Roma. Martedì nero per la Raggi, affonda il Bilancio di previsione 2017. Rischio commissariamento. Le opposizioni chiedono le dimissioni della sindaca. Gli interrogatori di garanzia per Marra e Scarpellini

Roma. Martedì nero per la Raggi, affonda il Bilancio di previsione 2017. Rischio commissariamento. Le opposizioni chiedono le dimissioni della sindaca. Gli interrogatori di garanzia per Marra e Scarpellini
“È stato depositato il parere dell’Oref e non è favorevole”. Poche parole, quelle del presidente dell’Assemblea di Roma Capitale, De Vito, che hanno gelato la parte che ospitava i consiglieri M5S e fatto esplodere quelli delle opposizione. Una nuova devastante brutta figura dell’amministrazione pentastellata in uno dei nodi cruciali per la nuova squadra del Campidoglio uscita dalle urne a giugno 2016: il Bilancio di previsione 2017-2019. Una bocciatura del documento contabile che decide le sorti future della città e soprattutto la stabilità della stessa. Siamo in grado di fornire ai nostri lettori le prime valutazioni dell’organo tecnico dei revisori che segue, passo passo, le dinamiche economiche che si sviluppano in Campidoglio. A tarda serata il Presidente del Consiglio De Vito, ha annunciato che ci sarà bisogno di due giorni per tornare in Aula a discutere, dunque la seduta programmata per mercoledì è saltata e probabilmente l’Aula Giulio Cesare tornerà a popolarsi solo giovedì. “L’organo di revisione – si legge in una nota diffusa in serata – ritiene non sufficienti gli spazi di finanza pubblica necessari al rispetto dell’equilibrio finanziario in relazione alle necessità che potrebbero rivelarsi rispetto al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, alle passività potenziali comunque presenti e a tutte le criticità evidenziate nel presente parere ed esprime parere non favorevole, sulla proposta di approvazione del bilancio di previsione 2017-2019 e relativi allegati. L’Amministrazione pur esprimendo nei documenti programmatici l’eventualità che il saldo di finanza pubblica possa non essere rispettato, non ha tuttavia previsto gli interventi correttivi necessari ed indispensabili per la salvaguardia degli equilibri di bilancio”.
 
Risparmi di spesa possibili solo a danno dei servizi
 
“Ulteriori risparmi derivanti dalla razionalizzazione della spesa non appaiono possibili se non a danno della qualità dei servizi erogati dall’Ente ai cittadini. Gli utilizzi delle risorse in conto capitale, oneri concessori, per la spesa corrente, ancorché previsti dalla legge finanziaria 2017, determineranno comunque una contrazione degli interventi di investimento necessari invece al mantenimento del patrimonio dell’Ente”. Così l’Oref nelle conclusioni del parere sul bilancio del Campidoglio.
 
Sottostimati oneri per debiti, contenziosi e lavori metro
 
Sebbene “l’obiettivo del pareggio di bilancio sia conseguibile, si ritiene che esso sia stato raggiunto anche sulla base di previsioni di entrate non strutturali (es. concessioni edilizie, contravvenzioni, recupero evasione tributaria, ecc.)”, e sulla base di “una non corretta previsione degli ingenti e imminenti oneri derivanti dai debiti fuori bilancio. Riguardo le entrate – scrive ancora l’Oref – non si riscontra un adeguato e specifico programma di recupero delle entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente come già raccomandato da questo Collegio. Inoltre non trovano riscontro le raccomandazioni del MEF e le previsioni del piano di rientro in riferimento alla razionalizzazione e/o alienazione delle partecipazioni in society che non svolgono attività per it raggiungimento di fini istituzionali dell’Ente”. 
 
Saldi di finanza pubblica non conseguibili
 
“II Collegio dei Revisori ritiene non conseguibili i saldi di finanza pubblica previsti” dal bilancio previsionale del Campidoglio. Pesano in particolare, scrive ancora l’Oref, “i notevoli oneri che potrebbero derivare dai debiti fuori bilancio in corso di riconoscimento; dalla gestione del contenzioso in essere; dalle passività derivanti dalla gestione delle partecipate; dalle passività potenziali relative alle garanzie rilasciate da Roma Capitale in relazione all’operazione “punti verde qualità”; dalle passività potenziali derivanti dalla realizzazione della linea metropolitana C e dell’ammodernamento di quelle esistenti; dalle passività potenziali inerenti le problematiche curate dal dipartimento politiche sociali; dal contenzioso relativo al CCNL per i dipendenti di Roma TPL; dal contenzioso relativo alle problematiche delle acquisizioni sananti; dalle criticità gia’ oggetto di rilievo ma tuttora irrisolte in merito ai rapporti con la gestione commissariale”. Per questo l’Oref “ritiene necessario un incremento nell’arco del triennio degli stanziamenti relativi al fondo passività potenziali”.
 
