Germania. Rivoluzione nella SPD: Gabriel rinuncia e lascia la candidatura a Cancelliere a Martin Schulz. Finisce l’era della Grosse Koalition

Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e ministro dell’Economia tedesco, non si candiderà alla Cancelleria per i socialdemocratici alle elezioni politiche in programma il 24 settembre. Lo ha detto lo stesso Gabriel al settimanale ‘Stern’ in un’intervista anticipata questo pomeriggio prima del vertice dell’Spd in programma questa sera a Berlino che deve decidere proprio sul candidato socialdemocratico per la Cancelleria contro Angela Merkel. Gabriel, che avrebbe deciso sulla base degli ultimi sondaggi nella base del partito, ha anche annunciato che lascerà la presidenza del partito e il Ministero dell’Economia per passare agli Esteri. Il candidato ufficiale dell’Spd dovrebbe quindi essere l’ex presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz che, secondo quanto scrive ‘Stern’, sarà proposto da Gabriel nei prossimi giorni anche per la presidenza dell’Spd. Intanto, il presidente tedesco, Joachim Gauck ha siglato le disposizioni per il 19simo rinnovo del Bundestag, confermando la data già prevista di domenica 24 settembre.

“Sigmar Gabriel ha indicato Martin Schulz come candidato cancelliere”, conferma il capogruppo dell’SPD al Bundestag, Thomas Oppermann, in conferenza stampa a Berlino. Oppermann ha confermato anche che Gabriel fa un passo indietro dalla presidenza del partito, poiché questi due compiti devono essere affidati ad “una sola mano”. Oppermann ha ribadito che Gabriel e il partito ritengono che Schulz abbia “più possibilità di successo” e che il passo indietro di Gabriel dal ruolo guida del partito merita “il più grande rispetto”. Nella riunione del gruppo parlamentare Spd, Gabriel ha poi precisato il motivo della preferenza per Schulz: “Tutti i sondaggi hanno mostrato che gli elettori non vogliono più una grande coalizione, ma nella testa delle persone io sono proprio quella. Ecco perché Martin Schulz è l’uomo giusto”, ha detto secondo alcuni partecipanti citati dalla Dpa. Nell’intervista a Stern, Gabriel ha quindi aggiunto che “per condurre davvero con successo una campagna elettorale ci sono due presupposti fondamentali: il partito deve credere nel candidato e riunirsi dietro a lui e il candidato deve volerlo con ogni fibra del suo cuore. Entrambe queste pre-condizioni non sono state presenti in misura sufficiente”. C’è anche un “motivo privato”, ha aggiunto Gabriel, riferendosi alla nascita a marzo di un nuovo figlio: “Oggi sono davvero un uomo felice. Non so se lo sarei ugualmente, se dovessi vedere la mia famiglia ancor meno di quanto mi capita adesso”, ha aggiunto.

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