Grillo torna in Europa con Nigel Farage, “per rispetto della volontà della rete”. Poi, in un post chiede il referendum sull’euro ed esalta Putin

Grillo torna in Europa con Nigel Farage, “per rispetto della volontà della rete”. Poi, in un post chiede il referendum sull’euro ed esalta Putin

Beppe Grillo annuncia che il ritorno nel gruppo con gli euroscettici di Nigel Farage non è altro che rispetto “della volontà espressa dalla rete”, poiché questa sarebbe stata la seconda opzione emersa dalla consultazione via web degli iscritti, i quali però avevano decretato per il 78,5% l’ingresso nel gruppo dell’Alde. Un’opzione evidentemente molto minoritaria, e ciarlare di “volontà espressa dalla rete” è il segno che il leader dei 5 Stelle ha proprio perso il senso della misura. Grillo scrive nel lungo post sul suo blob che “nel primo pomeriggio io e Davide Casaleggio abbiamo avuto una Skype call con Nigel Farage, ex leader della delegazione inglese Ukip e presidente del gruppo Efdd. Abbiamo rinnovato l’accordo, rinunciando alla carica della co-presidenza che fino ad oggi è stata occupata da David Borrelli. Fallito l’accordo con il gruppo Alde, abbiamo rispettato la volontà espressa dalla rete applicando la seconda scelta più votata dai certificati: rimanere nel gruppo Efdd”. Sembra una normale scelta democratica, ma in realtà non lo è. Non è mai stato reso noto in quanti “iscritti certificati” abbiano votato, ma di certo si tratta di una minoranza (non più del 20%) della minoranza. Non solo. Grillo annuncia anche che “la moneta unica deve essere sottoposta a un referendum popolare, affinché i cittadini decidano il rimanere o meno dell’Italia all’interno dell’Eurozona”. Una evidente corbelleria, sul piano costituzionale. E sulla politica estera riafferma la sua predilezione per Putin: “La Russia è un partner economico e un alleato contro il terrorismo, non un nemico. Il MoVimento 5 Stelle si è battuto e si batte per la cancellazione immediata delle sanzioni alla Russia che causano perdite miliardarie alle nostre Pmi comportando anche la perdita di migliaia di posti di lavoro”. Una evidente distorsione dei fatti che accadono in Medio Oriente e in Europa nord-orientale. Manca solo l’esaltazione di Donald Trump, e il cerchio si sarebbe chiuso. Anche se, va detto, di Trump, Grillo parla esplicitamente quando nel post di commiato, di appena un giorno fa, augura a Nigel Farage di diventare il prossimo ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Una visione internazionale a dir poco confusa e del tutto priva di analisi rigorosa, quella del leader del Movimento 5Stelle. La verità è che il Movimento è nato e cresciuto senza alcun riferimento alle grandi famiglie politiche europee, e ha fatto della facile battaglia contro l’establishment europeo centro e fine di ogni azione politica. È paradossale: vogliono spazzar via l’Europa, ma tifano per due esponenti del vecchio e nuovo establishment planetario, Putin a est, e Trump a ovest. Di Putin che sigla patti con Erdogan nulla da dire? Di Trump che sceglie la sua amministrazione tra i peggiori esponenti della politica e dell’economia americana, elevando nepotisticamente anche il genero a primo consigliere, nulla da dire? E del Trump che vorrebbe spazzar via ogni forma di welfare sanitario introdotto da Obama, che ha permesso a 40 milioni di americani senza assicurazione il diritto alla salute, nulla da obiettare? No, l’obiettivo di Grillo è il referendum sull’euro, un trucco demagogico per nascondere le vere difficoltà politiche dei 5 stelle.

Gli eurodeputati pentastellati legati alle decisioni del capo per una penale di 250mila euro

All’interno del M5S non mancano però voci di imminenti addii. Tentazioni sulle quali però ‘pesa’ la penale di 250mila euro prevista per chi non rispetta la linea del capo. In Europa la tensione resta alta e nella riunione di martedì mattina è andato in scena un vero e proprio redde rationem tra le varie anime del movimento. Sotto accusa soprattutto David Borrelli, la ‘mente’ che ha lavorato al passaggio all’Alde e che ora perde la poltrona di copresidente dell’Efdd, in scadenza di metà mandato. Ma la vicenda getta ombre anche su Davide Casaleggio, che a detta di molti è il vero artefice del tentato accordo coi liberali. Una mossa che avrebbe, al contrario, registrato lo scarso entusiasmo di Grillo. Ma lo stesso leader M5S in questi giorni avrebbe difeso la scelta di confluire nell’Alde contro chi muoveva critiche, inviando sms in cui ricordava il codice in vigore per gli europarlamentari 5 Stelle, laddove si lascia allo stesso Grillo la proposta di costituire un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei. Pur dubbioso, dunque, Grillo avrebbe sposato la nuova linea, difendendola a spada tratta dagli attacchi interni. E   correndo poi ai ripari, con Farage per cercare di limitare i danni e tornare nell’Efdd.

