Fratoianni (SI). Interesse per “Consenso”, attenzione ai prossimi passaggi. La cosiddetta sinistra di governo ha fatto politiche di destra. Tornare a scrivere le parole del cambiamento

Fratoianni (SI). Interesse per “Consenso”, attenzione ai prossimi passaggi. La cosiddetta sinistra di governo ha fatto politiche di destra. Tornare a scrivere le parole del cambiamento

Poco più di due settimane al Congresso fondativo di Sinistra italiana, l’obiettivo di fondo è quello di dare nuova forza ad una proposta della sinistra, una risposta alla richiesta di sinistra che viene dal Paese, una nuova politica economica e sociale, “tornare a scrivere le parole del cambiamento”- ci dice Nicola Fratoianni, della direzione nazionale del partito – che intervistiamo appena conclusa l’assemblea che ha dato vita a “Consenso”, il movimento tenuto a battesimo da Massimo D’Alema, il cui nucleo fondativo sono i trecento comitati per il No al referendum costituzionale. Un “nuovo centrosinistra” è  l’obiettivo di “Consenso” posto dall’assemblea cui hanno preso parte tanti esponenti della minoranza del Pd, puntualizzato nelle conclusioni di D’Alema. “Ho seguito con grande interesse  il dibattito – dice Fratoianni –  penso che sia stato il primo passaggio per una revisione critica delle politiche portate avanti dal Pd in questi anni, dal governo Renzi in particolare. Ci interessa da vicino la nascita di ‘Consenso’. Un cammino e un percorso non facile il cui esito dipende dai prossimi passaggi di questo movimento. Se il  nuovo centrosinistra di cui si sono indicate alcune linee portanti resterà una proposta e un dibattito all’interno del Pd sarà un problema  che riguarda quel partito, le sue componenti. Se, come auspichiamo, diventa una proposta competitiva da costruire insieme a tutte quelle forze interessate al cambiamento allora il discorso diventa interessante”.

Occorre una radicale alternativa alle politiche portate avanti dal Pd renziano

“Per essere ancora più chiari – sottolinea Fratoianni – se  resta dentro quel campo, mi sembra difficile affrontare un discorso di reale cambiamento delle politiche, di una radicale alternativa alle politiche portate avanti dal governo Renzi e da quello attuale”. “La platea dell’assemblea – afferma Fratoianni – gli interventi, le conclusioni, sono state fortemente critiche nei confronti delle politiche del Pd, importante la richiesta del Congresso che Renzi vuole evitare. Ma tanti sono i problemi aperti, a partire dalla legge elettorale, la formazione delle liste, la data del voto, il ruolo che la minoranza del Pd svolgerà. Di tutto questo il nostro congresso non può non tenere conto”. “Ma – puntualizza Fratoianni – una risposta di sinistra alla crisi che stiamo vivendo richiede una svolta radicale. Il problema numero uno della sinistra in Italia e fuori dai nostri confini credo sia lo svuotamento, se non il rovesciamento, delle parole che compongono il nostro lessico politico. Che vuol dire, per chi vive in questo paese, centrosinistra? Bisogna tornare a scrivere le parole del cambiamento, ridare credibilità a ciò che l’ha persa. Alla politica stessa, alla sinistra in particolare”.

Proposte realiste per il prossimo congresso di Sinistra Italiana

Fratoianni risponde seccamente a chi critica questa impostazione che ritiene punto di partenza del Congresso e parla di “prospettiva minoritaria”, di “vecchi vizi della sinistra”, di “rinuncia alla ambizione di governo. È una prospettiva minoritaria? È una rinuncia all’ambizione di governo? Non credo. Redistribuire reddito, battersi per il lavoro, ai giovani in primo luogo, per i diritti dei lavoratori, per la difesa  della Costituzione, puntare sulla lotta ai cambiamenti climatici e a un modello di sviluppo incompatibile con la vita del pianeta, sono oggi proposte realiste, non promesse tanto belle quanto irrealizzabili come ci viene detto anche in quello che alcuni chiamano ‘campo progressista’ ( leggi Pisapia ndr). Lo stesso vale per la scuola e per gli apparati formativi ridotti alla parodia di una azienda poco competitiva. La destra non vince perché il centrosinistra si è diviso. Vince perché la cosiddetta sinistra di governo ha fatto politiche di destra”.

Un progetto per cambiare i  rapporti di forza

“Il nostro congresso – conclude  Fratoianni – deve essere  un passaggio, l’apertura e non la chiusura di un processo. Aprirsi è una necessità, non una concessione. Dovremo guardare con attenzione e curiosità a tutto ciò che vive fuori di noi. Il 4 dicembre ha cambiato tutto: se lo pensiamo davvero, guardiamo innanzitutto a chi il 4 dicembre ha contribuito a questo cambiamento. Alle mille sinistre, come ha scritto Tomaso Montanari, che vivono e crescono lungo la penisola, alle sinistre politiche, a quelle civiche, e quelle sociali. Con loro dobbiamo formulare un progetto, per cambiare i rapporti di forza. Non per esistere. Non per uno spazio nel ‘panino’ dei telegiornali”.

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