Roma Capitale, Berdini al contrattacco. “Resto al mio posto per i prossimi 5 anni”. Poi su alcuni organi di stampa: “Pressioni infernali. Azioni di killeraggio”

Roma Capitale, Berdini al contrattacco. “Resto al mio posto per i prossimi 5 anni”. Poi su alcuni organi di stampa: “Pressioni infernali. Azioni di killeraggio”
Dopo la presa di posizione della sindaca Raggi, l’autorevole assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Paolo Berdini, cementa il patto con la maggioranza 5Stelle e ‘promette’ di restare alla conduzione di uno dei più rilevanti comparti della città per i prossimi 5 anni. Lo fa approfittando di una conferenza alla Fiera ‘Più libri, Più liberi’ dove ha immaginato il suo futuro. Prima di tutto il suo rapporto con la maggioranza che governa Roma Capitale: “I 29 consiglieri che sto imparando a conoscere uno ad uno, sono come piccoli fratelli. Questi sono ragazzi, giovani, sono una generazione che ha qualche valore e che vuole cambiare qualcosa. Sono sensibili verso temi come le periferie e il diritto all’abitare. Forse sono inesperti, ma guardate dove ci hanno portato gli esperti. Viva a Dio che c’è gente forse inesperta ma pulita!”.
Poi la conferma su quale sarà il suo ruolo almeno fino alla fine della consiliatura Raggi: “Per i prossimi cinque anni resterò qui e lo dico anche per tranquillizzare i giornalisti”. Poi Berdini ha detto la sua, fuori dai denti, su come la stampa sta trattando il ruolo che ha all’interno della coalizione: “Si tratta di una pressione infernale, a volte un vero e proprio killeraggio”. E poi giù l’affondo su quanto è stato detto e scritto su di lui in particolare sul progetto dello Stadio dell’As Roma: “Il frullatore mediatico gira solo per lo Stadio della Roma e per il sottoscritto ma il rifiuto di dare una casa legittimamente assegnata a San Basilio che può sembrare una notiziola qualsiasi invece è qualcosa che, chi amministra la città, deve avere a cuore. Lì bisogna andarci e vederle con gli occhi quelle case. C’è una tettoia per proteggere chi esce dal portone da un cornicione. C’è un degrado talmente evidente che credo che tocchi a chi amministra questa città averlo a cuore. Ora è toccato a me, prima facevo solo il grillo parlante. E tra un po’ non si parlerà più dello stadio”.
“Con i fondi dobbiamo riequilibrare la città: abbiamo un centro storico meraviglioso e periferie nel degrado. Stiamo costruendo cose interessanti per colmare questo divario tra centro e periferie perché a parte l’Eur e qualche rara eccezione questa città è devastata. Le uniche aree verdi sono sporche e il modo in cui sono tenute le ville storiche non va bene”. Ma Berdini non ha avuto alcun problema anche ad analizzare, anche se marginalmente, il capitolo legato agli stanziamenti diretti all’Urbanistica di Roma Capitale: “I miei uffici hanno fatto miracoli per portare a casa 18 milioni di stanziamenti. Nel Patto per Roma chiederemo allo Stato di impegnarsi per questa città – ha aggiunto – Questa amministrazione chiederà allo Stato di aiutare chi in questa città non ce la fa, soprattutto nelle periferie, e di migliorare la qualità di vita di chi, buon per lui, ha un lavoro sicuro”.
Poco prima l’assessore aveva ricordato che molte delle mancanze a cui è esposta la città “sono frutto di una gestione scellerata” del passato e per la quale “Roma paga ogni anno 500 milioni allo Stato per rientrare da un debito che ad oggi è a 13,5 miliardi”. Infine un capitolo che da sempre è incandescente per la capitale, quello dell’emergenza abitativa, del bisogno di case per i meno fortunati: “A Roma – fa sapere Berdini – per risolvere questa emergenza abitativa abbiamo bisogno di qualcosa come diecimila alloggi. Il comparto delle case popolari è stato smontato sulla folle ideologia che ‘tanto tutti hanno reddito’, ma non è così, i giovani dei voucher non hanno reddito”.
Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.