Urgente la riorganizzazione delle società partecipate
 
“L’organo di revisione ribadisce in merito, condividendo i criteri ed i principi esposti nel piano di riequilibrio e nella verifica del MEF, quanto già enunciato nel parere at bilancio di previsione 2016-2018, e cioè la necessità urgente di razionalizzare il perimetro delle partecipate di Roma Capitale, provvedendo alla cessione delle partecipazioni e/o allo scioglimento delle società non strettamente necessarie al perseguimento dei fini istituzionali dell’Ente al fine del conseguimento di risparmi di spese e riduzioni dei rischi derivanti della gestione delle società stesse. Tale raccomandazione, già più volte espressa da questo Organismo ma disattesa dall’Ente, è da estendere a tutte le società fuori il perimetro consentito della normative sulle partecipate e si estende anche a tutte le altre società che presentino situazioni analoghe”.
 
La dura reazione delle opposizioni e il gelo della maggioranza. Fassina: “Condizioni scarse per andare avanti”
 
Tra i primi ad intervenire Stefano Fassina (Sinistra X Roma) che non fa sconti: “Io chiedo a questa amministrazione, a chi ha responsabilità politica massima nel Movimento 5 Stelle, di mettersi una mano sulla coscienza e ricordarsi che non è un teatrino, che c’è un città che va amministrata, di mettersi una mano sulla coscienza e verificare se hanno le condizioni politiche e amministrative per andare avanti: a me pare che le condizioni siano davvero scarse”.
 
De Biase (Pd): “Possibile un esposto alla Corte dei Conti”
 
E’ forse la prima volta che si verifica un atto di questo livello e le opposizioni hanno la strada spianata per portare l’attacco alla sindaca ed alla sua Giunta. Naturalmente da Pd e fino a Fratelli d’Italia la richiesta è univoca: “Immediate dimissioni”. Ecco alcune prese di posizione. Tra i primi ad intervenire la capogruppo del Pd, Michela De Biase: “L’Oref ha espresso parere contrario rispetto al Bilancio. È la prima volta che si verifica. Non era mai successo. Il presidente De Vito ha chiesto di sconvocare le sedute di oggi e domani. La richiesta che facciamo noi è di mandare subito il parere di nuovo in giunta perché così non è possibile procedere alla votazione del bilancio. Ci esporremmo a un possibile esposto della Corte dei conti. In sostanza nel dispositivo si dice che non si rispettano gli spazi di finanza pubblica. Politicamente – ha aggiunto – la bocciatura ci colpisce molto, ci avevano rassicurato sulla tessitura del bilancio che è non avvenuta. Si mettessero di nuovo a lavoro e in tempi brevi”.
 
Alessandro Onorato (Lista Marchini): “La Raggi rassegni le dimissioni. L’improvvisazione uccide Roma”
 
Durissimo anche il centrista (Lista Marchini) Alessandro Onorato: “La Raggi rassegni le dimissioni, la loro improvvisazione uccide Roma. L’avevamo detto e non ci hanno voluto dar retta, questo bilancio manda in default la capitale d’Italia. Il fondo passività è sballato, non copre i debiti fuori bilancio e le passività potenziali – aggiunge Onorato – Le municipalizzate sono fuori controllo, ha fatto bene l’Oref a dirlo chiaramente. Ora bisogna rifare il bilancio”.
 
La giornata era già carica di nuvole. A Regina Coeli gli interrogatori di Marra e Scarpellini
 
Ma la giornata era stata scandita dagli interrogatori e dalle prese di posizione della sindaca. Di prima mattina la sindaca di Roma avrebbe chiesto una verifica interna (nella giornata di lunedì era stata ipotizzata la calata di schiere di avvocati vicini al M5S ed a Grillo e Casaleggio ndr) sulla legittimità degli atti adottati da Raffaele Marra, quello che era considerato l’eminenza grigia del Colle Capitolino e dell’Amministrazione Raggi. Nel giorno degli interrogatori dell’ex fedelissimo Marra e del costruttore Scarpellini, la sindaca è stata nettissima ed ha chiuso lapidariamente l’argomento, anticipando anche gli esiti degli interrogatori in corso a Regina Coeli: “Non temo né le parole di Marra, né l’esposto di Raineri (il più rischioso ndr)”. La sindaca, rispondendo ai cronisti, ha anche detto: “Marra non mi ricattava”. Scaricando, è suo costume con poche parole, quello che in molti consideravano il suo braccio destro, il ‘Papa nero’ del Colle Capitolino. E poi, come aveva fatto nell’ormai epica conferenza stampa senza domande della scorsa settimana, ha ammesso le sue colpe sul conto della fiducia concessa al fido capo dei lavoratori capitolini: “Ho sbagliato a fidarmi”.
 
