Capodanno. Meno feriti per i botti, 184. Campania si conferma al top con 54. Le feste a Roma, Napoli e Milano. Le marce per la pace

Capodanno. Meno feriti per i botti, 184. Campania si conferma al top con 54. Le feste a Roma, Napoli e Milano. Le marce per la pace

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha reso noti i dati del Capodanno 2017, concernenti gli esiti dei servizi predisposti per la prevenzione ed il rilevamento degli incidenti derivanti dall’uso dei prodotti pirotecnici. La rilevazione dei dati è stata effettuata con la procedura informatizzata di supporto all’analisi denominata R.I.Se.C., in collaborazione con il CED interforze. I dati relativi agli incidenti verificatisi nel corso dei festeggiamenti per il Capodanno 2017, evidenziano un andamento che, dal punto di vista dei numeri assoluti, appare di ulteriore miglioramento rispetto all’andamento dei due anni precedenti, anche perché, così come avvenuto negli ultimi due anni, non si sono registrati episodi con esiti mortali. Prosegue, quindi, il trend positivo di riduzione del numero totale dei feriti assestatosi sul numero di 184 (di cui 44 ricoverati), a fronte dei 190 dello scorso anno; c’è stato un incremento dei ferimenti derivanti dall’uso di armi da fuoco che risultano essere 6 rispetto ai 3 dell’anno precedente. I dati, in relazione alla gravità delle lesioni riportate, fanno registrare: con riferimento ai feriti lievi con prognosi inferiore o uguale ai 40 gg, il rilevamento di casi 168, a fronte dei 174 del 2016; con riferimento ai feriti più gravi, cioè quelli con prognosi superiore ai 40 gg, si registrano, 12 persone ferite a fronte dei 16 dello scorso Capodanno. Con particolare riguardo ai ferimenti di minori si registra un incremento del dato complessivo: sono 48 i minorenni che hanno riportato lesioni mentre lo scorso anno erano stati 38.

Maggior numero di feriti in Campania, zero in Molise

E’ la Campania la regione che ha fatto registrare il maggior numero di feriti legati ai Botti di Capodanno: 54. E’ quanto emerge dal report diffuso dal Dipartimento della pubblica sicurezza. A seguire, figurano Puglia (26 feriti), Lombardia (20), Sicilia (17), Lazio (16), Veneto (7), Toscana (7), Calabria (6), Liguria (5), Piemonte (4), Friuli Venezia Giulia (4), Umbria (4), Emilia Romagna (3), Marche (3), Abruzzo (2), Valle d’Aosta (1), Trentino Alto Adige (1), Basilicata (1) e Sardegna (1). Nessun ferito in Molise. Napoli è in testa alla graduatoria delle grandi città, con 47 feriti, davanti a Roma (13) e Milano (12).

Il Capodanno romano, dopo le polemiche sul concertone

Nonostante le polemiche per il mancato concertone e il clima di allerta legata al terrorismo, i romani sono scesi in strada per festeggiare il Capodanno. Decine di migliaia di persone hanno partecipato agli eventi organizzati dal Campidoglio per festeggiare l’arrivo del 2017. La ‘Festa di Roma’ è partita poco prima di mezzanotte al Circo Massimo con uno spettacolo di acrobati. Qui la sindaca Virginia Raggi ha brindato con i presenti. “A Roma il Capodanno più bello”, ha rivendicato oggi sui suoi profili social la prima cittadina. “Un giorno speciale ed unico al mondo, 24 ore consecutive di eventi straordinari, che i cittadini ed i turisti non dimenticheranno. Sono loro i protagonisti. E’ stato davvero emozionante salutare ieri le migliaia di persone che hanno riempito il Circo Massimo per salutare il 2016. Il clima di gioia da ieri sera sta letteralmente invadendo la Capitale coinvolgendo tutti”. Le iniziative nel corso della notte si sono spostate soprattutto lungo il percorso del Tevere, con spettacoli, concerti e dj set sui ponti di Roma. Performance e esibizioni che sono proseguite per tutto il primo dell’anno coinvolgendo le istituzioni culturali della Capitale: dal Teatro dell’Opera all’Auditorium Parco della Musica. C’è chi ha aspettato l’alba ascoltando il suono di 50 violoncelli sull’Hallelujah di Leonard Cohen e chi ha ballato tango in una milonga allestita sul Ponte della musica. Grande affluenza in giornata ai Fori aperti alle visite gratuite e senza ‘barriere’ tra la parte di competenza ministeriale e quella comunale.

