L’Unità. L’azienda procede a licenziamenti collettivi dei giornalisti senza ammortizzatori. La nostra solidarietà

L’Unità. L’azienda procede a licenziamenti collettivi dei giornalisti senza ammortizzatori. La nostra solidarietà

“Oggi l’azienda che edita l’Unità ha informato il comitato di redazione di voler procedere con la riduzione della forza lavoro del quotidiano. Non possiamo tollerare la violenza e la totale mancanza di rispetto nei confronti della rappresentanza sindacale di una azienda che oggi, a ventiquattro ore da un’assemblea dei soci decisiva per il futuro de l’Unità, ha deciso di inviare ad un incontro fissato da tempo una rappresentante delegata, che nulla ha a che vedere con l’azienda di cui siamo dipendenti, per comunicarci l’intenzione di procedere ‘immediatamente’ con una riduzione del personale senza percorrere la strada degli ammortizzatori sociali. In una parola: licenziamenti”. L’assemblea dei redattori dell’Unità, attraverso il comitato di redazione, comunica l’intenzione manifestata dalla proprietà di procedere a un numero indefinito di licenziamenti. “Non possiamo accettare la forma di quanto avvenuto – si legge nel comunicato del cdr – e di cui non era stato informato il Partito democratico, socio di minoranza, e il presidente del consiglio di amministrazione Chicco Testa, e ovviamente non possiamo accettarne la sostanza”. Poi: “Respingiamo al mittente con la massima fermezza, soprattutto, il tentativo di addossare la colpa di un atto unilaterale alla rappresentanza sindacale, accusata dall’azienda di aver respinto un piano di contenimento dei costi che prevedeva la trasformazione su base volontaria di 12 contratti ex articolo 1 in altrettanti ex articolo 2. Su quel piano, che pure abbiamo fortemente criticato per il danno che avrebbe provocato al prodotto, eravamo e restiamo disponibili a discutere come abbiamo scritto in comunicati e documenti che l’azienda ha ignorato per mesi senza dare alcun seguito alle nostre richieste di incontro”.

Il Cdr: “L’azenda, che non è stata in grado di presentare un piano industriale, punta a mantenere solo il sito Internet, affidato a una società esterna”

Il comunicato del Comitato di redazione prosegue: “La stessa azienda che per diciotto mesi non è stata in grado di presentare un piano industriale che garantisse futuro e progettualità al giornale, la stessa azienda che fin dalla ripartenza del quotidiano ha ignorato ogni nostro allarme circa l’assurda gestione della questione web, con un sito internet realizzato da una società esterna (che nulla ha a che vedere con la redazione de l’Unità) e totalmente sganciato da qualsiasi politica editoriale riferibile al quotidiano cartaceo. Un sito Internet che ora rischia di restare l’unica traccia in vita della storia del giornale fondato da Antonio Gramsci”. Ancora: “Sia chiaro all’azienda: siamo pronti a difendere i nostri posti di lavoro e il nostro futuro in ogni ambito, compresi i tribunali della Repubblica a cui chiederemo di fare luce su questi diciotto mesi di gestione. Alla vigilia di un’assemblea dei soci in cui gli azionisti di Unità Srl sono chiamati a garantire la sopravvivenza del giornale con una adeguata ricapitalizzazione, vogliamo ribadire che la responsabilità di questa situazione non è nostra e che, dunque, non possiamo essere noi a pagarla. I colpevoli hanno nomi e cognomi e ne risponderanno in tutte le sedi”. Oggi i giornalisti dell’Unità sono in sciopero, in attesa degli sviluppi dell’assemblea dei soci di domani.

La FNSI: “il sindacato dei giornalisti si schiera con i giornalisti de l’Unità”

“È gravissimo che il gruppo Pessina e il Partito democratico ritengano di abbandonare lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci a un destino di contrazione occupazionale e perdita di peso politico ed editoriale”, afferma la Fnsi in una nota in cui si legge che “la nuova proprietà dell’Unità, smentendo gli impegni assunti soltanto pochi mesi fa con la redazione e con la Federazione nazionale della stampa italiana di sostenere l’impresa editoriale e il suo sviluppo, starebbe per aprire una procedura di licenziamenti collettivi senza prendere in considerazione le soluzioni alternative previste dalla legge”. “Il sindacato dei giornalisti si schiera al fianco dei colleghi impegnandosi a tutelare in ogni sede i livelli occupazionali e il patrimonio culturale e professionale da loro rappresentato”, conclude la Fnsi.

Fonti interne al Pd: “sconcerto e indignazione per la decisione di licenziare i giornalisti de l’Unità”

“Esprimiamo il nostro sconcerto e la nostra indignazione nell’apprendere della decisione dell’Amministratore delegato dell’Unità di procedere all’invio di lettere di licenziamento collettivo, non solo senza aver interpellato il Pd, socio di minoranza, ma, peggio, senza alcun preavviso nei confronti dei lavoratori cui va la nostra piena solidarietà”. Lo spiegano fonti del Pd, a proposito della situazione de l’Unità. “Lo sconcerto è anche amplificato dal fatto che ciò è avvenuto alla vigilia dell’Assemblea dei soci prevista per domani 12 gennaio, nella quale il Pd dichiarerà la volontà di assicurare la continuità aziendale procedendo all’aumento di capitale pro quota”, sottolineano le stesse fonti. “Confidiamo che analoga decisione sia assunta dal socio di maggioranza. Se qualcuno invece con spregiudicatezza pensa di compromettere il progetto editoriale, a tutto danno dei lavoratori e della storia dell’Unità, sappia che il Pd è fortemente determinato a scongiurare che questo avvenga”, conclude il Pd.

Esprimiamo anche noi di Jobsnews ai colleghi giornalisti dell’Unità la nostra totale solidarietà e la ferma indignazione per l’atto unilaterale dell’azienda che gestisce lo storico giornale fondato da Gramsci nel 1924 da pochi mesi e che ha deciso di procedere al licenziamento collettivo dei lavoratori.

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