Francia. Benoit Hamon vince le primarie socialiste sconfiggendo l’ex premier Valls. E chiede di riunire le sinistre per vincere

Francia. Benoit Hamon vince le primarie socialiste sconfiggendo l’ex premier Valls. E chiede di riunire le sinistre per vincere

Benoit Hamon sarà il candidato della gauche socialista alle prossime presidenziali francesi. L’ex ministro dell’Istruzione, rappresentante dell’ala più radicale e frondista del Partito socialista (Ps), ha staccato nettamente al ballottaggio delle primarie per la candidatura all’Eliseo l’ex premier Manuel Valls, rappresentante della compagine ‘riformista’ e moderata dei socialisti, arrivati a questo confronto interno in un quadro di forti divisioni e generale debolezza. Hamon ha ottenuto il 58,65% delle preferenze, contro il 41,35% di Valls in un voto che ha visto un’affluenza nettamente superiore a quella del primo turno, con un 22,8% in più di votanti, ovvero circa due milioni, nei circa 7.000 seggi aperti per il ballottaggio, secondo gli organizzatori.

Valls ammette la sconfitta e augura buona fortuna

Benoît Hamon “ora è il candidato della nostra famiglia politica, voglio augurargli buona fortuna per la sfida che ha di fronte”, ha dichiarato Manuel Valls, riconoscendo la sconfitta. Valls ha parlato alla Maison de l’Amérique latine, riportano i media, e si è congratulato con Hamon e ha detto di “tenerci calorosamente a felicitarsi con lui”. “Piena di continui imprevisti – ha aggiunto – la battaglia è stata di qualità, talvolta confusa, e ha offerto da domenica scorsa delle scelte chiare. Dobbiamo restare mobilitati e vigili, di fronte alla crescita del populismo, con l’America nelle mani di Donald Trump, rifiutiamo che il volto di Marine Le Pen sia il volto della Francia, che Fillon rappresenti il nostro modello sociale, bisognerà essere forti, solidi, dar prova di sangue freddo. Un ciclo politico finisce, si volta pagina”, ha concluso Valls, lo sconfitto.

Hamon: “una sinistra moderna e innovatrice che scriva una nuova pagina di storia”

“Questa sera la sinistra alza la testa e guarda al futuro”, ha invece affermato il vincitore Benoit Hamon, andato in diretta televisiva mentre ancora il suo avversario, altrove, concludeva il suo discorso. “Il nostro Paese ha bisogno di una sinistra moderna e innovatrice”, ha detto ancora Hamon, “bisogna scrivere una nuova pagina della nostra storia. Non mi rassegno alla fatalità, il reddito universale permetterà di scegliere il lavoro invece di subirlo”. Inoltre, ha proseguito Hamon, “ho la convinzione che di fronte a una destra dei privilegi, conservatrice, e un’estrema destra distruttiva, il nostro Paese abbia bisogno della sinistra, che pensa il mondo com’è e non come fu, una sinistra in grado di realizzare un futuro desiderabile”. Per questa ragione, occorre riunire la sinistra e gli ecologisti. Lunedì”, ha detto ancora Hamon, “proporrò a Yannick Jadot e a Jean-Luc Mélenchon, in particolare, di costruire una maggioranza di governo, sociale, economica e democratica”.

I due cardini della campagna di Hamon: reddito universale e nuova legge sul lavoro

In sei settimane di campagna elettorale per le primarie, due sono stati i chiodi fissi di Hamon, rilanciati sempre e ovunque: il primo è il diritto di ogni francese maggiorenne di ottenere un reddito di “sostegno universale”, da elaborare e sviluppare entro il 2020, sia nelle forme della distribuzione che nei numeri. Nell’intervista concessa il 4 gennaio scorso al quotidiano Le Monde, Hamon aveva poi annunciato un importantissimo provvedimento di cancellazione della legge sul lavoro imposta da Valls, e la sua revisione con un altro Codice, nel quale fondamentale potrebbe essere la riduzione dell’orario di lavoro, nel segno del “lavorare meno, lavorare tutti”.

La storia politica di Benoit Hamon, un uomo di sinistra che viene dai movimenti studenteschi

Benoit Hamon, 49 anni, dà inizio al suo impegno politico nel 1986, organizzando le manifestazioni studentesche contro la legge Devaquet, ministro delegato dell’Istruzione nel governo Chirac, che proponeva una selezione all’ingresso per gli studenti universitari, mettendo in competizione uno studente contro l’altro. Dopo due mesi di straordinarie mobilitazioni studentesche, la legge venne ritirata, anche sull’onda emotiva provocata dalla uccisione per mano di un poliziotto di Malik Oussekine, studente franco-algerino di 22 anni. Fu allora che Benoit Hamon si convinse a proseguire la sua attività politica nel movimento studentesco iscrivendosi all’UNEF, il principale sindacato degli studenti. Nel 1993, divenne primo presidente del Movimento dei giovani socialisti. Consigliere di Lionel Jospin per le questioni giovanili, Hamon venne eletto dieci anni dopo al Parlamento europeo. Dal 2010 al 2014 divenne consigliere regionale dell’Ile de France, e portavoce del Partito socialista francese. Con Arnaud Montebourg fonda il Nuovo Partito socialista, la corrente frondista interna al PSF, che si oppone alle politiche di Hollande. Entrambi ministri, nell’agosto del 2014, si dimettono, insieme al premier Ayrault, in aperto dissenso proprio con Manuel Valls, all’epoca ministro dell’Interno, sulle scelte di austerità imposte in politica economica.

 

 

 

 

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