Roma Capitale, la Raggi perde un altro pezzo. Dopo 5 mesi si dimette la Muraro. Fassina: “Atto dovuto. Nessuna discontinuità della Sindaca”. Di Cola (Cgil): “Si rischia voragine etica”

Roma Capitale, la Raggi perde un altro pezzo. Dopo 5 mesi si dimette la Muraro. Fassina: “Atto dovuto. Nessuna discontinuità della Sindaca”. Di Cola (Cgil): “Si rischia voragine etica”

Dopo una serie infinita di polemiche, voci di corridoio, indiscrezioni, si chiude per Roma Capitale e soprattutto per la maggioranza 5 Stelle che governa la città e per la stessa Sindaca Raggi, forse nel modo peggiore, la parentesi di amministrazione dell’Assessore Muraro. Nel pieno della notte la titolare della Delega all’Ambiente si è dimessa. Una scelta questa volta obbligata, visto che ha ricevuto un avviso di garanzia e che probabilmente le è stata imposta dalla stessa Sindaca dopo una lunghissima e forse estenuante riunione di maggioranza.

La Sindaca, prima in una nota e poi in un video accetta le dimissioni e si prende l’interim all’Ambiente

Tutto viene affidato ad una nota della Sindaca Raggi che così descrive la svolta per l’Amministrazione capitolina: “In nome della trasparenza comunichiamo tempestivamente la notifica (avviso di garanzia) ricevuta da Paola Muraro, rispettando pienamente quanto abbiamo sempre assicurato ai cittadini. Attendiamo con fiducia che l’assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, sarò io ad assumere le sue deleghe”.

La confessione della Muraro a scoppio ritardato: “La Procura di Roma mi ha notificato un avviso di garanzia”

Poi le parole dell’Assessore che va sul punto che ha reso obbligatorie, secondo i dettati del M5S, le sue dimissioni: “La Procura di Roma mi ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente. Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione”.

Una storia giudiziaria che inizia ad aprile e si conclude politicamente otto mesi dopo

Quella della Muraro è una storia giudiziaria che inizia ad aprile, quando era stata già finita sul registro degli indagati di Piazzale Clodio, ma non comunicò nulla alla Sindaca Raggi fino a luglio, quando la Giunta a 5 Stelle si era già insediata. Malgrado questo, per lei nessun contraccolpo.

A differenza di altri casi, sul Colle della politica romana, si sposò una linea garantista che fino alla nottata appena trascorsa consentì alla Muraro di tenere botta. Tutto questo, però, non ha avuto più senso con la notifica dell’’avviso’ e soprattutto con la convocazione del 21 dicembre negli uffici giudiziari.

 Nel solito video-comunicato ‘postato’ a notte fonda la Sindaca circondata dai Consiglieri di maggioranza cerca di buttare la palla in calcio d’angolo

La Raggi ha affidato ad un video la sua posizione, con sullo sfondo le consigliere ed i consiglieri di maggioranza, in una delle stanze del Campidoglio, video diffuso anche questo nella notte: “Non sono entrata nel merito dell’avviso, ho accettato le sue dimissioni e ho assunto le deleghe alla sostenibilità ambientale. Ritengo importante infatti dare continuità all’azione amministrativa sia nel risanamento di Ama che nel rilancio di tutto il settore ambientale. Attendiamo con fiducia che l’assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, sarò io ad assumere le sue deleghe”.

In una squadra da completare resta vuota una casella fondamentale per il governo della città

Ora, per la Raggi, dopo un breve periodo di tranquillità istituzionale, si ricomincia, con la squadra di Governo ancora da completare e con una casella fondamentale per l’Amministrazione, quella all’Ambiente scoperta, malgrado la volenterosa assunzione di responsabilità della stessa Sindaca.

Vanno poi ricordati i default precedenti come quelle dell’Assessore al Bilancio Minenna, del Capo di Gabinetto, Carla Raineri, del Direttore Generale dell’Atac, Rettinghieri, dell’Amministrazione unico e del Presidente Solidoro.