Una lunga mattinata di interrogatori di garanzia. Sia Marra che Scarpellini parlano
 
Ma quella di martedì, come detto, è stata la giornata degli interrogatori di garanzia sia per Marra che per il costruttore romano Scarpellini. Sia prima, che dopo l’atto giudiziario, gli avvocati della difesa hanno parlato, brevemente (c’è la regola della riservatezza ndr) delle posizioni dei loro assistiti. Primo a parlare, entrando in carcere, il legale di Scarpellini Massimo Krogh: “Il mio assistito è sotto choc ma vuole chiarire tutto, sta vivendo questa vicenda come un diluvio che si è abbattuto su di lui e pensa di non meritarlo”. Poi all’uscita assume una posizione ben diversa: “Ha risposto a tutto. È sereno e tranquillo. Sta anche meglio di quello che pensavo, considerato che si tratta di un uomo di 80 anni, d’altro canto avendo questa età la sua presenza qui dentro non sarà lunga. Non ha nulla da nascondere”.
 
I legali di Scarpellini hanno confermato le frequentazioni con Marra
 
In merito al rapporto tra Scarpellini e Marra, gli avvocati  Krogh e Pannain hanno chiarito sulle frequentazioni dei due. “È ovvio che sono due persone che si conoscevano ed è ovvio che si sono incontrate a Roma visto le posizioni di tutte e due”. Scarpellini è stato ascoltato dal gip Maria Paola Tomaselli, magistrato che ha accolto la richiesta di arresto avanzata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e Barbara Zuin. Il costruttore romano è anche entrato nel merito dei soldi finiti nella disponbilità di Marra: “I soldi che diedi a Marra nel 2013 erano un prestito che spero ancora mi venga restituito”. Scarpellini si riferiva, naturalmente, ai due assegni con cui la compagna di Marra acquistò un appartamento.
I legali di Marra non presenteranno istanza di scarcerazione per il loro assistito
 
A stretto giro anche le dichiarazioni rilasciate dal legale di Marra, l’avvocato Francesco Scacchi: “Ha risposto a gran parte delle domande. Non chiediamo istanza di scarcerazione e non credo la presenteremo”. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, durante l’interrogatorio, non sarebbero state fatte domande inerenti il rapporto con la sindaca Raggi. Marra ha anche risposto alle domande sulle sue frequentazioni con il costruttore Scarpellini ed alle sue affermazioni di essere a disposizione dell’imprenditore: “E’ stato un atto di cortesia. L’aver detto di essere disposizione è stato solo un atto di cortesia verso una persona che conoscevo, nulla di più e nulla di meno”. Sempre in questo martedì di metà dicembre, c’è da incorniciare la notizia che la Raggi avrebbe chiesto, come detto, una verifica interna sulla regolarità di tutti gli atti firmati da Raffaele Marra:
 
La sindaca preferisce la messa di Natale all’Ara Coeli che il confronto con le opposizioni
 
Quello che è certo è che la sindaca, incalzata dalle opposizioni, nel giorno delle comunicazioni sul nuovo vicesindaco e sul nuovo assessore all’Ambiente, ha lasciato il Campidoglio per impegni istituzionali (la messa di Natale all’Ara Coeli, 100 metri dall’Assemblea Capitolina), lasciando irrisolte le domande e le richieste dei consiglieri di opposizione. Durissime le opposizioni.
 
Peciola (Sel) durissimo con la sindaca: “Roma merita di più, Raggi dimettiti”
 
Chiara la posizione di Peciola, ex capogruppo di Sel, presente in Campidoglio: “In Aula consiliare, una modalità istituzionale da regime: la sindaca Raggi legge il compitino del rimpasto, dentro i nomi imposti dal comico, fuori gli amici del cerchio magico. In sei mesi solo rimpasti, scandali, scontri di potere. Si dovrebbe discutere del Bilancio, cioè come spendere le risorse dei romani, invece c’è il deserto morale di un gruppo politico allo sbando. Questo governo nei prossimi mesi si avviterà su se stesso, ancora di più, dentro altri scontri interni, e pagare sarà la città. Dobbiamo farci sentire. Roma merita di più. Raggi dimettiti”!.
 
