Meningite: casi sotto controllo, nessuna epidemia. Il vademecum dell’Istituto Nazionale di Sanità e le precisazioni del ministero della Salute

Meningite: casi sotto controllo, nessuna epidemia. Il vademecum dell’Istituto Nazionale di Sanità e le precisazioni del ministero della Salute

Sono ormai sotto assedio i Pronto Soccorso di mezza Italia. Al picco influenzale, che sarà toccato a cavallo dell’Epifania, va ad aggiungersi anche la fobia per i casi di meningite che hanno interessato in queste ore soprattutto il Lazio, la Campania, la Toscana e la Liguria. Si tratta di casi diversi tra loro e nella gran parte, messi in totale sicurezza, da terapie tradizionali antibiotiche e di contrasto con specifiche profilassi. Accanto a tutto questo, oltre che il ricorso spesso precipitoso e nella gran parte dei casi inutile, si registra un afflusso considerevole negli studi dei medici del territorio (medici di famiglia) che in queste ore sono veramente l’argine, oltre che al virus influenzale, anche alle richieste d’informazioni sulla meningite. Tanti i cittadini che hanno chiesto e voluto la vaccinazione contro la malattia, soprattutto giovani. Quello che è certo, è che il Ministero della Salute, tranne un link che riportava ad una nota informativa del 21 dicembre sull’influenza e le sue forme gravi e complicate, manteneva un sereno riserbo, tranne poi, nella serata accorgersi della preoccupazione della pubblica opinione, ed intervenire con una nota articolata e piena di numeri che siamo in grado di fornire ai nostri lettori

La nota del ministero della Salute. Nessuna emergenza, tendenza in diminuzione. Non c’è epidemia

“Il termine ‘meningite’ si riferisce a una condizione clinica di gravità variabile, che, soprattutto, può essere determinata da germi assai vari che colpiscono in maniera episodica, difficilmente prevedibile, attraverso contatti/portatori sani, la cui identificazione è importantissima per sviluppare azioni di contenimento della diffusione dei germi stessi. Possono causare la meningite batteri come il meningococco (di vari ceppi, come il tipo B e il tipo C, molto aggressivo, di recente e alta visibilità nelle cronache a causa della sua concentrazione in Regione Toscana e della sua letalità, oppure altri tipi come A, Y, W135), lo pneumococco (l’agente della polmonite invasiva), l’emofilo influenzale, ma anche il bacillo della tubercolosi, così come stafilococchi, streptococchi e batteri coliformi (batteri comuni, ma con aggressività variabile, spesso secondo le condizioni di salute della persona colpita), che però non danno origine alla malattia nella sua forma invasiva”. Così in una nota il Ministero della Salute in merito ai casi di meningite.

“Nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015 – continua il Ministero – Ciò è dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia, dove la situazione è costante, soprattutto per quanto riguarda l’infezione da meningococco di tipo C negli adulti già notata nel corso del 2014. Il numero totale dei casi di meningite, dovuti, quindi, anche agli altri germi indicati, è passato da 1479 nel 2014, a 1815 nel 2015 e a 1376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato. Per esempio, si sono verificati 940 casi di meningite da pneumococco nel 2016 (rispetto ai 1256 casi del 2015) e 80 da emofilo (rispetto ai 131 del 2015): come si vede una tendenza in diminuzione.

E’ anche da dire che la letalità della meningite è di circa il 10% nei casi dovuti a pneumococco (98 deceduti su 940 pazienti nel 2016) e di circa il 12% nei casi da meningococco (21 su 178 pazienti), che aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C (13 su 51 pazienti). Non si intende certamente minimizzare la gravità, spesso, della patologia, ma semplicemente riportare la questione entro i parametri della documentazione oggettiva”.

“Al momento non esiste alcuna situazione epidemica, la circolazione dei germi che causano la malattia è nella norma attesa in linea coi numeri degli ultimi anni, il presidio preventivo rappresentato dalla vaccinazione è disponibile per le classi di età a rischio e per le persone che presentano rischi particolari di contrarre una malattia invasiva grave e sarà in distribuzione gratuita secondo le previsioni del nuovo Piano nazionale, inserito per questi motivi nei Livelli Essenziali d’Assistenza che il Sistema Sanitario Nazionale eroga – si legge ancora – I nostri ospedali e i nostri medici garantiscono comunque e sempre un’assistenza e una terapia di primissimo ordine ai pazienti che vengano ricoverati per meningite. Il Ministero sta operando per garantire il consolidamento della copertura vaccinale, a supporto delle Regioni, anche con studi e ricerche che possano chiarire i meccanismi di trasmissione e di virulenza dei germi. Questo non significa non essere attenti e non garantire interventi tempestivi e mirati ogni volta che si verifichi una caso di meningite, così come non ci si stancherà mai di raccomandare la vaccinazione secondo la scheda vaccinale nazionale in corso di pubblicazione, ma è altrettanto vero che l’opinione pubblica deve poter comprendere con precisione quali siano i rischi e quali siano i comportamenti da tenere, escludendo ogni ingiustificato allarmismo. Per quanto riguarda il meningococco di tipo C, il più letale, le cifre dicono che ha causato 36 decessi negli ultimi quattro anni, in una popolazione di quasi 65 milioni di persone. Considerando tutti i ceppi di meningococco che danno la meningite, non si supera il 10% della letalità, anche in questo caso con 711 casi nel quadriennio (178 nel 2016) e 77 decessi registrati complessivamente (17 nel 2016). Se consideriamo l’intero quadriennio analizzato (dal 2013 al 2016), abbiamo 629 decessi per meningite da qualsiasi causa, a fronte di 6786 pazienti diagnosticati.