Dopo i default della Muraro, di Minenna, Raineri, Rettingheri e Solidoro riflettori sull’indipendente Berdini

Accanto a tutto questo va poi detto anche della posizione dell’Assessore all’Urbanistica Berdini, che in più occasioni è stata messa in discussione da molti Consiglieri pentastellati e anche da alcuni parlamentari del Movimento. Berdini è finito sul banco degli imputati per la sua indipendenza e per alcune scelte urbanistiche che non sono proprio piaciute ai vertici M5S ( Grillo, Casaleggio … ndr), in particolare la sua ostilità al progetto commerciale che dovrebbe sorgere parallelamente allo Stadio della As Roma. In particolare Berdini non avrebbe nulla da dire sull’impianto sportivo, in più occasioni ha ribadito la sua disponibilità a far partire i lavori in tempi rapidissimi, quello che proprio non riesce a metabolizzare sono le torri commerciali che sorgerebbero a poca distanza dallo Stadio. Il progetto, approvato dalla precedente Amministrazione ed approdato in Conferenza dei Servizi, con il no della nuova maggioranza, dovrebbe tornare in Assemblea Capitolina per essere rimesso ai voti e questo imbarazzerebbe molti dei Consiglieri di maggioranza e, naturalmente anche il vertice del Movimento.

La storia della dimissionaria Muraro è lunga dieci anni. Ripercorriamola

Tornando alla Muraro, non è ben chiaro perché le dimissioni arrivino oggi, quando sia lei (aprile) che la Raggi (luglio) erano a conoscenza del coinvolgimento in una inchiesta. La Muraro, era stata sfiorata anche da altre inchieste sui rifiuti, inchieste sulle quali avevano acceso i riflettori anche la Commissione sulle Ecomafie e l’Anac. Recentemente aveva chiesto, in qualità di Assessore all’Ambiente, di poter tornare ad utilizzare il tritovagliatore di Rocca Cencia, struttura privata per la gestione dei rifiuti, affittata dal rais della ‘monnezza’, Cerroni ad un imprenditore romano. Proprio quell’area della città e gli impianti sia pubblici che privati presenti, in particolare il tritovagliatore affittato da Cerroni, erano stati attenzionati dalla Procura di Roma. Inutile dire delle accuse. Pesantissime: truffa, frode, associazione per delinquere e traffico illecito di rifiuti. Proprio sul tritovagliatore di Rocca Cencia si consumò l’estate scorsa un durissimo scontro tra l’Ad di Ama e la stessa Muraro. L’ex Assessore, infatti, voleva a tutti i costi procedere con l’utilizzazione dell’impianto privato, mentre l’Ad, che ben conosceva lo stato dell’indagine giudiziaria, così si opponeva alla Muraro: “Per quanto riguarda la verifica dei motivi ostativi per l’utilizzo del tritovagliatore di Rocca Cencia, si comunica che in data 26 luglio l’Autorità giudiziaria ha provveduto ad acquisire documentazione presso la nostra società in merito al tritovagliatore in questione ed oggetto di indagini per gravi reati”. Lo stesso scontro e sempre sul medesimo impianto si è poi consumato alcuni giorni fa nel corso di un vertice tra Comune e Regione Lazio. Argomento sul tavolo, ancora una volta il tritovagliatore di Rocca Cencia. Poi c’è il capitolo delle reazioni politiche legate alle dimissioni della Muraro.

Le reazioni. Stefano Fassina: “Le dimissioni un atto dovuto dal luglio scorso. Con la Muraro contraddizione profonda della Sindaca all’impegno sulla discontinuità”

