Firenze. Ordigno alla libreria Il Bargello, vicina a Casapound. Artificiere perde un occhio e una mano

Firenze. Ordigno alla libreria Il Bargello, vicina a Casapound. Artificiere perde un occhio e una mano

Il poliziotto rimasto ferito nell’esplosione dell’ordigno, all’alba del Capodanno 2017, alla libreria Il Bargello di Firenze vicina a Casapound, ha 39 anni, è originario del salernitano, sposato ed è sovrintendente della polizia di Stato in organico alla squadra artificieri della Questura di Firenze. L’intervento della sua squadra è stato richiesto dalla Digos dopo che una pattuglia ha notato l’involucro sospetto presso la saracinesca del negozio Il Bargello in via Leonardo da Vinci. L’artificiere ha perso l’occhio destro e gli è stata amputata la mano sinistra. L’ordigno, piazzato davanti alla libreria Bargello, vicina a Casapound, è esploso proprio nel momento in cui il poliziotto stava esaminando l’involucro.

La libreria Il Bargello vicina a Casapound già oggetto di altri atti di intimidazione

La libreria, riconosciuto centro culturale di destra cui fanno riferimento circa 150 soci, è da tempo nel mirino delle proteste dell’antagonismo fiorentino e degli ambienti anarchici ‘per farla chiudere’. Il 14 gennaio 2016, di sera, una ventina di ‘incappucciati’ assaltò la libreria quando era ubicata nella precedente sede di via Gabriele d’Annunzio, zona Coverciano. I manifestanti, che gli investigatori individuarono come esponenti dell’area antagonista, si radunarono davanti al piccolo negozio – 18 metri quadri circa – intonarono slogan e poi lanciarono contro l’edificio pezzi di mattone, sassi e altri oggetti. Fu danneggiata la porta a vetri. Nessun ferito comunque fra i tre volontari dell’associazione Il Bargello che erano all’interno. Sempre in via D’Annunzio, la notte tra il 2 e il 3 febbraio 2016, esplose una bomba-carta davanti alla sede della libreria: fu danneggiato il bandone del negozio e il vetro di un’auto in sosta. Sul muro di un palazzo sul lato opposto della strada fu lasciata una scritta a favore della liberazione di tre anarchici che avevano incendiato, nel parmense, la casa di un militante di Casapound. Per gli investigatori la matrice era anarchica. Nel 2015 c’erano stati altri episodi contro il negozio: il 23 gennaio 2015 un gruppo di antagonisti di Firenze lanciò vernice e petardi imbrattando, anche con scritte tipo ‘Casapound assassini’, l’edificio di via D’Annunzio dove la libreria dava sulla strada al piano terreno. Il 18 aprile 2015 un corteo con 400 militanti della sinistra antagonista si voleva opporre all’apertura del negozio e marciò con lo striscione ‘Fuori i fascisti dai nostri quartieri’: un imponente servizio d’ordine della questura impedì contatti tra le fazioni. Da circa quattro mesi il Bargello ha cambiato sede e ha aumentato gli spazi, da 16 a 40 metri quadri, da via D’Annunzio a via Leonardo da Vinci, sempre a Firenze, ma in una zona più vicina al centro.

Per Casapound si tratta di un attentato terroristico che avrebbe potuto colpire chiunque

“Ci tengo innanzitutto a esprimere la mia più totale vicinanza all’artificiere rimasto vittima di questo vile attentato. Se in futuro vogliamo davvero non doverci trovare più a commentare eventi drammatici come questo dobbiamo avere il coraggio di iniziare a chiamare le cose col proprio nome”, “siamo di fronte ad un vero e proprio attentato terroristico che in niente come modalità e forma mentis si differenzia da quelli dell’Isis”. Così Saverio Di Giulio, responsabile di Casapound a Firenze, interviene in una nota sull’esplosione dell’ordigno alla Libreria Il Bargello. “I danni – prosegue – sarebbero potuti essere ancora più tragici se fosse passata una famiglia o un gruppo di persone magari a passeggio nella notte di Capodanno”, “gli attentatori con un ordigno di quel tipo hanno accettato l’idea di poter colpire chiunque potesse casualmente passare da lì”.

