Messaggio di Mattarella: lavoro, problema numero uno, precario, saltuario, sottopagato, i giovani in primo piano. Disagio sociale, disuguaglianza. Renzi, ipocrisia al potere: “Condivido tutto”. Si allontanano le elezioni. Giudizio positivo di Sinistra Italiana

Messaggio di Mattarella: lavoro, problema numero uno, precario, saltuario, sottopagato, i giovani in primo piano. Disagio sociale, disuguaglianza. Renzi, ipocrisia al potere: “Condivido tutto”. Si allontanano le elezioni. Giudizio positivo di Sinistra Italiana

È vero che in democrazia ognuno può dire quel che gli pare. Ma il troppo, come si dice, stroppia, anche in una democrazia un po’ abbacchiata come la nostra. Il Presidente della Repubblica non aveva ancora finito di terminare il messaggio di fine anno indirizzato alle italiane e agli italiani, lo hanno ascoltato in circa 10 milioni, che Renzi Matteo stava già mettendo in funzione il telefonino per chiamare il Quirinale e far sapere il suo “apprezzamento per il bel discorso”. Ricordava fra gli altri “il tema del lavoro, quello dei giovani” e concludeva: “Condivido totalmente le parole sulla situazione politica italiana e sulle priorità dell’Agenda istituzionale”. Lo seguiva il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini che definiva Mattarella “un riferimento sicuro”. Siamo certi che Mattarella non apprezzerà, anche se non lo farà mai sapere, neppure a Eugenio Scalfari che, a volte, si fa portavoce, certamente non richiesto, del Capo dello Stato.

Così come siamo certi che a Renzi Matteo e al suo vice Guerini non saranno piaciuti i riferimenti che Mattarella ha fatto al problema del lavoro che “resta il numero uno”, ai giovani che lavoro non lo hanno, anche se, ha detto, qualche aumento degli occupati vi è stato, ma “insufficiente, sovente precario, saltuario, sovente sottopagato”. Si dà il caso che questi aggettivi delineano i voucher sui quali è nota la contrarietà del  Capo dello Stato che qualche tempo fa in una lettera inviata alla Cgil che teneva una iniziativa sui temi del lavoro con la richiesta fra l’altro dell’abolizione dei voucher per via referendaria, affermava: “Lo sfruttamento con l’odiosa pratica del caporalato, il lavoro sommerso, le elusioni, l’illegalità come l’utilizzo improprio dei voucher, le discriminazioni, trovano ancora spazio nel nostro Paese”. Proprio con Renzi governante, e con il ministro Poletti, i voucher hanno avuto una impennata spaventosa. Non se n’erano accorti? Sinistra Italiana, con i capigruppo di Camera e Senato Arturo Scotto e Loredana De Petris, non a caso affermano che “Il Capo dello Stato ci ricorda con grande efficacia che la questione italiana oggi si chiama disagio sociale, diseguaglianza, disoccupazione, Mezzogiorno che torna indietro. Questa è la sfida del 2017 su cui si misureranno la credibilità dei partiti e della politica”.

Scotto e De Petris: Le parole del Presidente incontrano un Paese inquieto, ricchissimo di voglia di cambiamento e di giustizia

“Le parole di Sergio Mattarella – proseguono –  anche di fronte alle crisi internazionali e all’incalzare del terrorismo incontrano il sentimento profondo di un Paese diviso e inquieto ma ricchissimo di voglia di cambiamento e di giustizia. Ritrovare il senso di una comunità di vita, dare un tetto e una stabilità a chi dopo il terremoto non vede una prospettiva, cercare la verità per Giulio Regeni e i nostri ragazzi e ragazze morti per mano del terrorismo, lottare contro la corruzione, garantire accoglienza a chi scappa dalle guerre: priorità fondamentali per un’agenda politica del Paese”. “Infine il richiamo a regole elettorali chiare e coerenti, dimostra ancora – conclude Sinistra Italiana – se mai ve ne fosse stato bisogno, il ruolo di garante esercitato con giudizio ed imparzialità. Grazie Presidente”. Ci domandiamo ancora come è possibile che Renzi Matteo condivida le parole del Capo dello Stato “sulla situazione politica italiana e sulle priorità dell’Agenda istituzionale”. Come è noto l’ex premier vuole elezioni subito in compagnia di Salvini, mentre Beppe Grillo non pare più impaziente. Se ben ricordiamo in una prima ipotesi il giovanotto di Rignano ipotizzava subito il  Congresso del Pd e le elezioni ad aprile. Poi ci ha ripensato e le elezioni le vuole ai primi di giugno. Mattarella è  stato chiaro. Ha raccontato di aver ricevuto lettere in cui, appunto, gli veniva fatta tale richieste e lui aveva risposto che “all’inizio di questo mese si è svolto il referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, con alta affluenza, segno di grande maturità democratica. Chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria. Occorre – prosegue – che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge. Queste regole, oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale”. “L’esigenza di approvare una nuova legislazione elettorale – aggiunge – mi è stata, del resto, sottolineata, durante le consultazioni, da tutti i partiti e i movimenti presenti in Parlamento. Con regole contrastanti tra loro, chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso nei loro confronti e contrario all’interesse del Paese. Con alto rischio di ingovernabilità.