Partiamo da Stefano Fassina (Sinistra X Roma) che non nasconde le responsabilità e gli errori della Raggi su questa vicenda: “Le dimissioni della Muraro da assessore della Giunta Raggi erano un atto dovuto da luglio scorso. Per ragioni politiche evidenti: al di là delle responsabilità penali, che sono oggetto dell’iniziativa della magistratura, erano oggettive le responsabilità amministrative di chi è stata per 12 anni ai vertici di Ama con funzioni decisionali, non soltanto di consulenza. Abbiamo sin da luglio sottolineato l’insostenibile contraddizione tra l’impegno elettorale per una radicale discontinuità nella gestione del ciclo dei rifiuti e la presenza della dottoressa Muraro al corrispondente assessorato. La ‘resistenza’ della Sindaca Raggi è stato un grave errore politico. Si sono persi mesi preziosi in un quadro di incertezza e delegittimazione di un assessorato decisivo per la città. Non si perda altro tempo. La Sindaca nomini al più presto un assessore o un’assessora all’altezza della difficile sfida. Le dimissioni di Paola Muraro sarebbero dovute arrivare a luglio scorso. Sul piano politico era già allora indifendibile. Una contraddizione profonda all’impegno alla discontinuità assicurato dalla sindaca Raggi in campagna elettorale nella scelta di una persona che aveva lavorato ai vertici di Ama per 12 anni. La scelta di Muraro è stato un grave errore politico nella resistenza fino ad oggi perché la Giunta Raggi ha perso più di tre mesi a fronte di una situazione indifendibile. Mi pare che a luglio ci sia stata una discussione anche tra di loro”.

Di Cola (Fp Cgil): “Si rischia una voragine etica, Raggi cambi metodo”

“Surreale la spiegazione data dalla Sindaca Virginia Raggi. Per mesi, con la posizione di Paola Muraro evidentemente compromessa, si è proseguito con la propaganda dei cosiddetti blitz, mentre vuoti amministrativi e dimissioni paralizzavano la città. Ricordiamo, per dare la misura delle difficoltà, che nonostante la vacatio di mesi la nomina del Dg di Ama scadrà a fine mese senza che sia stato predisposto il bando per la sostituzione. Invece di fare gli #SpazzaTour era meglio occuparsi di cose concrete”. Con queste parole Natale Di Cola, segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio, commenta le dimissioni dell’assessore all’ambiente di Roma Capitale.

“Manca un progetto, se si escludono le promesse da conferenza stampa. Le trattative sono ferme e al netto delle trovate teatrali per le strade della Capitale questa amministrazione ha prodotto solo retorica e accuse. Adesso sarebbe giunto il momento dei fatti. Ma invece di esercitare il ruolo di azionista la Giunta – continua il sindacalista – ha messo in campo un modello autoritario, che confonde i ruoli ed esercita quello politico in modo padronale, usa i lavoratori come comparse e aizza i cittadini contro le società pubbliche che andrebbero invece rilanciate”.

“Giusto ieri, il giorno delle dimissioni, l’assessora annunciava la macrostruttura di Ama, un atto aziendale che non compete alla Giunta. Uno spoil system effettuato a prescindere dal merito, senza alcuna vera selezione, e che premia dirigenti ridimensionati dal precedente assessment (la valutazione effettuata da una società esterna) o che addirittura avevano già raggiunto un accordo con l’azienda per il loro allontanamento. La distanza tra la retorica della trasparenza e l’assenza di meritocrazia nelle scelte e nelle nomine di questi mesi è sbalorditiva. La distanza tra la retorica delle promesse e la magrezza dei fatti, in un contesto in cui si sono coltivate le aspettative oltre ogni limite ragionevole, rischia di produrre una voragine etica che la città non può sopportare dopo mafia capitale. Per passare dalle ingerenze e dalle promesse ai fatti bisogna lavorare di più, ascoltare di più e – conclude Di Cola – essere molto ma molto più umili”.

Giachetti: “E mentre aspettava di dimettersi, quante cose potrebbe aver insabbiato…”

Brevissimo ma incalzante lo sfidante della Raggi e Consigliere capitolino, Stefano Giachetti, che si pone un interrogativo non da poco: “E mentre aspettava di dimettersi, quante cose potrebbe aver insabbiato visto il palese conflitto d’interessi che denunciamo da mesi? #Muraro”. La Capogruppo del Pd in Assemblea Capitolina, Di Biase fa invece una precisa richiesta alla Sindaca Raggi: “Dopo le dimissioni dell’assessore Muraro la Sindaca Raggi, prima dell’avvio della sessione di bilancio, venga in aula a riferire. Non sono sufficienti le usuali giustificazioni video su Facebook o sui blog grillini. Le accuse contro l’ormai ex assessore all’ambiente sono gravi. I romani hanno il diritto essere informati attraverso la principale istituzione che li rappresenta ovvero l’Assemblea Capitolina. La sindaca Raggi e la sua maggioranza spieghino come intendono gestire l’attuale ed ennesima crisi, mentre in queste ore a Roma si palesa nuovamente l’ennesima emergenza rifiuti con grossi cumuli di immondizia in bella mostra nelle strade. Siamo peraltro in forte apprensione su quanto sta accadendo in AMA per i profili che si intendono individuare alla guida della più importante azienda pubblica italiana di raccolta e trattamento dei rifiuti”.

