Davos WEF. Il presidente cinese Xi Jinping elogia la globalizzazione e boccia il protezionismo di Trump

Davos WEF. Il presidente cinese Xi Jinping elogia la globalizzazione e boccia il protezionismo di Trump

“Nessuno emergerà vincitore in una guerra commerciale” e “perseguire il protezionismo è come rinchiudersi in una stanza buia”: il duro attacco al ritorno del protezionismo lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, dal palco del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, colpisce. A tre giorni dall’insediamento ufficiale alla Casa Bianca di Donald Trump, Xi Jinping ha sottolineato il ruolo della globalizzazione economica, che è “un vasto mare da cui non si può sfuggire”. Un tempo, ha spiegato Xi agli oltre tremila delegati del forum di Davos, “anche la Cina aveva dubbi sulla globalizzazione, ma siamo arrivati alla conclusione che l’integrazione è un trend storico”, e la Cina deve avere la forza di nuotare “nel vasto mare dei mercati globali”.

Il presidente cinese Xi: la “globalizzazione non è il vaso di Pandora”

Quella attuale è un’epoca di contraddizioni, ha spiegato Xi, che nel discorso ha citato Charles Dickens (“Erano i tempi migliori, erano i tempi peggiori”, incipit di “Una storia di due citta’” del romanziere britannico) ma la globalizzazione economica non è un “vaso di Pandora” e “non è da incolpare per i problemi del mondo” di oggi nel giudizio del presidente cinese. Xi ha citato ad esempio i rifugiati dal Medio Oriente e dal Nord Africa che sono stati creati non dalla globalizzazione, ma da “guerre, turbolenze e conflitti regionali” e la soluzione sta nel “promuovere la pace, la riconciliazione e restaurare la stabilità”. Neppure la crisi finanziaria internazionale viene vista dal presidente cinese come “un risultato inevitabile” della globalizzazione, ma come la conseguenza di “un’eccessiva ricerca del profitto da parte del capitale finanziario e il grande fallimento delle regolamentazioni finanziarie”. Xi si è poi soffermato a parlare della Cina e del suo modello di sviluppo, che da 35 anni persegue la via delle riforme e delle aperture. “Tutte le strade portano a Roma”, ha detto, rivendicando l’unicità del modello cinese. “Nessun Paese dovrebbe vedere il proprio modello di sviluppo come l’unico”.

Previsione della crescita della Cina: +6,7 nel 2016

La crescita della Cina è prevista al 6,7% nel 2016, è la previsione del presidente cinese. La Cina, ha spiegato Xi, “è entrata nella nuova normalità, ma i fondamenti economici che sostengono la crescita rimangono inalterati. Nonostante la crescita globale sia deludente, la Cina è prevista al 6,7% nel 2016, tra le più alte al mondo”. I dati ufficiali della crescita cinese verranno resi noti venerdì prossimo. La Cina ha un “enorme potenziale” e vuole mantenere una crescita “medio-alta”. Pechino continuerà a tagliare la sovrapproduzione industriale, ha poi confermato Xi Jinping. Il presidente cinese ha elencato anche altri passi che Pechino intende compiere in futuro: la Cina, ha spiegato, “intensificherà le riforme” del sistema, perseguirà “nuovi motori della crescita” e rafforzerà la protezione della proprietà intellettuale.

Ancora un monito di Xi a Trump: rispettare gli accordi sul clima firmati a Parigi

L’accordo di Parigi sul clima è “una vittoria ottenuta con difficoltà” e tutti i Paesi firmatari “devono rispettarlo”, ha detto il presidente cinese Xi Jinping a Davos, lanciando un implicito messaggio al presidente eletto Usa Donald Trump, noto scettico sul riscaldamento globale. Adottato a fine 2015 da 195 Paesi, il testo che mira a contenere il riscaldamento entro i due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali, “è una responsabilità che dobbiamo assumerci per le prossime generazioni” ha detto il leader del Paese maggiore emittente di gas serra.

La prima reazione americana a Davos. Scaramucci, consigliere di Trump: “nessuna guerra commerciale”

La prossima amministrazione americana “non si propone di perseguire una guerra commerciale” con la Cina ma vuole maggiori profitti, per gli Stati Uniti, dai loro legami commerciali con il gigante asiatico. Lo ha affermato il consigliere di Donald Trump Anthony Scaramucci a DAVOS, dopo l’intervento del presidente cinese Xi Jinping. Gli accordi commerciali stretti dagli Usa con diversi paesi hanno portato alla perdita di posti di lavoro nel settore manifatturiero e all’erosione della classe media, ha aggiunto Scaramucci, che lavora nella squadra per la transizione del presidente eletto, invitando Pechino a “venire incontro” alle nuove esigenze americane e “creare simmetria” nei rapporti con gli Usa.

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