La reazione del ministro dell’Interno Minniti

Il ministro dell’interno, Marco Minniti, in stretto contatto con il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, sin dai primi istanti dopo l’accaduto, ha espresso “vicinanza e piena solidarietà all’artificiere della Polizia di Stato, ferito mentre svolgeva il suo servizio”. “È un vile atto di violenza che va condannato con fermezza. Continueremo a tenere alta la guardia e faremo di tutto per assicurare alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale. Ancora una volta, un rappresentante della Polizia di Stato paga un un alto prezzo, rischiando anche la vita, per garantire la sicurezza dei cittadini e ciò a dimostrazione della straordinaria efficienza del sistema di controllo del territorio posto in essere”. Queste le parole del ministro Minniti, che ha rivolto gli auguri di una pronta guarigione al poliziotto ferito.

Il prefetto di Firenze condanna l’attentato

Dura condanna del prefetto di Firenze Alessio Giuffrida: “Fatti come quello di stamani – ha commentato in una nota – devono ricevere ogni condanna personale e sociale. Grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine sono state evitate diverse e più gravi conseguenze, ma un artificiere della Polizia di Stato ha messo a repentaglio la propria incolumità per la tutela collettiva”. “La mia massima solidarietà e la mia più alta riconoscenza vanno al poliziotto che, nell’adempimento del proprio dovere, ha purtroppo riportato profonde lesioni a una mano e a un occhio – ha proseguito il prefetto Giuffrida – Sentite espressioni di vicinanza sono rivolte anche alla sua famiglia, che certamente immaginava un inizio migliore per il nuovo anno”. Il prefetto di Firenze ha continuato sottolineando che “i servizi preventivi di controllo e di pattugliamento del territorio recentemente disposti in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con il massimo impiego di uomini e mezzi hanno prodotto i loro frutti e consentito di rinvenire l’ordigno durante l’attività di perlustrazione svolta da una volante. A seguito dell’evento, saranno comunque effettuate ulteriori analisi della sicurezza, nel corso di prossime riunioni. Per l’impegno e la dedizione costantemente profusi ringrazio tutte le forze dell’ordine che, con il coordinamento del Questore di Firenze Alberto Intini, operano per la tutela e l’incolumità di ognuno di noi”.

L’arcivescovo di Firenze Betori: “condanno le menti criminali che hanno insanguinato il Capodanno”

L’arcivescovo di Firenze, cardinal Giuseppe Betori, “esprime anzitutto la sua vicinanza e quella della Chiesa fiorentina all’artificiere della polizia ferito mentre compiva il suo servizio, auspicandone una pronta guarigione”. L’arcivescovo esprime inoltre “una netta condanna dell’episodio di violenza con cui menti criminali hanno voluto insanguinare il passaggio dal vecchio al nuovo anno. La violenza non può essere mai strumento di confronto politico e sociale”. Il cardinal Betori auspica “che tutti a Firenze ne condividano lo spirito di città del dialogo, della concorde convivenza, e dell’impegno per la pace”.

La “piena solidarietà” al lavoratore della polizia da parte di Alessia Petraglia (Sinistra Italiana)

“Piena solidarietà al lavoratore delle forze dell’ordine, e alla polizia, per quanto avvenuto oggi a Firenze. Quanto successo è inaccettabile, un pessimo inizio d’anno. Siamo e saremo vicini al lavoratore ed alla sua famiglia. Auguriamo buon lavoro alle forze dell’ordine nella ricerca dei responsabili”. Questo il messaggio di solidarietà della senatrice di Sinistra Italiana Alessia Petraglia.

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