Il Senato approva il DDL sul Cyberbullismo a tutela dei minori, con 224 sì (Pd, 5stelle, SI). Ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva

Il Senato approva il DDL sul Cyberbullismo a tutela dei minori, con 224 sì (Pd, 5stelle, SI). Ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva

L’aula del Senato ha approvato il ddl sulle disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, con 224 sì, un solo contrario e 6 astenuti. Hanno votato contro i centristi e Forza Italia, perché scondo loro il testo introduce la teoria gender. Il provvedimento, modificato dalla Camera e nuovamente da palazzo Madama, torna a Montecitorio. Il testo proposto dalla commissione ha espunto le norme penali introdotte dalla Camera per tornare all’impostazione originaria del ddl. L’articolo 1 indica le finalità della legge e definisce il fenomeno del cyberbullismo. L’articolo 2 prevede, a tutela della dignità del minore, l’istanza per oscuramento, rimozione o blocco di dati personali diffusi via internet. L’articolo 3 istituisce il tavolo tecnico per la prevenzione che redige un piano di azione, integrato con il codice di coregolamentazione a cui devono attenersi gli operatori di social networking e della rete. L’articolo 4 riguarda le linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto in ambito scolastico. L’articolo 5 riguarda l’informativa alla famiglie, le sanzioni in ambito scolastico e i progetti di sostegno e recupero. L’articolo 6 prevede che la polizia postale relazioni con cadenza annuale al tavolo tecnico e stanzia ulteriori risorse per lo svolgimento di attività di formazione in ambito scolastico. L’articolo 7 disciplina la procedura dell’ammonimento.

Elena Ferrara, Pd, prima firmataria del DDL: “abbiamo ribadito l’impegno per la tutela dei minori”

“Approvando in terza lettura il disegno di legge per la prevenzione e il contrasto delcyberbullismo, oggi l’aula del Senato ha ribadito il proprio impegno per la tutela dei minori. Rispondiamo ad una richiesta di aiuto che viene dai ragazzi, dalle famiglie, dagli insegnanti”, dice la senatrice del Pd Elena Ferrara, prima firmataria del disegno di legge, che torna alla Camera. “La libertà di espressione e quella di pensiero rientrano nei diritti fondamentali, ma quando si parla di minori – dice Elena Ferrara – tutti devono fare un passo indietro. Da qui l’esigenza di agevolare la rimozione di contenuti e accelerare il blocco dei siti o dei profili sulla base delle segnalazioni inviate anche dagli adolescenti, che oggi non possono sporgere denuncia autonomamente. Questo è l’impegno assunto, condiviso anche dai principali soggetti del web. Il disegno di legge introduce la procedura di ammonimento, come avviene per lo stalking, al fine di responsabilizzare i minori ultraquattordicenni autori di reati tenendoli però, nei casi in cui è consentito dalla legge, fuori dal penale. Un approccio rieducativo, condiviso da istituzioni, forze dell’ordine, eccellenze sanitarie, esperti di pedagogia e di diritto, famiglie, insegnati, fino agli studenti. Abbiamo rimesso al centro i minori, perché la cura delle vittime e il recupero dei responsabili sono possibili solo attraverso l’educazione al corretto utilizzo delle nuove tecnologie. L’auspicio ora è che si possa al più presto convergere sui punti di condivisione per chiudere in questa legislatura, con il definitivo passaggio alla Camera, un percorso da molti atteso. Manca solo un passo – conclude Elena Ferrara – sono certa che anche a Montecitorio ci sarà una forte presa di coscienza sulla necessità di rendere operativa la normativa al più presto”.

Le associazioni. L’Osservatorio nazionale bullismo: “una caso di bullismo al giorno nelle scuole”

“Oggi è un giorno importante perché è ripresa la discussione sul Ddl in materia di contrasto alcyberbullismo e al bullismo. Quello che preoccupa però sono i dati diffusi da Telefono Azzurro che denuncia come, ormai in Italia, si registri un caso di bullismo al giorno all’interno delle scuole italiane”, dichiara Paola Ferrari (Portavoce Osservatorio Nazionale bullismo e doping), per la quale è “fondamentale dunque arrivare alla fine del percorso di legge e continuare con impegno, come da anni fa l’Osservatorio Nazionale, nel lavoro di sensibilizzazione degli studenti italiani. Negli ultimi tempi abbiamo visto come l’età dei protagonisti si sia notevolmente abbassata e come gli episodi si susseguono a ritmi sempre più preoccupanti. Ancora una volta faccio appello a tutti gli adulti, genitori e corpo insegnante, affinché nel rapporto quotidiano con i ragazzi non dimentichino mai di lasciare uno spazio importante a questi temi”.

Save The Children: “bene l’approvazione, ma manca una norma specifica sul bullismo”

“Siamo soddisfatti dell’approvazione del nuovo testo del ddl sul Cyberbullismo, che prevede uno specifico riferimento ai minori nell’ambito di applicazione della legge. Ci auguriamo ora che la Camera possa approvare rapidamente il testo in via definitiva, così da poter dare una risposta concreta a un bisogno reale e urgente che coinvolge un numero sempre maggiore di minori nel nostro Paese”: è il commento di Fosca Nomis, responsabile relazioni istituzionali di Save the Children. Il testo approvato precedentemente alla Camera, spiega l’organizzazione in una nota, aveva esteso l’applicabilità anche agli adulti, mentre quello licenziato oggi dal Senato definisce il Cyberbullismo con riferimento specifico ai comportamenti che colpiscono i minori, come raccomandato da Save the Children. “Il fenomeno del Cyberbullismo è per sua stessa connotazione prevalentemente legato ai più giovani e va affrontato con misure formulate con specifico riguardo ai bisogni dei minori” dice Nomis. “Rileviamo anche che – aggiunge – nonostante il Cyberbullismo e il bullismo siano fenomeni strettamente connessi e spesso il primo sia una manifestazione specifica del secondo, non vi sia nella norma approvata oggi un chiaro riferimento al bullismo. Sarebbe pertanto auspicabile, in fase di attuazione della norma, un approccio che consenta una valutazione complessiva del fenomeno”. Riguardo alle sanzioni, il testo prevede forme di giustizia riparativa per sostenere i minori vittime di Cyberbullismo e rieducare i responsabili, con azioni di carattere formativo, preventivo ed educativo, sottolinea Save the Children. E “un’ulteriore misura da ritenersi senz’altro positiva è l’introduzione dell’informativa alle famiglie e l’attivazione di azioni educative da parte del dirigente scolastico nei casi in cui la condotta del minore non costituisca reato”.

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