Cgil. I segretari confederali e quelli di categoria rispondono all’attacco di Staino sull’Unità. “Dimentichi che da 15 anni i governi negano il lavoro”

Cgil. I segretari confederali e quelli di categoria rispondono all’attacco di Staino sull’Unità. “Dimentichi che da 15 anni i governi negano il lavoro”

Il condirettore dell’Unità, Sergio Staino, ha aperto il “fuoco” polemico contro la Cgil e Susanna Camusso sabato 7 gennaio con un editoriale in cui accusa il segretario generale del più grande sindacato italiano di non essere coerente con la sua storia, con quella di Lama e di Trentin, e di aver trasformato la Cgil in una “vociante folla indistinta”. Domenica 8 gennaio, lo stesso quotidiano fondato da Antonio Gramsci ospita la dura replica firmata da tutti i segretari della confederazione e di tutti i segretari delle categorie. Nella lettera all’Unità scrivono: “Il tuo intervento ci colpisce e non ci piace anzitutto per questo: il violento, crudo (con toni francamente inaccettabili) attacco alla persona che porta la responsabilità di essere il Segretario generale della Cgil, ma che proprio per questo è stata ed è sempre portatrice e interprete delle decisioni dell’insieme del gruppo dirigente, mai personali”.

La lezione autentica della storia della Cgil, di Lama e di Trentin

Poi riprongono la lezione autentica che deriva dalla storia della Cgil: “un grande sindacato generale e confederale deve sempre stare al merito delle questioni che affronta, altrimenti viene meno al compito di rappresentare lavoratori e pensionati, indicando sempre una direzione, una proposta. Questo è ciò che tu eludi nel tuo intervento, fingendo che il merito delle cose possa essere rimosso o dimenticato”. Poi passano ad elencare gli accordi, le intese e i contratti siglati dal sindacato in questi anni, anche quando “anche quando il Governo negava ruolo e funzione dei corpi intermedi e quando il merito lo ha consentito”.

La vera amnesia di Staino: da 15 anni i governi non hanno rispettato “le politiche sul lavoro”

Ma la vera stoccata a Staino giunge quando i vertici della Cgil ricordano a Staino e ai lettori dell’Unità ciò che non è stato rispettato dai “Governi che negli ultimi quindici anni si sono succeduti alla guida del Paese: le politiche sul lavoro, l’assenza di una strategia per l’occupazione, la pervicace azione contro i diritti individuali e collettivi. Si, caro Staino, su questo non Susanna Camusso, ma tutta la Cgil si è opposta e continuerà ad opporsi”. Sui temi della qualità del lavoro, delle politiche attive del lavoro, dei diritti negati, dei bassi salari mai stati al centro dei governi si concentra giustamente più di metà della replica dei segretari della Cgil. Ed ecco l’affondo: “Anziché scandalizzarsi di tutto ciò, forse anche tu dovresti chiederti se l’evidente fallimento delle politiche del rigore e dell’austerità, la sconfitta della teoria che precarizzando il lavoro e riducendo i diritti si sarebbe creata più occupazione, non richiederebbero ad una maggioranza di Governo, che si definisce riformista, un deciso cambio di verso. È proprio perché abbiamo imparato la lezione di Di Vittorio, Lama, Trentin e dei tanti altri prestigiosi dirigenti della Cgil, che oltre alla protesta, alla mobilitazione, agli scioperi, abbiamo curato e cercato di dare forza alla proposta”.

L’accusa di Staino sull’uso di voucher da parte dello Spi Cgil emiliano viene rispedita al mittente da Baseotto e Scacchetti

L’affondo di Staino si chiudeva con l’accusa di incoerenza e si citava l’uso dei voucher fatto dallo Spi Cgil dell’Emilia Romagna per pagare il lavoro di alcuni suoi iscritti. Puntuale, anche su questa accusa, arriva la replica di Nino Baseotto, responsabile dell’organizzazione della confederazione, e di Tania Scacchetti, della segreteria confederale autrice di quella nota interna che tanto ha ha fatto gridare allo scandalo alcuni media. Secondo Baseotto e Scacchetti, dunque, “si tratta di qualche decina di pensionati a fronte di 18 mila persone che lavorano e collaborano in Cgil con regolare contratto – afferma Baseotto – persone che svolgevano piccoli lavori a livello volontario, senza alcun incarico politico, prendendo 100-120 euro. Su questo c’è stata una campagna mediatica velenosa”. La nota è stata quindi scritta da Baseotto e da Tania Sacchetti, membro della segreteria con delega al mercato del lavoro, per “tranquillizzare” rispetto alle “strumentalizzazioni”, per fornire le informazioni esatte, per dare indicazioni su come rispondere “perché non abbiamo niente da nascondere”.

Baseotto: “trasformato un topolino in elefante. A fronte di 18mila persone che lavorano con noi, i voucher interessano qualche decina di pensionati”

La nota sindacale prosegue: “una campagna di stampa che ci ha un po’ sorpresi e abbastanza contrariati” perché ha voluto “trasformare un topolino in un elefante”. “A fronte di 18.000 persone che lavorano con noi, può esserci qualche decina di pensionati che una tantum fa dei lavoretti magari nell’apertura di una sede. Con l’attuale legislazione questo però è un problema”. Il segretario della Cgil insiste quindi sulla posizione del sindacato contro l’utilizzo, ormai “fuori controllo”, dei voucher: “è uno strumento che ha debordato e che è diventato dannoso per il mercato del lavoro. Non è piu’ usato per i lavoretti, ma per retribuire senza contratto chi il contratto lo potrebbe avere”. Per questo l’organizzazione ha depositato in Parlamento la proposta di legge nota come Carta dei diritti universali del lavoro, continua Baseotto: “negli articoli 80 e 81 – evidenzia – viene spiegato come, una volta abrogati i voucher, affrontare il tema del lavoro occasionale. Non siamo matti, sappiamo che esiste questo problema. Per questo proponiamo un contratto appositamente ideato per gestire i lavoretti ed evitare gli abusi, garantendo tutele e diritti, dalla copertura assicurativa a quella previdenziale. Non vogliamo aggiungere burocrazia a burocrazia, ma assicurare piena tracciabilità”. Il segretario confederale risponde quindi anche al direttore dell’Unità, Sergio Staino, “Mi sembra una forsennata personalizzazione della politica, come se Susanna Camusso potesse o volesse decidere da sola. Il segretario generale rappresenta le scelte di tutta l’organizzazione”, afferma Baseotto.

Scacchetti: “nessuna violazione delle regole da parte dello Spi. Il montare del caso è un attacco alle nostre scelte”

Da parte sua Tania Scacchetti, già segretaria della Camera del Lavoro di Modena, aggiunge e chiarisce: “La circolare interna aveva solo questo obiettivo: evitare che non si rimanesse al merito delle questioni che abbiamo sollevato e che, se saranno ammessi, diventeranno dei referendum, una via che abbiamo scelto anche per la difficoltà di trovare un’interlocuzione col governo”. Dallo Spi-Cgil di Bologna, secondo la componente della segreteria Camusso, non c’è stata nessuna violazione di regole. “Ci sono semmai ragioni di opportunità – aggiunge – ma il montare del caso credo che sia un attacco alle nostre scelte, che naturalmente si confrontano con un parere contrario al nostro. La cosa che vogliamo ribadire, a partire dalle nostre strutture, è che noi siamo in campo con le nostre proposte, che sono state discusse e che hanno raccolto tre milioni di firme su un ragionamento più complessivo, che riguarda i voucher, ma non solo”.

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