In difesa il Capogruppo M5S Ferrara che ‘dimentica’ con un ringraziamento il caso Muraro e parla della vittoria al Referendum

Gioca invece palesemente in difesa, altro non può fare, il Capogruppo capitolino del M5S Paolo Ferrara: “Le dimissioni dell’assessore Paola Muraro, e la decisione di accettarle da parte del sindaco Virginia Raggi, rappresentano una reale scelta di coerenza. Un altro passo nella logica della trasparenza che come M5s abbiamo sempre portato avanti, nel rispetto dei romani prima di tutto. Altri, come il Pd, si mettano pure a blaterare, mentre il massimo del loro impegno politico è sfornare un governo Renzi-bis mascherato. Tradiscono così il messaggio mandato dagli italiani con il No al referendum del 4 dicembre e negano loro il sacrosanto diritto di poter finalmente scegliere i propri rappresentanti. Ringraziamo l’assessore Muraro per il lavoro svolto finora, fiduciosi che potrà chiarire la sua posizione, e proseguiamo nell’azione di risanamento sui temi ambientali, secondo le linee programmatiche del MoVimento”.

La senatrice Taverna (M5S), finalmente incassa politicamente quanto chiesto: “Erano dimissioni dovute”

E mentre Ferrara si accontenta di ripetere a memoria il solito copione, ben latro si respira nelle parole di chi, nel M5S, si è da sempre schierato per le dimissioni della Muraro, la Senatrice Paolo Taverna: “Ho letto delle sue dimissioni a seguito di un avviso di garanzia, erano dimissioni dovute. L’avevamo sempre detto, in presenza di un avviso di garanzia chiederemo di fare un passo indietro, credo che Muraro lo abbia fatto di sua volontà, va bene così”. La Muraro intervistata da Radio Campus Cusano, emittente dell’Università degli studi Nicolò Cusano, nel corso del format Ecg, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, si accontenta di queste poche parole, probabilmente avrebbe voluto dire molto altro, ma per qualsiasi altra affermazione potrebbe destabilizzare i già precari equilibri del M5S a Roma.

E ora potrebbe tornare d’attualità anche il caso politico ed amministrativo del Capo del Dipartimento al Personale, Raffaele Marra

Per chiudere, va detto che la partita tra le varie anime del Movimento guidato da Beppe Grillo non si chiuderà con le dimissioni della Muraro, con la messa sotto tutela dell’Assessore Berdini, ammesso che l’Urbanista la accetti, o con semplici interim degli Assessorati, la Raggi, dopo aver difeso la Muraro, perdendo di fatto la partita, potrebbe essere chiamata a rispondere politicamente anche dell’altro caso, quello del potente Capo del Personale, Raffaele Marra. Proprio in questi giorni, infatti c’è da registrare la richiesta dell’Anac diretta al Responsabile anticorruzione del Comune con cui si chiede di fornire indicazioni e documenti necessari per valutare eventuali violazioni sulla vicenda relativa alla nomina di Renato Marra, fratello del ben più noto Raffaele, alla guida della direzione turismo. L’istanza dell’Autorità nazionale anticorruzione mirerebbe a fare chiarezza su tutti gli incarichi dirigenziali assegnati e si focalizza sulla nomina di Renato Marra, visto il rapporto di parentela. Ma quello che da molti mesi scuote gran parte del M5S, è il passato ingombrante di Marra, già collaboratore dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e poi di Renata Polverini alla Regione Lazio. Marra ha un passato che non è in linea con i desiderata del Movimento e che in molti vorrebbero fuori dai giochi. Le dimissioni della Muraro potrebbero riaprire anche questo capitolo. Riuscirà la Raggi a tenere botta e garantire la sopravvivenza del suo alto dirigente o, perderà l’ennesima partita?

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