Per dare un’idea comparativa, i decessi da incidente stradale nel nostro Paese sono stati 3419 solo nell’anno 2015”.

Anche i medici di famiglia alzano gli scudi. Ecco la nota della Fimmg del Lazio

“Non c’è alcuna emergenza meningite nella nostra regione”, lo afferma la Fimmg la Federazione Italiana Medici di Famiglia del Lazio, in una nota in risposta alle numerose richieste dei pazienti. “In queste ore si sta diffondendo una infondata paura della possibilità, che nella nostra regione, sia in atto una epidemia da meningococco – dicono i medici – ma cio’ non trova alcun riscontro, anzi i casi di meningite nella nostra regione sono diminuiti se rapportati a quelli dell’anno 2015 e rientrano nella normalita’ statistica. I casi che si sono riscontrati e di cui la stampa ha dato risalto, sono da imputare a forme batteriche come lo pneumococco o l’escherichia coli (peraltro forma molto rara) ma non da meningococco che ha avuto un incidenza nel Lazio nel 2016 di 3,2 casi per milione di abitanti. Un caso a parte è la regione Toscana che dal 2015 e’ interessata da un aumento dei casi di meningococco C rispetto agli anni precedenti, anche nella fascia di età più adulta della popolazione e che di cons eguenza ha adottato misure di profilassi aggiuntive e temporanee rispetto al calendario vaccinale. L’attenzione adesso dovrebbe essere rivolta piu’ verso l’epidemia influenzale in rapida ascesa, che verso presunte epidemie di meningite dal carattere puramente mediatico”.

Ecco i consigli dell’Istituto Superiore di Sanità

Sulla meningite è puntuale l’Istituto Superiore di Sanità che apre il suo sito proprio sul punto e con una serie di consigli utili dei professori Giovanni Rezza e Paola Stefanelli, che per dovere d’informazione riportiamo integralmente.

 

Quali batteri causano la meningite?

 

Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X.

 

Quali sono i più aggressivi e quali i più frequenti?

 

Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l’ISS, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C.

 

Quali sono le fasce più a rischio di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco?

 

I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

 

Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e, esattamente, contro quali ceppi?

 

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C;
  • il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y;
  • il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

 

Sono obbligatori o raccomandati?

 

Alcuni vaccini sono già raccomandati ed offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite etc.) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche e/o dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa). Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà presto raccomandato per i bambini più piccoli anche a livello nazionale.

 

Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino?

 

La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Al momento, questo vaccino è gratuito solo in alcune Regioni, ma presto dovrebbero esserlo a livello nazionale. Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.

 

Negli adolescenti va fatta la vaccinazione? E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo?

 

La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto.

 

Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione?

 

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla ASL o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base.

 

Tornando alla stretta attualità va detto che migliorano le condizioni di salute della ragazza di 14 anni originaria di Palestrina (Rm) ricoverata al policlinico Umberto I di Roma con diagnosi di meningite meningococcica “sta meglio” e “sarà trasferita dalla rianimazione pediatrica al reparto di malattie infettive”. La giovane era stata ricoverata nell’ospedale romano il 31 dicembre e già da ieri le sue condizioni erano in via di miglioramento. Sono, invece, ancora in corso gli esami per conoscere il gruppo del meningococco responsabile della patologia.

E’ lievemente migliorato, ma resta in prognosi riservata e in gravi condizioni, l’uomo di 84 anni di Sulmona, ricoverato dal 28 dicembre scorso nel reparto di Rianimazione dell’ospedale peligno per aver contratto meningite pneumococcica. Lo fa sapere l’Asl 1 della Regione Abruzzo.

Il miglioramento delle condizioni dell’uomo – sottolinea l’azienda sanitaria – riguarda l’aspetto neurologico e il paziente continua a essere assistito nelle funzioni vitali con le modalità previste dai protocolli.

Il tipo di meningite diagnosticata – chiarisce ancora la Asl – non ha nulla a che fare con le altre forme della patologia causate da meningococco, registrate in Toscana e in altre regioni, di natura contagiosa e che richiedono profilassi nei confronti delle persone che vengono a contatto con il malato.

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