Le condizioni politiche di Farage e i malumori tra i parlamentari 5Stelle

Inoltre, è già caduta la candidatura dell’eurodeputato M5S: “Fabio Massimo Castaldo non sarà più il candidato Efdd per il vice presidente del Parlamento europeo”, come ha annunciato il gruppo Efdd tramite twitter. Rimanere nel gruppo Efdd degli antieuropeisti di Farage in realtà conviene a entrambi: i 5 Stelle evitano di confluire nel gruppo dei ‘non iscritti’ e quindi di perdere soldi e possibilità di incidere nel lavoro del Parlamento europeo. Ma anche agli euroscettici di Farage conviene tenere dentro il gruppo i 17 pentastellati: con la perdita di questa quota, il gruppo sarebbe rimasto con 27 eurodeputati e avrebbe perso comunque dei soldi; e sarebbe aumentato il potere di ‘ricatto’ dei rappresentanti più piccoli. La gestione della vicenda – le modalità e i tempi del voto online, il via libera al gruppo dell’Alde e poi l’accordo saltato – ha scatenato malumori tra gli eurodeputati 5 Stelle, anche perché alcuni di loro non erano stati informati della trattativa. Ma malumori a cascata sono nati anche a Roma: qualche deputato M5S ironizza sulla strategia seguita e qualcun altro si lamenta e protesta per il fatto che, “chiunque abbia portato avanti la trattativa, non ha informato tutti gli eurodeputati. Questo è un problema grave che talvolta capita anche qui a Roma…”.

La rabbia dei commenti sul blog di Grillo

Sul blog di Grillo si scatenano, infine, gli iscritti al Movimento con commenti pubblicati, in mancanza di interventi specifici sul tema, sotto il post in cui il blog riporta un articolo del Guardian sulla situazione sanitaria in Grecia provocata dall’austerità e intitolato: “Oggi Grecia, domani Italia”. “Non capisco il senso di questo post se ieri volevate entrare in Alde, il gruppo di Monti, colui che ha definito la Grecia il più grande successo dell’euro!” si interroga Fabio ed anche Gianni dubita: “Forse quelli di Alde hanno la soluzione!! Questo post puzza di toppa al tentato golpe dei 7 punti sottoscritti dagli elettori M5s!”. “L’Italia, per non fare la fine della Grecia deve uscire dall’euro. E Allora mi dite che cosa cazzo volevate fare con Alde?” aggiunge Fab e Demetrio rincara: “Dire che andare con gli europeisti convinti di Alde sia la risposta giusta per chi vuol cambiare il sistema, ma scusate, ma vi è scoppiato il cervello?”. Il maldipancia è diffuso e qualcuno chiede la testa dei responsabili: “C’è stata tanta fretta nel chiedere il consenso per un affaruccio non da poco domenica. Adesso chiedo che ci sia la stessa urgenza. Se vi sono responsabili fra i 17 parlamentari la base degli attivisti deve conoscerne i nomi e mandarli a pelar patate”. “Qui c’è da darsi una svegliata ma di quelle vere. Siamo nell’immobilismo totale e chi ne fa le spese siamo noi che paghiamo e zero servizi. Poi mi si chiede di votare per Alde. Ma non fatemi girare sapete bene cosa”, si indigna Mary. Chi ha approfondito la questione è furioso: “Sedetevi prima di andare a leggervi l’accordo. Che il sig Davide Borelli aveva preso per nostro conto. Lo trovate su vari canali internet che conoscete. Io francamente non ho parole. Se non quelle che vado dicendo da 4 giorni. Abbiamo un partito politico e non ce ne eravamo accorti”, scrive Rosa ed anche Canzio è furente: “è ora di smetterla con queste alzate di ingegno prese in una notte: spero che sia l’ultima volta che si facciano cazzate di questa portata, per provare ‘l’ebbrezza’ di un vaffa cosmico”. Alcuni sono così arrabbiati che minacciano l’addio: “Alle prossime votazioni… essendomi disiscritto… io no votero’! Diffido, comunque, chi di dovere dal riproporre una nuova votazione senza un congruo preavviso ovvero con almeno dieci giorni di anticipo!” scrive un utente ed anche Paolo avverte: “Finché il movimento sarà legato alla Casaleggio Associati e non esisterà una vera piattaforma per la democrazia, se non proprio diretta, ma almeno partecipata mi autosospendo dal M5s”.

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