Eliambulanze modificate, missili terra aria e armi leggere dall’Italia ai terroristi dell’Isis e non solo. Fermata coppia radicalizzata e il manager della Società Italiana Elicotteri

Eliambulanze modificate, missili terra aria e armi leggere dall’Italia ai terroristi dell’Isis e non solo. Fermata coppia radicalizzata e il manager della Società Italiana Elicotteri
Tre italiani e un libico. Sono le quattro persone destinatarie del provvedimento di fermo del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine della Dda partenopea, indiziate di traffico internazionale di armi e di materiale dual use di produzione straniera. Eliambulanze opportunamente trasformate in senso militare, veri e propri elicotteri militari, fucili d’assalto, missili terra-aria: questo il ‘campionario’ che secondo gli investigatori veniva offerto agli acquirenti.
I fermati sono marito e moglie di San Giorgio a Cremano (Napoli), Mario Di Leva, 69enne convertitosi all’Islam con il nome di Jaafar, e Annamaria Fontana, 62enne residente a Pescasseroli (L’Aquila), assieme al manager della Società italiana elicotteri, Andrea Pardi. I due italiani convertiti all’Islam sono residenti in Italia e non possono essere considerati dei terroristi di ritorno. Insieme a loro anche un loro figlio risulta indagato. L’indagine, coordinata dai pm Catello Maresca e Luigi Giordano, riguarda un traffico di armi destinato sia ad un gruppo dell’Isis attivo in Libia sia all’Iran. Il quarto indiziato è un cittadino libico. Sono accusati di aver introdotto, tra il 2011 e il 2015, in paesi soggetti ad embargo, quali Iran e Libia, in mancanza delle necessarie autorizzazioni ministeriali, elicotteri, fucili di assalto e missili terra aria.
Contatti con i rapitori dei quattro italiani sequestrati in Libia
Dalle indagini emerge che ci sarebbero stati contatti telefonici tra la coppia di coniugi di San Giorgio a Cremano e i rapitori di quattro italiani sequestrati in Libia due anni fa. Le forze dell’ordine sono riuscite a decriptare alcuni whatsapp successivi al sequestro in cui la coppia faceva riferimento alle persone già incontrate qualche tempo prima e facendo intendere che erano i rapitori libici. A marzo 2016 due dei nostri connazionali, Fausto Piano e Salvatore Failla morirono mentre gli altri due rapiti, Gino Pollicandro e Filippo Calcagno, riuscirono a mettersi in salvo. I messaggi whatsapp  risalgono alla sera del 22 luglio 2015 e Mario Di Leva scrive alla moglie Annamaria Fontana: ‘Hey hanno rapito quattro italiani in Libia”. Annamaria: “Già fatto, notizia vecchia, già sto in contatto”. Annamaria: “Ce li hanno proprio quelli dove noi siamo andati, già sto facendo, già sto operando con molta tranquillità e molta cautela”. I pm non escludono “una loro possibile attività nel complicato meccanismo di liberazione che solitamente avviene tramite il pagamento di riscatti o la mediazione con altri affari ritenuti di interesse dai miliziani”. Tra le foto sequestrate dagli inquirenti vi sono alcune immagini che riprendono i coniugi con elicotteri militari sovietici o con personaggi di rilievo di Paesi del Medio Oriente. Significative sono definite le foto di Annamaria Fontana ad un ricevimento a cui partecipò l’ex premier iraniano Ahmadinejad.
Un passato in politica e un ristorante arabo
Un passato in politica, come assessore del PSDI nella sua città, poi l’apertura di un ristorante arabo, lo Sheik Al Arab, a San Giorgio a Cremano (Napoli) e numerose candidature al Consiglio comunale con diversi partiti di centrosinistra. E’ questo il profilo di Annamaria Fontana, la donna arrestata oggi con il marito, Mario Di Leva, durante indagini sul traffico di armi con la Libia e l’Iran.  La coppia, convertita all’Islam dopo aver vissuto a Teheran, si sarebbe anche fatta fotografare in compagnia dell’ex presidente dell’Iran, Mahmud Ahmadinejad. Tra gli indagati per traffico internazionale di armi c’e’ anche uno dei figli della coppia, L. D. L..
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