Roma. La sindaca Raggi sul caso Berdini: “Va tutto bene, ci vedremo prossima settimana per lavorare”. Al vetriolo la deputata (M5S) Lombardi: “Strane le voci di rottura proprio in queste ore”

Roma. La sindaca Raggi sul caso Berdini: “Va tutto bene, ci vedremo prossima settimana per lavorare”. Al vetriolo la deputata (M5S) Lombardi: “Strane le voci di rottura proprio in queste ore”
Ed alla fine, la sindaca Raggi depone l’ascia di guerra e cerca di chiudere il caso Berdini. La velina diffusa ad arte dal Palazzo Senatorio aveva provocato non poche fibrillazioni nelle file della maggioranza pentastellata e dopo 48 ore di assoluto silenzio, la Raggi, nel giorno dell’Immacolata Concezione e dell’incontro con papa Bergoglio ha deciso di chiudere, almeno per ora, il caso del presunto tentativo di cacciata dell’influente assessore all’Urbanistica di Roma Capitale. “Va tutto bene con Berdini e ci vedremo anche la prossima settimana per lavorare”. Poche parole, ma significative quelle della sindaca a margine della cerimonia dell’Immacolata a piazza di Spagna. Va detto però, e questo alimenta il gossip per gli amanti del pettegolezzo, che lo stesso assessore che ha preso parte alla cerimonia di Piazza di Spagna con gli altri membri della Giunta, tuttavia non ha partecipato al rinfresco presso l’ambasciata di Spagna. Immediata la puntualizzazione dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro (un tentativo di mettere immediatamente la sordina ad ogni possibile polemica e strumentalizzazione?): “È andato via solo perché aveva da fare. L’ipotesi delle sue dimissioni è da ritenersi irreale”. Ma i tempi dell’assessore all’Ambiente sono sospetti, visto che poteva dire la sua molte ore prima e se ne è dimenticata. Chi invece batte il ferro quando è caldo è la deputata pentastellata Lombardi, che si schiera e mette in gioco tutta la sua influenza a difesa di Berdini.
La deputata Lombardi (M5S) rigira il tavolo: “Berdini persona competente. Strano che le voci di rottura inizino proprio in queste ore”
 
“L’assessore capitolino all’urbanistica Paolo Berdini è una persona competente. E mi sembra una coincidenza fin troppo strana che queste voci di rottura inizino a circolare nello stesso momento in cui sta per mettere le mani nel mondo degli alloggi popolari. Cosa intendo? Mafia Capitale aveva interessi milionari nel dipartimento che fa capo a Berdini. Per questo ho il sospetto che certi veleni arrivino dal suo stesso assessorato”. Ma è anche dal Pd che si riparte alla carica del cosiddetto ‘cerchio magico’ della sindaca Raggi.
Pelonzi (Pd): “Sull’integrità ideale dell’assessore Berdini mai avuto dubbi. Ma a gennaio non farà più parte di questa giunta e ce ne dispiace”
 
