Gentiloni e Merkel a Berlino alla Conferenza sulla digitalizzazione dell’Industria. “Necessaria una trilateral con la Francia”

Gentiloni e Merkel a Berlino alla Conferenza sulla digitalizzazione dell’Industria. “Necessaria una trilateral con la Francia”

Una conferenza a tre tra Italia, Germania e Francia. A proporla è stata oggi a Berlino Angela Merkel. “Ho parlato con Sigmar Gabriel, ministro federale dell’Economia: siamo d’accordo nel dire che sicuramente anche assieme alla Francia sarà il caso di fare una conferenza in comune, in tre, perché abbiamo conferenze tra Germania e Francia, e poi tra Germania e Italia, come oggi, però sarebbe bello farne una a tre per dimostrare quella che è la nostra forza economica”. Nel corso dell’intervento con cui ha aperto la Conferenza economica italo-tedesca sulla digitalizzazione dell’Industria a Berlino, Merkel ha parlato a lungo dei valori comuni dell’Unione Europea: “L’Europa ci assicura la stabilità e la pace che tante altre regioni del mondo vorrebbero avere, l’Europa è simbolo di democrazia, del sistema giuridico, di libertà, di una società libera, aperta, abbiamo valori condivisi molto importanti, fondamentali. In questi giorni – ha poi osservato la cancelliera – forse è il caso di ripetere queste cose che sembrano normali, consuete”. “Ma – ha aggiunto – bisognerà continuare a tenerli alti questi valori e forse ogni singola generazione deve ritornare a capire quali sono i valori importanti. Dai colloqui di oggi con Paolo Gentiloni vi posso dire che sicuramente noi abbiamo una base comune molto stabile. Ecco perchè sono sicura che senza i vantaggi di un’Unione Europea forse non possiamo neanche pensare cosa sarebbe adesso il mondo. Adesso è bene guardare al futuro, poter capire che è importante, raccogliere insieme le sfide che dobbiamo affrontare e questo in molti casi significa anche naturalmente difendere i posti di lavoro anche di buona qualità”.

La Conferenza stampa Merkel-Gentiloni: Brexit, l’Europa deve parlare con una voce sola

Di fronte alla sfida della Brexit, “l’Europa deve continuare a parlare con una voce sola e sicuramente avremo contatti intensi che riusciranno a garantirlo “, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel in conferenza stampa a Berlino con il premier Paolo Gentiloni. “Il discorso di Theresa May ci ha fatto vedere come la Gran Bretagna imposta la questione, ma le trattative non sono ancora cominciate”, partiranno quando sarà attivato l’articolo 50, ha proseguito la cancelliera, dicendosi comunque certa che si riuscirà a lavorare “mano nella mano” durante il negoziato.

Che fare con Trump? Per ora, dice Merkel, attendiamo. Appuntamento al G20. “L’Europa ha in mano il suo destino”

“Nell’ambito della presidenza del G20 sicuramente avremo dei contatti su tutti i livelli ma adesso aspettiamo innanzitutto l’inaugurazione, venerdì, dopodiché vi saranno tutte le cose che si devono fare, però ovviamente l’agenda andrà trattata, gli sherpa se ne occuperanno nel dettaglio e poi vi informeremo su tutti i dettagli”. Così nel corso della conferenza stampa a Berlino Angela Merkel risponde ad una domanda sulla collaborazione con la nuova amministrazione Trump. “Due giorni fa – ricorda poi la cancelliera tedesca al termine dei suoi colloqui con il premier italiano Paolo Gentiloni – qui in questa stessa sede ho detto che l’Europa ha in mano il proprio destino”. “Come sarà configurato il nostro futuro dobbiamo deciderlo noi, lo decideremo noi. Quindi dobbiamo risolvere dei problemi di cui fa parte anche il problema della migrazione, lo stesso vale per il problema dell’occupazione, della sicurezza interna e della crescita economica – ha continuato – Sono i grossi compiti che deve affrontare l’Europa sul piano della solidarietà tra gli stati membri e l’Italia e la Germania hanno proprio questo obiettivo”.