Napoli. Il sindaco De Magistris: “anno dopo anno stiamo vincendo la battaglia contro i botti pericolosi e illegali”

“Stanotte Napoli ha stravinto con il Capodanno più bello e partecipato di Italia. Stiamo vincendo anno dopo anno anche la difficile battaglia sul fronte dei botti pericolosi ed illegali”. E’ la dichiarazione di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli. “C’è stata solo l’assurda incoscienza di due criminali, responsabili dei colpi vaganti che hanno leggermente ferito una donna a Ponticelli ed un uomo in centro, ma per il resto i dati dei feriti da botti sono in diminuzione rispetto al 2015 e davvero lontani dai bollettini da guerra di cinque anni fa. E certamente ha contribuito l’aver portato in piazza centinaia di migliaia di persone già dalle prime ore della sera con il nostro concertone e con le tante iniziative sul lungomare. Napoli ed il suo popolo sta vincendo anche questa sfida di civiltà”.

Il Capodanno a Milano. Il concerto di Mario Biondi a piazza Duomo e le drastiche misure di sicurezza

Sono stati oltre 40mila i milanesi e turisti che ieri sera hanno dato il benvenuto al 2017 in Piazza Duomo. Una festa dal ritmo soul di Mario Biondi e la sua band – che insieme ad Annalisa ha fatto ballare la piazza dalle 22 – e allo scoccare della mezzanotte ha colorato il Duomo e Galleria Vittorio Emanuele, scintillanti tra festoni e coriandoli colorati. Sotto il palco, per un brindisi, anche il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza e il prefetto Alessandro Marangoni. Show riuscito nonostante i severi i controlli per accedere alla piazza e all’area del concerto, “blindata” dopo l’attentato di Berlino con new jersey in cemento e interamente transennata: ai sette varchi di ingresso agenti di polizia locale e carabinieri controllavano con metal detector portatili borse e zaini, uno a uno. Dispiegati anche militari e finanzieri in tenuta antisommossa, oltre che diversi agenti in borghese e tiratori scelti, come annunciato dal prefetto Marangoni. Poiché agli ingressi venivano sequestrate bottiglie di vetro, i giovani, i turisti e la famiglie hanno brindato con bicchieri in plastica e qualcuno si è anche attrezzato preparando cocktail in bottiglie di plastica. Tanta musica, ma niente “botti”: un’ordinanza del Comune ne aveva esplicitamente vietato l’uso all’interno della piazza e nelle zone limitrofe per motivi di sicurezza. Poco dopo la mezzanotte Mario Biondi ha salutato la piazza e chiuso il concertone: in pochi minuti il personale Amsa ha iniziato a ripulire l’area, ma intorno alla piazza era molta la sporcizia abbandonata, tra bottiglie rotte, piatti di carta, festoni e gadget colorati.

Il capodanno alternativo delle marce della pace, a Roma e nel mondo

“Grazie per la vostra presenza e la vostra testimonianza”. Con queste parole papa Francesco ha salutato, alla fine dell’Angelus, a piazza San Pietro, le tante persone (si calcola 12 mila) che hanno partecipato questa mattina alla marcia “Pace in tutte le terre”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. Nelle stesse ore e per tutta la giornata di capodanno migliaia di persone hanno scelto di uscire dalle proprie case in centinaia di città europee, africane, asiatiche e americane, per sostenere il messaggio del Papa sulla “nonviolenza”, in occasione della 50° Giornata mondiale della Pace. Un appuntamento che quest’anno ha visto ovunque una partecipazione ancora più sentita in risposta alle guerre, alla violenza diffusa e al terrorismo che ha colpito duramente anche in una notte di festa come quella appena trascorsa. Al corteo di Roma – che ha visto l’adesione di numerose associazioni e organizzazioni – hanno partecipato persone di ogni età, italiani insieme a immigrati e rifugiati, originari di diversi Paesi. Lungo tutta via della Conciliazione, fino a piazza San Pietro, hanno portato cartelli con i nomi del Paesi del mondo ancora in guerra. Prima della marcia, davanti a Castel Sant’Angelo, si sono ascoltate alcune testimonianze, come quella del presidente del Centro Astalli, Camillo Ripamonti, che ha sottolineato “l’importanza di costruire una rete capace di sostenere un sempre più vasto movimento di pace”. O quella di Nour, rifugiata siriana giunta in aereo con papa Francesco da Lesbo, che ha ricordato come il suo Paese, prima della guerra, fosse un simbolo di convivenza interreligiosa, e come, tragicamente, “nessuno”, nella comunità internazionale, “abbia avuto la voglia di dire basta alla follia di un conflitto che ha già fatto 600 mila morti”. Dopo l’intervento di Adriana Ciancio, 11 anni, del movimento “Giovani per la Pace”, è intervenuto il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo: “Oggi, di fronte a ciò che è successo a Istanbul, questa marcia ha un significato ancora più grande. Il mondo si è ammalato e occorre guarirlo dai troppi conflitti che lo soffocano: la guerra è il passato, fa rumore, scoppia lasciando rovine dietro di sè, la pace invece fiorisce e rappresenta il futuro perché cresce giorno dopo giorno”.

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