Durissima la presa di posizione del consigliere Pd Antongiulio Pelonzi: “Nella giunta Raggi si affila nuovamente la ghigliottina. In pochi mesi di governo della città sono già cadute teste pesanti come quella dell’assessore al Bilancio Minenna e dell’ex capo di gabinetto Carla Raineri. Adesso sembra giunta l’ora dell’assessore all’urbanistica Paolo Berdini. Trattenerlo, licenziarlo? L’enigma è di non facile soluzione! Come si evince dall’intervista al quotidiano Il Messaggero del titolare della pianificazione urbanistica di Roma capitale la giunta Raggi è in cerca d’autore, stritolata dallo scontro tra le diverse anime che risiedono nel movimento 5 stelle: quella della destra borghese romana, quella liberista delle banche e quella della sinistra movimentista. L’incapacità decisionale infatti non è solo il frutto dell’inesperienza amministrativa, ma anche dello scontro tra posizioni radicalmente diverse costrette a convivere dal sogno di una vicina vittoria alle prossime politiche. Roma è la capitale ed una spaccatura proprio qui non sarebbe perdonata dagli elettori. E così dietro scelte apparentemente convinte e compatte, la giunta Raggi va faticosamente avanti per continui e delicati compromessi tra le diverse anime ed il nazionale. Solo così si spiega il no alle olimpiadi imposto da Grillo e a compensazione la conferma della Muraro e di Marra nonostante le polemiche e le inchieste. E l’assessore Berdini?! In questo contesto e come un elefante in una cristalleria: idealista convinto soffre il compromesso. Più volte abbiamo criticato la sua politica ma sull’integrità ideale non abbiamo mai avuto dubbi. Siamo convinti che dopo l’approvazione del bilancio a gennaio non farà più parte di questa giunta e in qualche modo ci dispiace. A Roma però serve ripartire e questo perenne scontro, ormai neanche più dietro le quinte, sta facendo male alla città: le torri dell’Eur e la fiera di Roma sono ferite aperte per le quali il comune rischia di pagare ingenti danni economici come fanno presagire le recenti espressioni del Tar. Condono e affrancazioni sono problemi irrisolti che provocano grave preoccupazioni alle migliaia di cittadini coinvolti, e i grandi progetti quali lo stadio, gli ex mercati generali o i nuovi tratti della metro sono bloccati! Manca in generale una visione di sviluppo della città, e come può esserci se chi deve governarla è continuamente alle prese con una resa dei conti?! La prossima settimana verrà in aula il primo bilancio della giunta Raggi, urbanistica e lavori pubblici sono capitoli fondamentali, sono le deleghe dell’assessore Berdini, serve chiarezza ed anche se comprendiamo che perdere uno degli assessori più importanti della giunta sotto bilancio porti una cattiva pubblicità, non è peggio rimanere bloccati dai compromessi? Per Roma ed i romani sicuramente sì“. Da registrare poi la presa di posizione sul caso della deputata del Pd Coccia e della Consigliera di Roma Capitale Baglio:
 
Una partita a scacchi tra le varie anime del movimento 5 Stelle
 
“Mentre si attendono a stretto giro le ormai pare inevitabili dimissioni dell’assessore Berdini, la maggioranza pentastellata in Campidoglio dimostra la sua vera natura. Intrighi e lotte di potere messe a tacere solo davanti a un appuntamento elettorale, ma pronte a esplodere un attimo dopo. Una partita a scacchi tra le varie anime del M5S che si gioca sulle spalle della città. Questo è quello che c’è dietro l’ultima manovra gestita dal Movimento guidato da Grillo per mettere a tacere un esponente della Giunta, ritenuto troppo indipendente rispetto agli standard del Movimento. Manovre che ci svelano un Movimento in cui, più che la politica e il libero confronto, prevalgono ricatti e fortissimi interessi di parte. Se il progetto della Roma deve avere più o meno cubature, o deve essere in parte rivisto, è un affare che interessa tutta la città e non un ristretto gruppo di persone dell’entourage della sindaca Raggi. Un progetto che, lo ricordiamo, ha superato i primi step di approvazione e ora, se cambiato, rischia anche di far pagare alla città salati contenziosi. Un conto è sedersi al tavolo con gli ideatori del progetto e mediare interessi utili ai romani, altro conto è nascondere dietro a finti interessi per il bene comune quelli di lobby e correnti di potere di un Movimento poco trasparente e sempre più vicino, nei fatti, ai poteri forti. In Campidoglio farebbero bene a cominciare a preoccuparsi dei bisogni della città, in primis dei forti disagi vissuti nelle periferie, con politiche sociali serie oggi totalmente assenti. Cosa ben lontana dalla reali intenzioni della maggioranza, a giudicare anche dalla manovra di bilancio che arriverà in Aula nei prossimi giorni, preparata senza guardare alla città, ma facendo un copia e incolla di quanto stabilito un anno fa dal Commissario Tronca e dove i tanto annunciati tagli agli sprechi sono ancora e solo quelli della precedente maggioranza di centrosinistra”.
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