Istanbul. L’inchiesta sul massacro nella discoteca Reina procede tra diverse ipotesi. Come la caccia all’uomo. Le farneticazioni della rivendicazione Isis

Istanbul. L’inchiesta sul massacro nella discoteca Reina procede tra diverse ipotesi. Come la caccia all’uomo. Le farneticazioni della rivendicazione Isis

I servizi d’intelligence turchi rilevano significative somiglianze tra l’attentato della notte di Capodanno contro la discoteca Reina di Istanbul, in cui sono state uccise 39 persone, e quello all’aeroporto Ataturk del 28 giugno scorso, in cui morirono 45 persone. L’attacco nell’esclusivo locale Reina è stato commesso da uno sconosciuto che è tuttora in fuga ed è stato rivendicato dallo Stato islamico, gruppo terroristico che sinora non aveva mai reclamato la responsabilità di alcuni degli attentati attribuitigli dalle autorità turche (tra cui quello all’aeroporto).

Alcune ricostruzioni tentate dai quotidiani turchi

Secondo il quotidiano Hurriyet, la polizia ritene possibile che dietro ai due attacchi ci sia la stessa cellula dell’Isis. L’azione contro l’aeroporto era stata condotta da tre membri del gruppo jihadista provenienti da Russia e Asia centrale. Ora la polizia crede che anche l’autore della sparatoria di Capodanno possa essere un militante proveniente da Uzbekistan o Kirghizistan, sebbene le indagini riguardino anche cellule composte da persone di nazionalità turca. Alcune delle vittime sono morte per spari esplosi a distanza ravvicinata, secondo le autopsie eseguite sinora, uno degli elementi che sostengono la teoria secondo cui l’assalitore sarebbe un professionista, ha scritto il giornale Cumhuriyet. Il killer, ha spiegato a CNNTürk l’esperto di terrorismo Abdullah Agar, ha agito in modo “estremamente professionale” e dal suo modo di camminare asimmetrico sembra che in passato sia stato colpito da uno sparo alla gamba destra. Dal fatto che abbia esploso 180 proiettili contro la folla, come ha riferito HaberTürk, gli esperti deducono poi che abbia cambiato sei volte caricatore durante l’attacco, secondo alcuni media durato sette minuti.

Altri media propongono una lettura alternativa: l’attentatore è un poliziotto radicalizzato come nel caso dell’omicidio del’ambasciatore russo

Intanto, oggi il ministero dell’Interno di Ankara ha dato notizia del fermo di 147 presunti militanti dello Stato islamico nel corso dell’ultima settimana, dei quali 25 sono stati arrestati, ha scritto Hurriyet. E sempre secondo i media turchi, oggi sono state fermate anche otto persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato. Alcune importanti testate turche, come Hurriyet, Vatan e Sozcu, avanzano l’ipotesi che l’attentatore possa essere addirittura un poliziotto, considerata la facilità con cui il terrorista è giunto all’ingresso del locale e poi, una volta al suo interno, ha cambiato sei caricatori da 30 proiettili, scaricandoli praticamente senza sosta su una folla di 800 persone. Un poliziotto radicalizzato islamista aveva ucciso il 19 dicembre scorso ad Ankara l’ambasciatore della Russia, Andrey Karlov. Intanto, il ministro degli Interni turco Suleyman Soylu ha dichiarato, in una conferenza stampa, che il magistrato ha confermato la detenzione in carcere per 25 dei 147 sospetti jihadisti dell’Isis, arrestati in seguito all’attacco alla discoteca Reyna. Soylu ha ribadito che la caccia all’uomo continua, confermando che 274 operazioni anti Isis sono state effettuate dalle forze di sicurezza turche nelle ultime 36 ore in tutto il paese.

Le farneticanti parole dell’Isis nella “nota” diffusa per la rivendicazione

Il sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi e il nuovo portavoce dell’Isis hanno diffuso messaggi in cui esortano a colpire la Turchia e gli interessi turchi nel mondo. Lo rivela su Twitter Rita Katz, direttrice e co-fondatrice di Site, il sito Usa di monitoraggio dei jihadisti. “Con l’aiuto di Allah attacca la Turchia, trasforma in panico la loro sicurezza, e la loro calma nel caos”, è il testo di uno dei messaggi. Nel comunicato diffuso oggi sui social media dall’agenzia di propaganda jihadista Amaq, anche in lingua turca, l’Isis dichiara che l’attentatore ha usato granate e una pistola nell’assalto e accusa la Turchia di servire i cristiani. L’attentato è la risposta all’intervento militare turco in Siria contro lo Stato Islamico, aggiunge la nota. “Che il governo apostata della Turchia sappia che il sangue dei musulmani che viene sparso dai bombardamenti dei suoi aerei si trasformerà in fiamme nella sua casa”, conclude la farneticante “nota” dello Stati islamico.

Pr quanto riguarda le 39 vittime, 11 erano di nazionalità turca, uno con doppia nazionalità turco-belga, sette dell’Arabia Saudita, tre libanesi e tre iracheni, due tunisini, due indiani, due marocchini e due giordani, e cittadini del Kuwait, Canada, Israele, Siria e Russia. Il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier ha confermato lunedì che due residenti in Baviera, uno di nazionalità turca e uno con doppia cittadinanza, sono stati uccisi nell’attacco. Resta non del tutto chiara la dinamica relativa alla fuga dell’attentatore dalla discoteca. Secondo alcune testimonianze, pare che abbia lasciato le armi e sia uscito confondendosi nella calca, “approfittando del caos”, come rivelato anche dal primo ministro turco Binali Yıldırım.

 

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