Meningite di tipo C per le due giovani universitarie morte a Milano. Campagna di profilassi e vaccinazione per chi le ha frequentate

Meningite di tipo C per le due giovani universitarie morte a Milano. Campagna di profilassi e vaccinazione per chi le ha frequentate

Sono morte per aver contratto una meningite di tipo C le due studentesse che frequentavano la Facoltà di Chimica alla Statale di Milano. La conferma è arrivata dopo le analisi condotte dall’Istituto Superiore di Sanità, ora si cerca di capire il cosiddetto sottotipo batterico che ha scatenato l’infezione ed il conseguente decesso delle studentesse. Si cerca di capire, per evitare ogni rischio di epidemia, di identificare il sottotipo, ed evitare rischi di epidemie. Due anni in Toscana si sviluppò un focolaio epidemico che provocò la morte di almeno 60 persone. Intanto si corre ai ripari ed arrivano le vaccinazioni gratis.

L’Ats di Milano (ex Asl) sta cercando di rintracciare e sottoporre a profilassi le circa 150 persone che hanno avuto frequentazioni con Alessandra e Flavia. La decisione è stata annunciata dal responsabile dell’Igiene Pubblica, Giorgio Ciconali. “La prima seduta di vaccinazione è prevista per il 9 dicembre –  ha spiegato -. Con ogni probabilità il meningococco per il quale sono in corso analisi genetiche è di tipo C, anche se ci vorranno giorni per la conclusione della tipizzazione. Si è quindi deciso di vaccinare circa centoquaranta persone, appartenenti al nucleo interessato. La vaccinazione si completerà in due o tre sedute, sicuramente entro Natale. Il pensiero per questi ragazzi – ha chiarito Ciconali – è dargli una maggior protezione avendo avuto due casi nello stesso luogo e nella stessa comunità di persone. Per loro, in attesa degli sviluppi degli esami batteriologici, si è pensato a una vaccinazione gratuita e sollecita”.

“La vaccinazione – ha tenuto a precisare il medico, cercando di non far preoccupare studenti e famiglie – procederà senza alcuna fretta considerato che è stata già avviata immediatamente la profilassi antibiotica. È scontato – ha commentato il responsabile dell’Ats – che ci sia un portatore della malattia. Tutti i casi derivano dal fatto che l’essere umano è portatore, la fonte del contagio è sempre un altro essere umano. È curioso – ha ammesso – che ci siano stati due casi nello stesso luogo, potrebbero essere due portatori diversi e lo sapremo confrontando i due batteri. Se fossero identici – ha concluso Ciconali – è probabile che ci sia un solo portatore, ma prima di arrivare a questa conclusione ci vuole tempo per gli esami”.

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