 Nuove regole elettorali,governare problemi di grande importanza richiedono mesi

Risolvere, rapidamente, la crisi di governo era, quindi, necessario sia per consentire al Parlamento di approvare nuove regole elettorali sia per governare problemi di grande importanza che l’Italia ha davanti a sè in queste settimane e in questi mesi”. Più chiaro di così non poteva essere. Parla non solo di settimane ma di “mesi”. E’ d’accordo Renzi Matteo? La domanda vale anche per Paolo Gentiloni il quale ha affermato che il messaggio di Mattarella “sarà un punto di riferimento per l’azione delle istituzioni nel 2017. Le parole di Mattarella sono per noi del governo fonte di ispirazione e di incoraggiamento”. Bene. Ma se così è, non può Gentiloni, come ha detto nella conferenza stampa, affermare che il suo governo porta avanti le riforme proseguendo il lavoro di Renzi. Perché il governo che si è dimesso, poi rinnovato con le solite facce, se ne è ben guardato dall’affrontare il disagio sociale, tanto per dirne una. Non siamo noi a dirlo. E’ proprio il Capo dello Stato, quando afferma che “Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini. Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie è un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune. Abbiamo, tra di noi, fratture da prevenire o da ricomporre. Tra il Nord del Paese e un Sud che è in affanno. Tra città e aree interne. Tra centri e periferie. Tra occupati e disoccupati. Barriere e difficoltà dividono anche il lavoro maschile da quello femminile, penalizzando, tuttora, le donne. Far crescere la coesione del nostro Paese, vuol dire renderlo più forte. Diseguaglianze, marginalità, insicurezza di alcuni luoghi minano le stesse possibilità di sviluppo”. Ancora: “Essere comunità di vita significa condividere alcuni valori fondamentali. Questi vanno praticati e testimoniati. Anzitutto da chi ha la responsabilità di rappresentare il popolo, a ogni livello. Non vi sarà rafforzamento della nostra società senza uno sviluppo della coscienza civica e senza una rinnovata etica dei doveri”. “La corruzione, l’evasione consapevole degli obblighi fiscali e contributivi, le diverse forme di illegalità – prosegue – vanno contrastate con fermezza. Le difficoltà, le sofferenze di tante persone vanno ascoltate, e condivise.

Vi sono domande sociali vecchie e nuove. Le persone vanno ascoltate

Vi sono domande sociali, vecchie e nuove, decisive per la vita di tante persone. Riguardano le lunghe liste di attesa e le difficoltà di curare le malattie, anche quelle rare; l’assistenza in famiglia agli anziani non autosufficienti; il sostegno ai disabili; le carenze dei servizi pubblici di trasporto. Non ci devono essere cittadini di serie B. Sarebbe un grave errore sottovalutare le ansie diffuse nella società”. In particolare dovrebbe suonare ostico alle orecchie di Renzi  il fatto che le “persone vanno ascoltate”. Non fa parte del suo Dna.

Salvini: “Non è il mio presidente”. Grillo si riscopre italiano. Forza Italia: Ci piace il messaggio

Qualche parola sui commenti. Niente da dire su quanto affermato da Salvini il quale afferma che  Mattarella “non  è il suo presidente”. Si commenta da solo. Pollice verso dalla Meloni che ormai vive in simbiosi con il capo leghista. Grillo invece riscopre di essere italiano e nelle immagini diffuse si presenta sventolando un tricolore. Evita di nominare Mattarella e il suo messaggio. Lo ignora. Dice che “gli italiani sono i migliori e noi ( i grillini ndr) i migliori dei migliori”. Non si capisce da dove parlava, forse da Malindi dove si riposa dalle fatiche della politica. “Una guida  sicura”, dicono di Mattarella esponenti della maggioranza di governo, gli alfaniani. Berlusconi evita di fare commenti, lascia il compito al presidente dei senatori di Forza Italia, Romani, il quale esprime una valutazione positiva, d’accordo con molte cose dette dal Capo dello Stato.

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