribuire i migranti nei Comuni. Deve farlo perché questo è un fenomeno strutturale”. Paglia conclude: “Il modello è l’accoglienza diffusa. Il concentramento a Cona è avvenuto perché i sindaci leghisti di alcuni comuni del Veneto l’hanno negata. E’ venuto il momento di vincere quelle resistenze”.

La Lega Nord: “i nostri sindaci si oppongono all’acogglienza diffusa”

Ormai sempre più testimone del lepenismo italiota, la Lega di Salvini guida le posizioni più oltranziste e xenofobe, inaugurate da Roberto Calderoli. Invece di accoglienza, parla di espulsioni di massa, di muri da alzare, di prsone da abbattere nella loro dignità. In una nota, Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda, scrive: “La Lega Nord dice no a questo assurdo progetto”, di assegnazione ad ogni comune di profughi e migranti con una ratio di 2,5 per ogni mille abitanti, “e ribadiamo che i nostri sindaci, a cominciare dai tanti sindaci che abbiamo in Lombardia, la Regione dove con il maggior numero di richiedenti asilo ospitati, più di 23mila, continueranno ad opporsi a qualsiasi proposta di accettare immigrati su base volontaria, perché per i nostri sindaci vengono prima i nostri cittadini. Gli immigrati che il Governo del Pd ha fatto entrare e sta facendo entrare se li prendano i sindaci del Pd”. Se facciamo un banale calcolo aritmetico, partendo dal numero dei comuni lombardi oltre i 1000 abitanti, 1400 circa, e dividiamo il numero dei profughi accolti, 23mila, avremmo la bellezza di 16 migranti per comune. Sarebbe questa l’invasione di cui blaterano Roberto Calderoli e i vertici della Lega? No, è solo la brutta copia lombarda del lepenismo: costruire il consenso sulla pelle dei migranti, calpestandone umanità, dignità, diritti.

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