Merkel: “sui migranti non tutti i paesi europei sono allo stesso livello”

Rispetto ai migranti “purtroppo non tutti i Paesi europei finora sono allo stesso livello per quanto riguarda la responsabilità che si assumono”, ha infine detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. “Per quanto riguarda le migrazioni – ha detto la Merkel- non ritengo che i problemi siano risolti, anzi abbiamo dei grossi problemi in seno all’Unione Europea, la Germania ha accolto molti migranti, anche l’italia ne ha accolti tanti. Non abbiamo ancora trovato una soluzione sostenibile e purtroppo non tutti i paesi europei finora sono allo stesso livello per quanto riguarda la responsabilità che si assumono”. “E’ importante invece che questo problema sia affrontato a livello europeo”, ha detto ancora la Merkel, ricordando il tema del vicinato con l’Africa e come la difesa delle frontiere esterne sia possibile “soltanto se si coopera con i paesi vicini”. La cancelliera ha ricordato come la Libia si trovi “in una situazione molto difficile”. “Pertanto – ha detto ancora – noi appoggiamo l’Italia e l’Italia appoggia la Germania quando si tratta di lottare contro l’immigrazione illegale e cercare di istituire un sistema di immigrazione e di asilo. Abbiamo ancora tanti compiti da fare”.

Gentiloni: “no alla flessibilità a corrente alternata

L’Ue è ancora “un mare in tempesta” ed è un errore illudersi di poterlo affrontare con “un piccolo cabotaggio”. Paolo Gentiloni ribadisce dal palazzo della Cancelleria di Berlino il ‘no’ italiano a una “flessibilità a corrente alternata, molto rigida sui decimali dei bilanci e molto ampia sulle questioni fondamentali come la questione migratoria”. I rapporti “di amicizia e vicinanza” tra Italia e Germania rimangono solidi ma Gentiloni non arretra di un millimetro rispetto alla ‘rotta’ di Roma in Europa tracciata da Matteo Renzi. “Noi crediamo – scandisce – che la fase dell’austerità, come fine a se stessa, sia tramontata. L’Europa del lavoro, che affronta le disuguaglianze sociali: di questo abbiamo bisogno”. Dopo il dibattito andato avanti per anni su “un’Europa a due velocità”, insiste Gentiloni, adesso sembra “di avere un’Ue a due rigidità: troppo flessibile su alcune cose, troppo rigida su altre. Spero che si faccia della questione migratoria una scommessa comune”. Prosegue: “La discussione su vincoli e cavilli dell’Unione Europea – è oggi troppo stridente”. A Berlino, come anche a Bruxelles e nelle altre cancellerie europee, possono star tranquilli. “L’Italia, potete starne certi – dice il premier davanti alla platea degli industriali della conferenza economica italo-tedesca – non tornerà ad essere un Paese fiscalmente irresponsabile. Quel tempo ormai è finito”. Gentiloni insiste sulla necessità di tornare a combattere sul terreno della crescita, del lavoro, degli investimenti, della difesa dei nostri principi, della società aperta e del libero scambio. “Non ci rassegniamo alle tendenze protezionistiche, che sono conseguenze dello scontento e della sfiducia. A queste tendenze si risponde con l’apertura dell’economia e l’apertura della società”, dice. “Faccio gli auguri a Trump. La collaborazione con gli Stati Uniti è fondamentale ma i nostri valori lo sono altrettanto”, chiarisce. Il premier tiene la linea anche sulla vicenda che riguarda Fiat-Chrysler. “Negli ultimi giorni abbiamo avuto delle polemiche – ammette – io ho ribadito in tutta amicizia che sono questioni regolate dalle leggi e le leggi attribuiscono alle singole autorità nazionali di omologazione il compito di fare questi esami. Noi decidiamo per quel che ci riguarda e siamo convinti che i tedeschi facciano altrettanto”.

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