Le accuse del consigliere Onorato: “Questa non è più un’aula, ma un teatro”
 
“Oggi abbiamo un assessore all’Ambiente di Genova, laureata in Filosofia. Poi un terzo assessore del Pd, pure brava persona. Poi un veneto, scelto dalla Casaleggio Associati, che viene a Roma due volte a settimana. Ci credo che la Raggi viene in aula per 9 minuti, di cui 3 dedicati al fax ricevuto dalla Casaleggio Associati. D’altronde grazie al contratto che avete firmato, non potete scegliere gli assessori che magari volevate. Questa non è più un’aula, ma un teatro. Perché Raggi ha difeso fino all’ultimo la Muraro? Con chi andrà ora a fare gli spazzatour?”, ha aggiunto, richiamato dal presidente De Vito a “mantenere un linguaggio consono alle istituzioni”.
 
De Priamo rincara la dose: “Abbiamo un sindaco che sta battendo tutti i record di velocità…”
 
“Quella di oggi – ha rincarato Andrea De Priamo, di Fratelli d’Italia – è una pagina negativa. Assistiamo a un dibattito che perde di significato perché abbiamo un sindaco che sta battendo tutti i record di velocità nelle sue dichiarazioni e nelle conferenze stampa. Siamo di fronte a una crisi politica e giudiziaria del Campidoglio. Una crisi che risolvete con dei piccoli ritocchi”.
 
La capogruppo Pd Di Biase: “Ci aspettavamo che il sindaco avesse piacere ed interesse ad ascoltare quello che avevamo da dire”
 
La capogruppo del Pd, Michela Di Biase, è intervenuta a suggello: “Peccato che oggi si sia deciso di interpretare il regolamento nel modo più sbagliato possibile consentendo che il sindaco lasciasse l’aula senza ascoltare. Ci saremmo aspettati che il sindaco avesse piacere ed interesse ad ascoltare quello che avevamo da dire”.
 
La difesa del M5S con Bonafede: “Diamo sostegno alla nostra amministrazione”
 
Di fronte a tutto questo il M5S corre ai ripari e cerca di fare scudo. Chiare le parole del deputato pentastellato Alfonso Bonafede: “Marra può dire quello che vuole, la sindaca Raggi ha detto proprio ieri che se arriverà un avviso di garanzia lo valuterà. E il Movimento Cinque Stelle, come sempre da ogni volta che c’è una indagine, valuta e si prende le responsabilità dei progetti che porta avanti. È un momento particolare e noi diamo sostegno all’amministrazione del Movimento Cinque Stelle a Roma. Non c’è né direttorio, né mini-direttorio, c’è un gruppo di sostegno ai comuni che esiste da circa un anno. Stiamo lavorando insieme ai consiglieri e al sindaco”. Ma sul punto il Pd non fa sconti ed ecco le parole della deputata Ileana Pizzoni: “Virginia Raggi continua a prendere in giro le cittadine e i cittadini romani. Dopo aver imposto in ruoli apicali e difeso fino a poche ore prima dell’arresto Raffaele Marra e promosso a capo dipartimento suo fratello Renato, ora chiede la verifica interna sulla legittimità degli atti dell’ex capo del personale e uomo forte del Campidoglio. Ma dove era la sindaca in questi mesi mentre il suo braccio destro Marra faceva il bello e cattivo tempo al Comune? Chi oggi dovrebbe compiere questa verifica, gli stessi piazzati in comune dalla sindaca e dallo stesso Marra? Che cosa ne dice il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, responsabile Enti locali di M5s e di cui rimane a memoria la famosa dichiarazione con la quale si sforzava di sdoganare Marra dal suo passato con Alemanno e Polverini? Questa farsa si sta tramutando in tragedia per la capitale del Paese. Roma è ormai in ostaggio di una guerra tra bande a caccia di potere e infiltrata dalla peggior destra che abbiamo conosciuto”. E non finisce qui, domani nuova puntata. In scena entrerà l’ex assessore all’Ambiente Paola Muraro, convocata a piazzale Clodio per le inchieste che la riguardano direttamente e per le quali ha già incassato un avviso di garanzia e la conseguente convocazione, che l’ho portata alle dimissioni.
 
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