Hotel Rigopiano. 29 le vittime e 11 i sopravvissuti. Curcio e Bubbico elogiano lo straordinario lavoro dei soccorritori

Hotel Rigopiano. 29 le vittime e 11 i sopravvissuti. Curcio e Bubbico elogiano lo straordinario lavoro dei soccorritori

Si sono concluse le ricerche sotto al cumulo di neve e detriti dell’hotel Rigopiano, travolto dalla valanga del 18 gennaio scorso: sono 29 le vittime, e tutti i corpi sono stati recuperati dai vigili del fuoco; diciasette salme sono ancora nell’obitorio dell’ospedale di Pescara. I sopravvissuti sono 11 e un solo paziente resta ricoverato all’ospedale di Pescara, nell’unità operativa di ortopedia: “Le sue condizioni – spiegano dall’ospedale – continuano ad essere stazionarie”, ma non è stata ancora stabilita la data delle dimissioni.

Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile: straordinaria opera degli uomini e delle donne del sistema dei soccorsi

Non ci sono più dispersi da cercare, le ultime speranze – già molto, molto ridotte – sono cadute intorno a mezzanotte di giovedì, quando la prefettura di Pescara ha dato notizia del recupero del corpo di un uomo e di una donna. Degli ultimi corpi che mancavano all’appello. “Siamo vicini a tutte le famiglie delle vittime dell’Hotel e a quelle dell’elicottero del 118 caduto”, ha detto il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio al punto stampa tenuto a Penne. “Abbiamo dimostrato che il sistema è coeso e funziona”, ha poi aggiunto. “Dobbiamo ringraziare e sostenere il sistema tutti i giorni e non solo in emergenza”. “Questo è un sistema Paese, è un’eccellenza del paese dove ognuno fa il proprio ruolo. E’ un sistema complesso, dove è importante il ruolo di ciascuno”, ha ribadito Curcio. “Oggi si conclude un momento importante dal punto di vista tecnico ma non si è conclusa l’attività degli operatori: è uno scenario molto complicato dal punto di vista tecnico. Abbiamo portato l’attività all’estremo per salvare le vite umane, ci siamo rattristati quando ciò non è stato possibile ma si è continuato a lavorare per restituire alle famiglie i dispersi”.

Filippo Bubbico, viministro dell’Interno: “grande professionalità tecnica e amministrativa di tutti gli operatori”

“Da parte di tutti gli operatori del soccorso c’è stata grande professionalità tecnica e operativa, resa ancora più preziosa dal senso di umanità, coraggio e sensibilità che ogni operatore ha saputo manifestare”, ha detto il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. “Una professionalità – ha aggiunto – manifestata con la consapevolezza che potevano essere salvate delle vite. Di questo, l’intero Paese è grato ai soccorritori. Alle famiglie di coloro che hanno perso i propri cari vogliamo far giungere la nostra solidarietà e il sostegno”.

Chi sono le vittime e chi sono i sopravvissuti

Ad oltre una settimana dalla slavina che ha ricoperto di neve l’albergo, si può tracciare il bilancio definitivo: le vittime sono 29, tutte provenienti da Centro o Sud Italia tranne un uomo senegalese, mentre i superstiti sono 11. Di questi, due si erano rifugiati in auto, fuori dall’albergo, e sono stati recuperati poche ore dopo la valanga: si tratta del cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell’hotel, Fabio Salzetta. Gli altri 9 sopravvissuti sono stati recuperati, in diversi momenti, sotto le macerie, in uno dei momenti più emozionanti dei soccorsi. Dapprima, sono stati estratti la moglie di Parete, Adriana, e il loro figlio Gianfilippo. Nel pomeriggio di giovedì, invece, è stata la volta dell’altra figlia, Ludovica, salvata assieme agli altri tre bambini che erano restati intrappolati. Nella notte tra venerdì e sabato, infine, gli ultimi quattro superstiti: Giampaolo Matrone, operato con successo al braccio destro, Francesca Bronzi e i fidanzati Vincezo Forti e Giorgia Galassi. Questi ultimi hanno ricostruito la loro esperienza: “Eravamo nella hall ad aspettare lo spazzaneve per scendere – ha detto la giovane, in conferenza stampa accanto al compagno -. Loro ci avevano detto di stare tranquilli e che, quando sarebbe passato il mezzo, avremmo potuto tornare a casa. Tornare nella camere era pericoloso, non abbiamo mai pensato che fosse una valanga, solo un forte terremoto”.

Il racconto di Giorgia e Vincenzo: “non abbiamo mai perso la speranza”

“Ci siamo aiutati tanto a vicenda, altrimenti non ce l’avremmo fatta – racconta ancora Giorgia -. Lui ha aiutato anche l’altra ragazza (Francesca Bronzi, ndr). Io ero molto in pensiero per i miei genitori, la prima cosa che ho detto è stata ‘ditegli che stiamo bene’. La mia forza è stata lui, Vincenzo, ogni volta che pensavo di mollare lui mi tirava su”. Forti, visibilmente commosso mentre parlava con i giornalisti, ha spiegato come sia stato possibile per i due resistere sotto neve e ghiaccio in attesa dei soccorsi: “Ci siamo confortati l’un l’altro, per fortuna abbiamo bevuto il ghiaccio che si scioglieva. Il ghiaccio ci ha salvato. Io non ho mai perso la speranza, non ho mai avuto un momento di sconforto. Siamo sempre stati vicini con Giorgia”.

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